Vepesid*20cps 50mg Capsule

Principio attivo: Etoposide

Forma: Capsule

Fornitore: Bristol-Myers Squibb Srl *

Conservazione: PROTEGGERE DA LUCE E CALORE

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO ETICO

Confezione: BLISTER

Prodotto In Commercio

Vepesid*20cps 50mg

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

VEPESID 50 - 100 MG CAPSULE MOLLI

Categoria Farmacoterapeutica

Alcaloidi derivati da piante ed altri prodotti naturali.

Principi Attivi

Etoposide.

Eccipienti

Acido citrico anidro, polietilenglicole 400, acqua depurata e glicerina. Costituenti della capsula: glicerina, gelatina, titanio biossido, ossido di ferro rosso, sodio p-idrossibenzoato di etile, sodio propilidrossibenzoato, acqua depurata.

Indicazioni

Indicato per il trattamento di: carcinoma del polmone a piccole cellule; morbo di Hodgkin; linfomi maligni (non Hodgkin); leucemia acuta nonlinfocitica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; gravi alterazioni epatiche; la contemporanea somministrazione delvaccino contro la febbre gialla o di altri vaccini vivi e' controindicata in pazienti immunosoppressi.

Posologia

Il trattamento deve essere praticato sotto controllo di un medico specialista. La dose raccomandata del medicinale, somministrato per via orale, e' di 100-200 mg/m^2/die per i primi cinque giorni, o di 200 mg/m^2/die il primo, terzo e quinto giorno, con un intervallo di 3-4 settimane tra un ciclo terapeutico e l'altro e in associazione ad altri farmaci approvati per la patologia trattata. Tali dosi si basano sulle dosi raccomandate del farmaco somministrato per via endovenosa, tenendoin considerazione che la biodisponibilita' del farmaco in capsule dipende dalla dose somministrata. Una dose di 100 mg, somministrata per via orale, e' paragonabile ad una dose di 75 mg somministrata per via endovenosa; una dose di 400 mg somministata per via orale e' paragonabile ad una dose di 200 mg somministrata per via endovenosa. Inoltre, almomento di prescrivere il farmaco, bisogna tenere in considerazione ilfatto che la biodisponibilita' del medicinale, somministrato per viaorale, varia da paziente a paziente; per tale motivo, possono essere necessari aggiustamenti di dosaggio per ottenere l'efficacia terapeutica desiderata. Il dosaggio dovrebbe essere modificato tenendo conto degli effetti mielosoppressivi degli altri farmaci impiegati in associazione con il farmaco e degli effetti di precedenti trattamenti chemioterapici o radioterapici che possano aver compromesso la funzionalita' del midollo osseo. I pazienti non devono iniziare un nuovo ciclo di trattamento con il medicinale se la conta neutrofila e' inferiore a 1.500cellule/mm^3 o se la conta piastrinica e' inferiore a 100.000 cellule/mm^3, a meno che non siano causate da patologia maligna. Dosi successive a quella iniziale devono essere aggiustate se la conta neutrofila e' inferiore a 500 cellule/mm^3 per piu' di 5 giorni o e' associata a febbre o infezione, se la conta piastrinica e' inferiore a 25.000 cellule/mm^3, se si sviluppano altre tossicita' di grado 3 o 4 o se la clearence renale e' inferiore a 50 ml/min. Uno schema posologico alternativo e' 50 mg/m^2/die per 2-3 settimane, con cicli ripetuti dopo un periodo di riposo di 1 settimana o dopo recupero della mielosoppressione.Dosi superiori a 200 mg/die devono essere suddivise in 2 somministrazioni (BID). Le capsule devono essere assunte a stomaco vuoto. Insufficienza renale In pazienti con funzione renale compromessa, si dovra' considerare una eventuale modifica iniziale del dosaggio basata sui valori della clearance della creatinina. Clcr > 50 ml/min: 100% della dose;clcr 15-50 ml/min: 75% della dose. Le dosi successive si baseranno sulla tolleranza del paziente e sui risultati clinici. Non sono disponibili dati per pazienti con clearance della creatinina <15 ml/min, quindi per questi pazienti si dovra' considerare una ulteriore riduzione del dosaggio.

Conservazione

Conservare il prodotto a temperatura non superiore a 25 gradi C.

Avvertenze

Il medicinale deve essere somministrato sotto controllo di un medico specialista con esperienza nell'uso di farmaci chemioterapici. Puo' verificarsi mielosoppressione grave con conseguenti infezioni o sanguinamenti. A seguito di somministrazione di etoposide e' stata riportata mielosoppressione fatale. Sia durante che dopo terapia con il medicinalei pazienti devono essere attentamente e frequentemente controllati per la possibilita' di insorgenza di mielosoppressione. La soppressionemidollare e' il fattore tossicologico piu' significativo associato alfarmaco e che ne limita la dose impiegata. Per questo motivo all'inizio della terapia e prima di ogni successiva dose di medicinale dovrannoessere eseguiti i seguenti controlli: conta delle piastrine, emoglobina, conta leucocitaria con formula. Se prima di iniziare il trattamento con etoposide e' stata somministrata radioterapia o chemioterapia, un adeguato intervallo dovrebbe consentire un recupero della funzionalita' midollare. Il farmaco non deve essere somministrato a pazienti conuna conta neutrofila inferiore a 1.500 cellule/mm^3 o con una conta piastrinica inferiore a 100.000 cellule/mm^3, a meno che non siano causate da patologia maligna. Dosi successive a quella iniziale devono essere aggiustate se la conta neutrofila e' inferiore a 500 cellule/mm^3per piu' di 5 giorni o e' associata a febbre o infezione, se la contapiastrinica e' inferiore a 25.000 cellule/mm^3, se si sviluppano altretossicita' di grado 3 o 4 o se la clearence renale e' inferiore a 50ml/min. Il dosaggio dovrebbe essere modificato tenendo conto degli effetti mielosoppressivi degli altri farmaci impiegati in combinazione odegli effetti di precedenti trattamenti radioterapici o chemioterapiciche possano aver compromesso la funzionalita' del midollo osseo. In pazienti trattati con regimi chemioterapici contenenti etoposide sono stati descritti casi di leucemia acuta, con o senza sindrome mielodisplastica. Non sono noti ne' il rischio cumulativo ne' i fattori predisponenti allo sviluppo di leucemie secondarie. Sono stati suggeriti, ma non chiaramente definiti, i ruoli di entrambi gli schemi di somministrazione e delle dosi cumulative. E' stata riscontrata un'anomalia cromosomica 11q23 in alcuni casi di leucemia secondaria in pazienti che hanno ricevuto epipodofillotossine. Quest'anormalita' e' stata anche osservata in pazienti che hanno sviluppato leucemia secondaria dopo esserestati trattati con regimi chemioterapici non contenenti epipodofillotossine e in pazienti in cui la leucemia e' comparsa de novo. Un'altra caratteristica che e' stata associata a leucemia secondaria in pazientiche hanno ricevuto epipodofillotossine sembra essere un breve periododi latenza, con un tempo medio per lo sviluppo della leucemia di circa 32 mesi. Tener presente la possibilita' che con il farmaco si manifestino reazioni anafilattiche, caratterizzate da brividi, febbre, tachicardia, broncospasmo, dispnea ed ipotensione, che possono essere fatali. La somministrazione del medicinale deve essere interrotta immediatamente e deve essere seguita da trattamento sintomatico, che comprendela somministrazione di agenti vasopressori, corticosteroidi, antistaminici e liquidi, secondo il giudizio del medico. Opportune precauzionid'impiego In tutti i casi in cui e' opportuno l'impiego del farmaco quale agente chemioterapico, occorre valutare il beneficio dell'impiegodel farmaco rispetto all'eventuale rischio di reazioni avverse. La maggior parte delle reazioni avverse e' reversibile se evidenziate prontamente. In caso di gravi reazioni avverse, la dose somministrata deve essere ridotta fino a considerare, se necessario, l'interruzione dellaterapia, e devono essere prese opportune misure correttive. La ripresadella terapia con il medicinale deve essere attentamente valutata, considerando il beneficio del trattamento e il rischio di nuovi episodidi tossicita'. Il rischio di tossicita' associata a etoposide puo' aumentare nei pazienti con bassi livelli di albumina sierica. A causa delrischio di accumulo occorre monitorare regolarmente la funzionalita'epatica e renale in caso di pazienti in cui queste funzionalita' risultano compromesse. Le infezioni batteriche devono essere tenute sotto controllo prima del trattamento con il medicinale. Dato il potenziale mutagenico dell'etoposide, pazienti di entrambi i sessi sono tenuti adusare un'efficace misura contraccettiva durante il trattamento e per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento. Si raccomanda una consulenzagenetica se il paziente desidera avere figli dopo la fine del trattamento. Dato che l'etoposide puo' ridurre la fertilita' maschile, puo' essere presa in considerazione la conservazione del liquido seminale peruna futura paternita'. Uso pediatrico: l'efficacia e la sicurezza delprodotto nei pazienti in eta' pediatrica non sono state studiate sistematicamente.

Interazioni

L'impiego del medicinale e' generalmente attuato secondo schemi di polichemioterapia. In tali casi occorre valutare il potenziale sinergismotossico dei farmaci specie a livello midollare. La contemporanea somministrazione di etoposide orale e ciclosporina ad alte dosi, che producono concentrazioni superiori a 2000 ng/ml, ha portato ad un incremento dell'80% dell'AUC dell'etoposide e ad una diminuzione del 38% dellaclearance totale corporea in confronto alla somministrazione del soloetoposide. La somministrazione contemporanea di cisplatino si associaad una riduzione della clearance totale corporea di etoposide. La somministrazione contemporanea di fenitoina si associa ad un incremento della clearence di etoposide e ad una riduzione dell'efficacia. La somministrazione contemporanea di warfarin puo' portare ad un aumento del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR). Si raccomanda uno stretto monitoraggio dell'INR. E' stato riscontrato un aumento del rischio di malattia sistemica fatale da vaccinazione con l'uso del vaccino controla febbre gialla. I vaccini vivi sono controindicati in pazienti immunosoppressi. L'uso precedente o contemporaneo di altri farmaci con azione mielosoppressiva simile a quella dell'etoposide potrebbe implicareeffetti additivi o sinergici. In vitro il legame alle proteine plasmatiche e' pari al 97%. Fenilbutazone, sodio salicilato ed aspirina possono spostare l'etoposide dal legame alle proteine. In sperimentazioni precliniche e' stata riportata una cross-resistenza tra antracicline edetoposide.

Effetti Indesiderati

Le reazioni avverse riportate sono elencate secondo classificazione per sistemi e organi e frequenza. Le frequenze sono classificate: moltocomune (>= 1/10); comune (da >= 1/100 a < 1/10); non comune (da >= 1/1.000 a < 1/100); raro (da >= 1/10.000 a < 1/1.000). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: mielosoppressione (con esito fatale), leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, anemia. Patologie cardiache. Comune: infarto del miocardio, aritmia. Disturbi del sistema immunitario. Comune (formulazione iniettabile): reazioni anafilattoidi (possono essere fatali); raro (formulazione orale): reazioni anafilattoidi. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiro; non comune: neuropatia periferica; raro: convulsioni (occasionalmente associate a reazioni allergiche), neurite ottica, cecita' corticale transitoria, neurotossicita' (per es. sonnolenza, affaticamento). Patologie vascolari. Comune: ipotensione sistolica transitoria in seguito a somministrazione endovenosa rapida, ipertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: fibrosi polmonare, polmonite interstiziale. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dolore addominale, stipsi, nauseae vomito, anoressia; comune: mucosite (inclusa stomatite ed esofagite), diarrea; raro: disfagia, disgeusia. Patologie epatobiliari. Molto comune: epatotossicita'. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia, pigmentazione; comune: rash, orticaria, prurito; raro: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica,dermatite da rievocazione da radiazione. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: astenia, malessere; comune: stravaso (complicazioni riportate durante l'esperienza postmarketing a seguito di stravaso hanno incluso tossicita' dei tessuti molli, gonfiore, dolore, cellulite e necrosi inclusa necrosi della pelle), flebite. Nella sezione che segue, l'incidenza degli eventi avversi, indicata in percentuale media, deriva da studi nei quali e' stato utilizzato il farmaco quale unico agente terapeutico. Tossicita' ematologica: a seguito di somministrazione di etoposide e' stata riportata mielosoppressione con esito fatale. La mielosoppressione e' nellamaggior parte dei casi dose-limitante. Il recupero della funzionalita'midollare di solito si completa entro il ventesimo giorno, e non sonostate evidenziate tossicita' cumulative. Il nadir dei granulociti e delle piastrine tende a manifestarsi circa 10-14 giorni dopo la somministrazione di etoposide in dipendenza della via di somministrazione e dello schema di trattamento. Il nadir tende a verificarsi prima con lasomministrazione endovenosa rispetto a quella orale. Leucopenia e leucopenia grave (quest'ultima caratterizzata da leucociti <1.000/mm^3) sono state osservate rispettivamente nel 60%-91% e nel 7%-17% dei pazienti trattati con etoposide. Trombocitopenia e trombocitopenia grave (quest'ultima caratterizzata da piastrine <50.000/mm^3) sono state osservate rispettivamente nel 28%-41% e nel 4%-20% dei pazienti trattati conetoposide. Casi di febbre ed infezioni sono stati riportati molto frequentemente in pazienti con neutropenia trattati con etoposide. In pazienti trattati con il farmaco, in associazione con altri agenti antineoplastici, si e' manifestata leucemia acuta preceduta o meno da una fase pre-leucemica. Tossicita' gastrointestinale: nausea e vomito, i principali effetti tossici di natura gastrointestinale, sono stati osservati nel 31%-43% dei pazienti trattati con il farmaco per via endovenosa. Nausea e vomito generalmente possono essere controllati con la somministrazione di farmaci antiemetici. Anoressia e stomatite sono stateosservate rispettivamente nel 10%-13% e nel 1%-6% dei pazienti trattati con il medicinale per via endovenosa. Sono state anche descritte mucositi/esofagiti da moderate a gravi. Nell'1%-13% di questi pazienti e'stata osservata diarrea. Alopecia: alopecia reversibile, talvolta fino alla calvizie, e' stata osservata fino al 66% dei pazienti trattati.Alterazione dei valori pressori del sangue Ipertensione: in studi clinici di pazienti trattati con il prodotto, sono stati riportati episodi di ipertensione. Se nei pazienti trattati con il farmaco si manifesta un'ipertensione clinicamente significativa, deve essere iniziata un'appropriata terapia di supporto. Reazioni allergiche: nello 0,7%-2% dei pazienti, durante o immediatamente dopo la somministrazione del medicinale per via endovenosa, sono state osservate reazioni anafilattoidicaratterizzate da: brividi, febbre, tachicardia, broncospasmo, dispnea e/o ipotensione. Tali reazioni sono avvenute in percentuale piu' elevata nei bambini trattati con il farmaco per via endovenosa. Non e' chiaro il ruolo che la concentrazione o la velocita' di infusione giocanello sviluppo di reazioni anafilattoidi. Queste reazioni generalmenteregrediscono prontamente con l'interruzione della somministrazione dietoposide e con l'assunzione di agenti vasopressori, corticosteroidi,antistaminici o con liquidi. Generalmente i valori pressori tornano nella norma entro poche ore dall'interruzione della somministrazione. Reazioni anafilattoidi possono verificarsi con la prima dose del prodotto. Sono state riportate reazioni acute fatali associate a broncospasmo e casi di ipertensione e/o vampate e/o convulsioni. Sono state riportate crisi di apnea con ripresa spontanea della respirazione. Nei pazienti trattati con il farmaco in capsule reazioni anafilattoidi sono state riportate molto raramente. Complicazioni metaboliche: e' stata riportata sindrome da lisi tumorale (in alcuni casi fatale) in seguito all'uso del medicinale in associazione ad altri agenti chemioterapici. Neuropatia: nello 0,7% dei pazienti e' stata riportata neuropatia periferica. Altre tossicita': sono stati osservati i seguenti eventi avversi: polmonite interstiziale/fibrosi polmonare, convulsioni (occasionalmente associate a reazioni allergiche), tossicita' neurologica centrale(sonnolenza ed affaticamento), tossicita' epatica, sensazione gustativa residua, febbre, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermicatossica (e' stato riportato un caso fatale), rash, pigmentazione cutanea, prurito, orticaria, dermatite da rievocazione di radiazione, dolore addominale, stipsi, disfagia, astenia, malessere, cecita' corticaletemporanea e neurite ottica.

Gravidanza E Allattamento

Se somministrato a donne in stato di gravidanza il farmaco puo' causare danno al feto. Il medicinale si e' dimostrato teratogeno in topi e ratti. Non sono disponibili studi specifici e controllati su donne in gravidanza. Qualora il farmaco debba essere utilizzato in gravidanza oquesto evento si verifichi durante la sua somministrazione, la paziente deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto. Le donne in eta' fertile dovrebbero essere avvertite di evitare la gravidanza. Dato il potenziale mutagenico dell'etoposide, pazienti di entrambi i sessi sono tenuti ad usare un'efficace misura contraccettiva durante iltrattamento e per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento. Si raccomanda una consulenza genetica se il paziente desidera avere figli dopo la fine del trattamento. Dato che l'etoposide puo' ridurre la fertilita' maschile, puo' essere presa in considerazione la conservazione del liquido seminale per una futura paternita'. Non ci sono dati a riprovache il medicinale passi nel latte materno. Dato che molti farmaci sonoescreti nel latte materno e data la possibilita' di gravi reazioni avverse per il lattante causabili dal farmaco, deve essere considerata l'opportunita', di fare interrompere l'allattamento o la somministrazione del farmaco, valutando il beneficio del farmaco per la madre in confronto al potenziale rischio di tossicita' per il bambino.