Paclitaxel Tev*Ev 16,7ml 6mg/M Preparazione Iniettabile

Principio attivo: Paclitaxel

Forma: Preparazione Iniettabile

Fornitore: Teva Italia Srl

Conservazione: NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE

Degrassi: Farmaci Preconfezionati Prodotti Industrialmente - Generici

Categoria merceologica: FARMACO GENERICO

Confezione: FLACONE

Prodotto In Commercio

Paclitaxel Tev*Ev 16,7ml 6mg/M

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Categoria Farmacoterapeutica

Antineoplastico/taxano.

Indicazioni

Carcinoma ovarico. Nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico: trattamento di pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato o con malattia residua (>1 cm) dopo laparotomia iniziale, in combinazione con cisplatino. Nella chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico: trattamento del carcinoma ovarico metastatico dopo fallimento della terapia standard, contenente platino. Carcinoma mammario. Nell'ambito del trattamento adiuvante: trattamento di pazienti con carcinoma mammario con linfonodi positivi dopo terapia con antraciclina e ciclofosfamide (AC). Trattamento iniziale del carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico in combinazione sia con una antraciclina in pazienti per le quali la terapia con antraciclina e' idonea, sia contrastuzumab, in pazienti che sovraesprimono il recettore 2 del fattore di crescita epidermica umano (HER-2) a un livello 3+ determinato dall'immunoistochimica e per le quali un'antraciclina non sia idonea. Inmonoterapia, per il trattamento del carcinoma mammario metastatico inpazienti per le quali la terapia standard con antraciclina non e' stata efficace, o non e' stata applicabile. Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato. In combinazione con cisplatino: trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (CPNPC) in pazienti che non possono essere sottoposti ad intervento chirurgico potenzialmente curativo e/o a terapia radiante. Sarcoma di Kaposi correlato adAIDS. Trattamento di pazienti con sarcoma di Kaposi (KS) correlato adAIDS in stadio avanzato per i quali una precedente terapia con antraciclina liposomiale non e' stata efficace.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' al farmaco o a uno qualsiasi degli eccipienti in particolare macrogolglicerolo ricinoleato. Gravidanza e allattamento. Pazienti con neutrofili basali <1.500/mm^3 (<1.000/mm^3 per i pazienti affetti da SK). Pazienti con infezioni concomitanti gravi e incontrollate.

Posologia

Tutti i pazienti devono essere pretrattati con corticosteroidi, antistaminici e H2 antagonisti prima di Paclitaxel, per es: dexametasone =20 mg per via orale (8-20 mg per i pazienti affetti da SK) o EV, circa12 ore per la somministrazione orale e 6 ore o per la somministrazione EV: da 30 a 60 min; difenidramina (o un equivalente antistaminico per es. clorfeniramina) = 50 mg EV, da 30 a 60 min; cimetidina = 300 mgEV o ranitidina = 50 mg EV, da 30 a 60 min. Deve essere somministratoattraverso un filtro in linea con una membrana microporosa <=0,22 mcm.Chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico: si raccomanda unregime di combinazione con paclitaxel e cisplatino. In base alla durata dell'infusione, due dosi di paclitaxel sono raccomandate: paclitaxel175 mg/m^2 somministrato per via endovenosa nell'arco di 3 ore, seguito da cisplatino a una dose di 75 mg/m^2 ogni tre settimane o paclitaxel 135 mg/m^2, per infusione di 24 ore, seguito da cisplatino 75 mg/m^2, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico: 175 mg/m^2 somministrata nell'arco di3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Chemioterapia adiuvante nel carcinoma mammario: 175 mg/m^2 somministrata nell'arco di3 ore ogni 3 settimane per quattro cicli, dopo terapia con AC. Chemioterapia di prima linea del carcinoma mammario: in combinazione con doxorubicina (50 mg/m^2), deve essere somministrato 24 ore dopo doxorubicina. La dose raccomandata di Paclitaxel e' 220 mg/m^2 somministrata pervia endovenosa nell'arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. In combinazione con trastuzumab, la dose raccomandata e' 175 mg/m^2 somministrata per via endovenosa nell'arco di 3 ore, con unintervallo di 3 settimane tra i cicli. L'infusione puo' essere iniziata il giorno seguente la prima dose di trastuzumab o immediatamente dopo le dosi successive di trastuzumab se la dose precedente di trastuzumab e' stata ben tollerata. Chemioterapia di seconda linea del carcinoma mammario: 175 mg/m^2 somministrata nell'arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Trattamento di CPNPC in stadio avanzato: 175 mg/m^2 somministrata nell'arco di 3 ore, seguita dalla somministrazione di cisplatino 80 mg/m^2, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Trattamento di SK correlato ad AIDS: 100 mg/m^2 somministrata per infusione endovenosa di 3 ore ogni due settimane. Le dosi successive, devono essere somministrate in base alla tollerabilita' del singolo paziente. Non deve essere nuovamente somministrato finche' la conta dei neutrofili non sia >=1.500/mm^3 (>=1.000/mm^3 per pazienti affetti da SK) e la conta piastrinica non sia >=100.000/mm^3 (>=75.000/mm^3 per i pazienti affetti da SK). I pazienti che manifestano neutropenia grave (conta dei neutrofili <500/mm^3 per >=7 giorni) o grave neuropatia periferica devono ricevere una dose ridotta del 20% per i cicli successivi (25% per i pazienti affetti da SK). I dati disponibili sonoinadeguati per raccomandare modifiche della dose in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. I pazienti con grave compromissione epatica non devono essere trattati.

Avvertenze

Deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico specialista con esperienza nell'uso di farmaci chemioterapici antitumorali. Poiche' si possono verificare reazioni di ipersensibilita' significative,deve essere disponibile un'appropriata attrezzatura di supporto. I pazienti devono essere pretrattati con corticosteroidi, antistaminici eH2 antagonisti. Deve essere somministrato prima di cisplatino quando sono usati in combinazione. Reazioni di ipersensibilita' significativecaratterizzate da dispnea e ipotensione che richiedono trattamento, angioedema e orticaria generalizzata si sono verificate in <1% dei pazienti che hanno ricevuto Paclitaxel dopo adeguato pretrattamento; questereazioni sono probabilmente istamina-mediate. In caso di gravi reazioni di ipersensibilita', l'infusione deve essere interrotta immediatamente, deve essere istituita la terapia sintomatica e il paziente non deve essere nuovamente sottoposto a trattamento con il farmaco. Soppressione di midollo osseo (principalmente neutropenia) e' l'effetto tossico dose limitante. Deve essere istituito un frequente monitoraggio della conta ematica. I pazienti non devono essere nuovamente sottoposti atrattamento fino a ricostituzione del livello dei neutrofili >=1.500/mm^3 (>=1.000/mm^3 per pazienti affetti da SK) e ricostituzione del livello delle piastrine a >=100.000/mm^3 (>=75.000/mm^3 per i pazienti affetti da SK). Gravi anomalie nella conduzione cardiaca sono state segnalate raramente con il prodotto somministrato in monoterapia. Se i pazienti sviluppano anomalie significative, deve essere istituita una terapia appropriata e deve essere effettuato un monitoraggio cardiaco continuo durante la successiva terapia con Paclitaxel. Sono state osservate ipotensione, ipertensione e bradicardia durante la somministrazione; i pazienti sono solitamente asintomatici e generalmente non richiedono trattamento, si raccomanda il monitoraggio frequente dei parametrivitali, in particolare durante la prima ora. Gravi eventi cardiovascolari sono stati osservati piu' frequentemente in pazienti con CPNPC chein pazienti con carcinoma mammario o ovarico. In combinazione con doxorubicina o trastuzumab per il trattamento iniziale del carcinoma mammario metastatico, si deve prestare attenzione al monitoraggio della funzionalita' cardiaca. Quando i pazienti sono candidati al trattamentocon Paclitaxel in queste combinazioni devono sottoporsi ad accertamenti cardiaci di base, inclusa anamnesi, esame obiettivo, ECG, ecocardiogramma, e/o angio cardioscintigrafia (scansione MUGA). La funzionalita'cardiaca deve essere ulteriormente monitorata durante il trattamento(per es. ogni tre mesi). Il monitoraggio puo' aiutare a identificare ipazienti che sviluppano disfunzioni cardiache e il medico curante deve valutare attentamente la dose cumulativa (mg/m^2) di antraciclina somministrata nell'ambito delle decisioni relative alla frequenza degliaccertamenti sulla funzionalita' ventricolare. Quando i test indicanoun deterioramento della funzionalita' cardiaca, anche asintomatico, e'necessario valutare con attenzione i benefici clinici di un ulterioretrattamento rispetto alla potenziale insorgenza di danni a carico delcuore, compreso potenziale danno irreversibile. Sebbene l'insorgenzadi neuropatia periferica sia frequente, lo sviluppo di sintomi gravi e' raro. Nei casi gravi, si raccomanda una riduzione della dose del 20%(25% per i pazienti affetti da SK) per tutti i cicli successivi di Paclitaxel. Nei pazienti con CPNPC e nelle pazienti con carcinoma ovarico trattati con terapia di prima linea, la somministrazione mediante infusione di tre ore in combinazione con cisplatino, ha dato luogo a maggiore incidenza di neurotossicita' grave rispetto sia a Paclitaxel inmonoterapia sia a ciclofosfamide seguita da cisplatino. I pazienti concompromissione epatica possono essere maggiormente esposti a rischiodi effetti tossici, in particolare mielosoppressione di III-IV grado.Non vi sono prove che la tossicita' di Paclitaxel aumenti quando vienesomministrato per infusione di 3 ore a pazienti con funzionalita' epatica lievemente alterata. Quando viene somministrato per infusione piu' prolungata, si puo' osservare un aumento della mielosoppressione inpazienti con compromissione epatica da moderata a grave. Si raccomandandano modifiche della dose in pazienti affetti con compromissione epatica da lieve a moderata. Non sono disponibili dati riguardo a pazienticon colestasi basale grave. I pazienti con grave compromissione epatica non devono essere trattati con Paclitaxel. Poiche' il medicinale contiene etanolo (396 mg/ml), e' importante tenere in considerazione possibili effetti sul sistema nervoso centrale e altri effetti. Contiene,inoltre, macrogolglicerolo ricinoleato che puo' provocare gravi reazioni allergiche. E' necessario prestare particolare attenzione per evitare l'applicazione intra-arteriosa del prodotto, poiche' negli studi sugli animali per la tollerabilita' locale sono state osservate gravi reazioni tissutali in seguito ad applicazione intra-arteriosa. Colite pseudomembranosa e' stata segnalata in rari casi inclusi casi di pazienti non trattati in concomitanza con antibiotici. Usato in combinazionecon terapia radiante del polmone e indipendentemente dall'ordine cronologico, il farmaco puo' contribuire allo sviluppo di polmonite interstiziale. Nei pazienti affetti da SK, la mucosite grave e' rara. Se siverificano reazioni gravi, la dose di deve essere ridotta del 25%.

Interazioni

Non e' influenzata dal pretrattamento con cimetidina. Quando e' somministrato prima di cisplatino, il suo profilo di sicurezza corrisponde aquello riportato per l'impiego in monoterapia. Quando e' stato somministrato dopo cisplatino, le pazienti hanno manifestato una mielosoppressione piu' profonda e una diminuzione di circa il 20% della clearancedi Paclitaxel; tali pazienti possono essere maggiormente esposte al rischio di insufficienza renale rispetto a quelle trattate con il solocisplatino nei tumori ginecologici. Poiche' l'eliminazione di doxorubicina e dei suoi metaboliti attivi puo' essere ridotta quando Paclitaxel e doxorubicina sono somministrati a distanza ravvicinata nel tempo,il prodotto per il trattamento iniziale del carcinoma mammario metastatico deve essere somministrato 24 ore dopo doxorubicina. Il metabolismo di Paclitaxel e' catalizzato, in parte, dagli isoenzimi CYP2C8 e CYP3A4 del citocromo P450. La somministrazione concomitante di ketoconazolo, un noto potente inibitore di CYP3A4, non inibisce l'eliminazione di Paclitaxel nei pazienti; pertanto, entrambi i medicinali possono essere somministrati contemporaneamente senza necessita' di aggiustare ladose. Si deve usare cautela nella somministrazione in concomitanza con medicinali che notoriamente inibiscono (per es. eritromicina, fluoxetina, gemfibrozil) o inducono (per es. rifampicina, carbamazepina, fenitoina, fenobarbitale, favirenz, nevirapina) sia CYP2C8 che CYP3A4. Studi condotti su pazienti affetti da SK, che stavano assumendo in concomitanza altri farmaci, suggeriscono che la clearance sistemica di Paclitaxel era significativamente inferiore in presenza di nelfinavir e ritonavir, ma non di indinavir. Deve essere somministrato con cautela inpazienti che ricevono inibitori di proteasi come terapia concomitante.

Effetti Indesiderati

L'effetto indesiderato significativo piu' frequente era la mielosoppressione. E' stata segnalata trombocitopenia nell'11% dei pazienti. Neuropatia periferica si puo' verificare dopo il primo ciclo e puo' peggiorare con l'aumento dell'esposizione al prodotto. Una reazione di ipersensibilita' significativa con possibile esito fatale (definito come ipotensione che necessiti di terapia, angioedema, stress respiratorio che necessiti di trattamento con broncodilatatori o orticaria generalizzata) si e' manifestata in due (<1%) pazienti. Artralgia o mialgia si sono manifestate nel 60% dei pazienti e sono state gravi nel 13% dei pazienti. Reazioni al sito di iniezione durante la somministrazione endovenosa possono condurre a edema localizzato, dolore, eritema e indurimento; occasionalmente lo stravaso puo' causare cellulite. E' stata segnalata abrasione e/o desquamazione cutanea a volte correlata a stravaso. Puo' anche verificarsi una depigmentazione della cute. Molto comune(>=1/10), comune (>=1/100 <1/10), non comune (>=1/1.000 <1/100), raro(>=1/10.000 <1/1.000) e molto raro (<1/10.000). Infezioni e infestazioni. Molto comune: infezione (principalmente infezioni del tratto urinario e delle alte vie respiratorie) con casi riportati ad esito fatale. Non comune: shock settico. Raro: polmonite, peritonite, sepsi. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: mielosoppressione, neutropenia, anemia, trombocitopenia, leucopenia, sanguinamento. Raro: neutropenia febbrile. Molto raro: leucemia mieloide acuta, sindrome mielodisplasica. Disturbi del sistema immunitario. Molto comune: reazionidi ipersensibilita' minori (principalmente vampate ed eruzioni cutanee). Non comune: reazioni di ipersensibilita' significative che richiedono trattamento (per es. ipotensione, edema angioneurotico, stress respiratorio, orticaria generalizzata brividi, mal di schiena, dolore toracico, tachicardia, dolore addominale, dolore alle estremita', diaforesi ed ipertensione). Raro: reazioni anafilattiche. Molto raro: shock anafilattico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto raro:anoressia. Disturbi psichiatrici. Molto raro: stato confusionale. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: neurotossicita' (principalmente: neuropatia periferica). Raro: neuropatia motoria (con risultante debolezza distale minore). Molto raro: neuropatia autonoma (che determina ileo paralitico e ipotensione ortostatica), grande male, convulsioni, encefalopatia, vertigini, cefalea, atassia. Patologie dell'occhio.Molto raro: disturbi del nervo ottico e/o disturbi visivi (scotomi scintillanti), in particolare in pazienti che hanno ricevuto dosi piu' elevate rispetto a quelle raccomandate. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Molto raro: ototossicita', perdita dell'udito, tinnito, vertigini. Patologie cardiache. Comune: bradicardia. Non comune: cardiomiopatia, tachicardia ventricolare asintomatica, tachicardia con bigeminismo, blocco AV e sincope, infarto miocardico. Molto raro: fibrillazioneatriale, tachicardia sopraventricolare. Patologie vascolari. Molto comune: ipotensione. Non comune: ipertensione, trombosi, tromboflebite.Molto raro: shock. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.Raro: dispnea, versamento pleurico, polmonite interstiziale, fibrosi polmonare, embolia polmonare, insufficienza respiratoria. Molto raro: tosse. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, vomito, diarrea, infiammazione delle mucose. Raro: occlusione intestinale, perforazione intestinale, colite ischemica, pancreatite. Molto raro: trombosimesenterica, colite pseudomembranosa, esofagite, costipazione, ascite,colite neutropenica. Patologie epatobiliari. Molto raro: necrosi epatica, encefalopatia epatica (entrambi con casi riportati ad esito fatale). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia. Comune: alterazioni transitorie e lievi a livello della cute edelle unghie. Raro: prurito, rash, eritema. Molto raro: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi (i pazienti in terapia devono proteggere dal sole mani e piedi). Patologie dell'apparato muscoloscheletrico etessuto connettivo:. Molto comune: artralgia, mialgia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazione al sito di iniezione (incluso edema localizzato, dolore, eritema, indurimento, talvolta la fuoriuscita del farmaco dal vaso puo' causare cellulite, fibrosi e necrosi della cute). Raro: astenia, piressia,disidratazione, edema, malessere. Esami diagnostici. Comune: grave incremento di AST (SGOT), grave incremento di fosfatasi alcalina. Non comune: grave incremento di bilirubina. Raro: aumento della creatinina ematica. Nella somministrazione di doxorubicina in combinazione con Paclitaxel in carcinoma mammario metastatico, sono stati osservati: anomalie nella contrazione cardiaca, insufficienza cardiaca congestizia, polmonite da radiazione.

Gravidanza E Allattamento

Non vi sono dati disponibili sull'uso durante la gravidanza. Puo' provocare danno fetale ed e' pertanto controindicato. Non e' noto se Paclitaxel venga escreto nel latte materno; l'allattamento al seno deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento.

Consigli e commenti su Paclitaxel Tev*Ev 16,7ml 6mg/M

Domande e risposte su Paclitaxel

Salve, , cosa vuol dire PP% relativamente ad un farmaco?

Tue, 27 Nov 2012 09:08:35 +0000

esempio: paclitaxel PP 95-97%, docetaxel pp>75% (riportato insieme alla clearance, volume di distribuzione farmaco, emivita ecc

Sono molto disperato per mia madre... metastasi epatiche, polmonari e cerebrali. aiutatemi x ulteriori info?

Wed, 26 Dec 2012 08:27:10 +0000

ditemi almeno se c'e qualche speranza o no, vi scrivo tutte le diagnosi x ulteriori informazioni. Diagnosi: carcinoma mammario sn in fase avanzata; localizzazioni linfonodali, metastasi epatiche, polmonari e cerebrali. 07/12/2010 TAC total body: encefalo neg; torace: presenza di linfonodi ascellari e sovraclaveari sn con aspetto colliquato delle dimensioni di 2.42 cm. Piccolo e sfumato nodulo nel lobo polmonare sup sn sospetto per metastasi. Aspetto a vetro smerigliato del parenchima polmonare nei segmenti postero-nasali bilateralmente. Addome: minuta area ipodensa al lobo sn in prima ipotesi da riferire a cisti ma da monitorare. Utero con aumentato della cervice; cisti annessaile dx di 1.97 cm. Microadenopatie in sede inguinale superficiale. 28/01/2011: impianto di CVC Dall' 1/02/2011 al 6/09/11 chemioterapia secondo regime Trastuzumab settimanale/ Paclitaxel 1,8,15 ogni 28; dal 27/09/11 al 18/10/11 n.2 somministrazioni con Herceptin 6 mg/kg ogni 21 giorni. 28/03/2011 TC torace-addome-pelvi: Stazionarietà delle lesioni secondarie. Ristadiazione mediante Ecografia addome (7/07/11): negativa per LOS e mediante TC collo-torace eseguita il g. 08/07/2011: non evidenza di lesioni polmonari; in sede subclaveare sn linfoadenomegalie del diametro trasverso di circa 2 cm ed altre più piccole satelliti. Assenza di apprezzabili linfoadenopatie a sede latero-cervicale superficiale e profonda. Dal confronto delle lastre TAC, dopo discussione con il radiologo, si decide per una risposta parziale. nei successivi control -PET/TC (3/10/11): lesioni ad elevato metabolismo glucidico in sede linfonodale, polmonare bilaterale ed epatica. - TC cranio-collo- torace-pelvi ( 18/10/11): Progressione per aumento numerico delle formazioni linfonodali sovra, subcarenali e ascellare sin.; comparsa di numerosi noduli polmonari e di lesione epatica nel 6° segmento (diam. 2,5 cm). - 21/10/11 biopsia epatica: frustoli di parenchima epatico esenti da neoplasia. - 21/10/11 biopsia linfonodo ascellare sn: carcinoma, ER - PgR - Ki 67 32% Her 2 + 70%. - dal giorno 8/11/11 al 30/01/12 terapia con Tyverb 5 cpr/die + Xeloda 2000 mg/mq/die per 14 gg. ogni 21 gg. - RM encefalo (3/01/12): lesione nodulare in regione cerebellare sin. ed in sede paravermiana dx. - dal 20/01/12 al 2/02/12 Radioterapia Whole Brain (DT 30 Gy) - TC collo- torace-addome-pelvi ( 3/02/12): stazionarietà delle formazioni linfonodali sovra, subcarenali e ascellare sin.; aumento volumetrico delle lesioni polmonari ed epatiche. Dal 7/03/2012 al 6/06/12 n. 5 cicli di chemioterapia secondo regime Trastuzumab 6 mg/kg g.1 + Carboplatino AUC 2,5 e Gemcitabina 1000 mg/mq nei gg. 1 e 8 con riciclo ogni 21 giorni. - TC torace-addome-pelvi ( 20/06/12): stazionarietà delle formazioni linfonodali sovra, subcarenali e ascellare sin. e polmonari; aumento volumetrico della lesione epatica. - RM encefalo (2/07/12): stazionarietà della lesione nodulare in regione cerebellare sin.; non visualizzata la puntiforme impregnazione peritrigonale dx. Dal 4/07/12 al 16/10/12 n. 5 cicli di terapia con regime chemioterapico Trastuzumab 6 mg/kg g.1 + Vinorelbina 25 mg/mq ev g. 1 e 8 ogni 21 giorni (l'8° giorno somministrato per via orale per i primi 2 cicli, nei successivi cicli per intolleranza e nausea di grado 3 in seguito a somministrazione orale si è passati alla somministrazione ev con migliore compliance). - RM encefalo (16/10/12): rispetto al precedente esame del 2/07/12 comparsa di una nuova lesione secondaria in sede frontale posteriore dx, ingrandita la lesione in sede cerebellare emisferica posteriore a sn. - TC collo-torace-addome-pelvi (17/10/12): rispetto al precedente esame del 20/06/12 incremento numerico e dimensionale delle localizzazioni ripetitive polmonari e volumetico delle adenopatie sovra e subclaveari a sin., aumento volumetrico della lesione epatica. Bari 25/10/12 Sono disperato, ultimamente ha dei forti mal di testa,disorientamento, nausea e vomito e stiamo aspettando il 10 gennaio per la pet..

E' pesante come terapia....?

Tue, 26 Mar 2013 03:30:34 +0000

So che non siete medici e so anche che queste domande non dovrei farle di certo a voi, ma magari qualcuno c'è passato prima di me. Ieri sono stata dall'oncologa che mi ha detto che come chemioterapia mi farà fare 8 cicli ogni tre settimane di carboplatino e pacltaxel (credo si scriva così)..e che dura circa 5 orette. Farà vomitare? Perchè nella prima chemio che ho fatto (3 anni fa) stavo malissimo per nausea e vomito ed è proprio sicuro che perderò i capelli, che ora ho lunghissimi?? L'oncologa dice di sì... avete esperienze personali? Ho 18 anni, se può servire...grazie a tutti.

Chemioterapia del carcinoma polmonare NSCLC?

Mon, 21 Mar 2011 03:53:59 +0000

Leggo che in generale si fa una polichemioterapia con Cisplatino-Gemcitabina Cisplatino-Vinorelbina oppure Carboplatino-Paclitaxel. Ma queste terapie si applicano a tutti gli istotipi NSCLC? Perchè ad esempio i modficatori di risp biologica come cetuximab bevacizumab ecc si usano solo in caso di adenoK?

Problema collie. acari e ivermectina, per esperti di collie?

Thu, 14 Jul 2011 04:35:11 +0000

Qualche giorno fa ho portato il mio collie che ha sempre le orecchie sporchissime (Marroni) , dal vet, si gratta solo saltuariamente ma non è un bel vedere. Mi disse di usare clorexyderm per la pulizia, e se il sintomo fosse continuato, di anestetizzare il cucciolo per controllare la presenza di eventuali forasacchi (cosa che ritengo improbabile in entrambe le orecchie, e comunque il cane non mostra molto fastidio). A parte l'essere contraria all'idea di anestetizzare un cane così alla leggera, ho avuto casi di otoacariosi con i gatti e presentavano gli stessi sintomi, dubbio confermato da un'amico che ha avuto lo stesso problema col cane. La questione è ; ho parlato col vet ma è irremovibile sulle sue opinioni, mi hanno suggerito di usare Stronghold insieme a un trattamento per le orecchie al fine di rimuovere gli acari ma leggendo ho visto che l'antipulci Stronghold contiene un principio attivo della famiglia delle "avermectine" adesso, essendo appurato che l'ivermectina sia tossica per i collie ho paura che sia la stessa sostanza, cosa devo fare? Grazie. Ciao Nannina, grazie per la risposta :) il mio vet gli ha solo guardato le orecchie con lo strumento apposito e ha pensato ci fossero dei forasacchi. L'idea degli acari è dovuta alla mia esperienza coi gatti e a quella di un mio amico col suo cane, visto che il mio vet non sente ragioni. Quindi mi trovo un pò bloccata perchè non mi ha dato alcuna indicazione utile e insiste nel voler praticare l'anestesia per controllare l'orecchio :( @per Angela; andare dal vet è stata la prima cosa che ho fatto ma siccome vuole anestetizzarlo non mi va molto l'idea così sto cercando di risolvere diversamente :( per quanto riguarda il principio attivo dev'essere stato un errore di battitura sul sito perchè effettivamente esiste solo l'ivermectina :)

Probabilmente scoperta cura omeopatica al cancro al seno nell'Università del Texas!(leggete dettagli)?

Fri, 19 Feb 2010 03:22:12 +0000

Il lavoro è firmato dal team di Moshe Frenkel dell'Integrative Medicine Program-Unit del Department of Molecular Pathology dell'University of Texas M.D. Anderson Cancer Center (Houston) e pubblicato sul "International Journal of Oncology". Condotto in laboratorio su due linee cellulari di adenocarcinoma e su cellule di tessuto sano, la ricerca mostra che i rimedi testati hanno "elevati effetti citotossici" nei confronti delle cellule cancerose, cosa che non accade nel caso dell'epitelio sano. Il team di studiosi spiega che l'azione dei rimedi omeopatici sembra simile a quella del paclitaxel, un chemioterapico usato per trattare il tumore al seno. Il tutto senza effetti tossici sulle cellule normali. L'esperimento è stato ripetuto almeno due volte per ciascun rimedio testato: Carcinosin, Conium maculatum, Phytolacca decandra e Thuja occidentalis. Gli effetti maggiori, riferiscono gli autori, sono stati registrati con Carcinosin e Phytolacca. I ricercatori sottolineano che "i rimedi omeopatici ultra-diluiti testati in questo studio sono promettenti", anche se naturalmente "sono necessari ulteriori sperimentazioni in vitro", per verificarne gli effetti. COME AL SOLITO(VEDI CURA ALLA SCLEROSI MULTIPLA DEL DOTTOR ZAMBONI)NOTIZIE DI QUESTO TIPO VENGONO DIFFUSE POCO O NULLA... COSA NE PENSATE?

Esistono erbe ed oli essenziali capaci di fare guarire da cancro e sclerosi multipla?

Tue, 08 Jun 2010 05:52:26 +0000

Esistono erbe ed oli essenziali capaci di fare guarire da cancro e sclerosi multipla?

Carcinoma all'endometrio?

Mon, 01 Oct 2012 06:06:38 +0000

Mia mamma,68 anni..ha 1 tumore maligno e forse anche qualke metastasi! Ancora devono dirle la stadiazione e,farle una risonanza all'addome...Presto dovra' operarsi,io ho paura e temo x lei cosi vitale. :(( povera,nn voglio immaginare il peggio. Ki si sente vicino a questa situazione e/o puo' darmi qlke consiglio?? Grazie a tut