Metotressato Teva*Fl 5g 50ml Preparazione Iniettabile

Principio attivo: Metotrexato

Forma: Preparazione Iniettabile

Fornitore: Teva Italia Srl

Conservazione: AL RIPARO DA LUCE E A TEMPERATURA AMBIENTE

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Confezione: FLACONE

Prodotto In Commercio

Metotressato Teva*Fl 5g 50ml

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

METOTRESSATO TEVA

Categoria Farmacoterapeutica

Antimetaboliti.

Principi Attivi

Ogni ml di soluzione da 25 mg/ml contiene 25 mg di metotressato. Ogniml di soluzione da 100 mg/ml contiene 100 mg di metotressato.

Eccipienti

Ogni ml di soluzione da 25 mg/ml contiene sodio cloruro, sodio idrossido, acido cloridrico, acqua per iniettabili. Ogni ml di soluzione da 100 mg/ml contiene sodio idrossido, sodio idrossido 1 N q.b., acido cloridrico 1 N q.b., 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Il medicinale e' indicato nel trattamento del coriocarcinoma, del corionadenoma destruente e della mola vescicolare o idatiforme. L'uso delfarmaco sia da solo che in polichemioterapia induce remissioni sui principali tumori solidi (sarcomi, linfomi, carcinomi cervico-facciali, carcinoma della mammella, del polmone e della cervice dell'utero) riuscendo a mantenere tali remissioni anche per lunghi periodi. Il medicinale trova anche indicazione nelle leucemie acute. Studi recenti hanno evidenziato l'ottima risposta terapeutica indotta dal metotressato nella leucemia linfoblastica del bambino. Il metotressato ha inoltre dimostrato validita' terapeutica anche nel linfosarcoma del bambino in IIIe IV stadio.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Il farmaco non puo' essere somministrato in pazienti affetti da gravimalattie renali o epatiche e in pazienti con preesistenti discrasie ematiche, quali ipoplasia del midollo osseo, trombocitopenia, anemia grave. L'uso del farmaco e' controindicato in gravidanza, in quanto il suo uso puo' causare gravi malformazioni congenite del nascituro, e durante l'allattamento.

Posologia

Il dosaggio si basa sul peso o sulla superficie corporea eccetto che per la somministrazione intratecale o intraventricolare nei quali casioccorre una dose massima di 15 mg. Ridurre le dosi in caso di deficienze ematiche o disfunzioni epatiche e renali. Per infusione diluire solo con una soluzione salina. Dosi > 100 mg sono di solito somministrateper infusioni endovenose per periodi < 24 ore. Parte della dose puo'essere somministrata inizialmente per iniezione endovenosa rapida. E'stato impiegato con effetti positivi in una grande varieta' di malattie neoplastiche, da solo o in associazione con altri agenti citotossici, ormoni, immunoterapia, radioterapia o chirurgia. L'associazione confolinato di calcio puo' preservare le cellule normali dagli effetti tossici. >>Coriocarcinoma ed altri tumori trofoblastici. Per via intramuscolare in dosi di 15-30 mg al giorno per cicli di 5 giorni. Questi cicli sono di solito ripetuti 3-5 volte a seconda dei casi, con periodidi riposo di una o piu' settimane fra i cicli, fino alla diminuzione di ogni sintomo di tossicita'. L'efficacia e' valutata nelle 24 ore conl'analisi delle HCG, che dovrebbero tornare ai valori normali o < 50IU/24 ore di solito dopo il III o il IV ciclo, e dovrebbero seguire unacompleta risoluzione delle lesioni rilevabili in 4 o 6 settimane. Disolito occorrono uno o due cicli dopo la normalizzazione delle HCG. Prima di ogni ciclo eseguire una valutazione clinica. Dosi > 60 mg intramuscolo ogni 48 ore possono essere somministrate per 4 volte, seguiteda una terapia con calcio folinato. Ripetere questo ciclo ad intervalli di almeno 7 giorni finche' il livello delle HCG urinarie ritorna normale. Sono di solito necessari almeno 4 cicli. Pazienti con complicazioni come estese metastasi possono essere trattati con l'associazione con altri farmaci citotossici. >>Corionadenoma destruente e mola idatidea. Si raccomanda una terapia profilattica. Somministrare dosi similia quelle per il coriocarcinoma. >>Leucemia acuta linfatica (linfoblastica) nei bambini e nei giovani adolescenti. Il farmaco a dosi di 3,3 mg/mq in associazione con 60 mg/mq di prednisone, somministrato per viagenerale, viene usato come terapia induttiva. Il prodotto da solo o con altri agenti puo' mantenere la remissione indotta dal farmaco. Quando si ha la remissione e la terapia di supporto produce miglioramenticlinici generali, iniziare la terapia di mantenimento con 30 mg/mq intramuscolo due volte la settimana. E' stato anche impiegato un dosaggiodi 2.5 mg/kg in vena ogni 14 giorni. In caso di recrudescenza della malattia si puo' ottenere di nuovo reinduzione o remissione ripetendo la terapia induttiva iniziale. >>Leucemia meningea. Esaminare il FCS nei pazienti leucemici per diagnosticare una eventuale invasione leucemica del SNC. Dato che il passaggio di metotressato dal plasma al FCS e'minimo in una terapia adeguata, somministrare in dosi intratecali di12 mg/mq o in dosi massime di 15 mg ad intervalli di 2-5 giorni. Di solito si ripete tale terapia fino a che il conteggio delle cellule delFCS ritorna ai livelli normali, poi si consiglia un'ulteriore dose. Unsecondo ciclo e' costituito da 12 mg/mq una volta la settimana per due settimane e poi una volta al mese. A causa dei frequenti casi di leucemia meningea, si puo' somministrare il prodotto per via intratecalein dosi uguali. Dosi dell'ordine di 500 mg/mq producono livelli citotossici di metotressato nel FCS. Questa terapia e' stata usata per brevetempo, seguita da una somministrazione di folinato di calcio, come terapia iniziale di mantenimento per prevenire invasione leucemica del SNC in bambini con leucemia linfocitica. >>Linfoma. Linfomi non-Hodgkin's sono stati trattati con 3-30 mg/kg (circa 9-900 mg/mq) per iniezione endovenosa e infusione, seguita da folinato di calcio alle dosi piu'alte. Alcuni casi di linfoma di Burkitt, se trattati nel primo stadiocon cicli di 15 mg/mq al giorno per 5 giorni, hanno mostrato remissioni prolungate. Una chemioterapia combinata viene anche usata in tuttigli stadi della malattia e un ciclo di 15 mg/giorno intratecalmente per 4 giorni puo' controllare episodi di invasione del SNC. >>Tumore della mammella. Somministrare in dosi endovenose di 10-60 mg/mq. E' di solito incluso in regimi di combinazioni con altri citotossici nel trattamento del cancro della mammella in stadio avanzato. Un regime similee' anche usato come terapia adiuvante in casi primari seguiti da mastectomia e/o radioterapia. >>Sarcoma ostegenico. Il prodotto da solo o in associazione e' stato introdotto come terapia adiuvante al trattamento primario del sarcoma ostegenico. Cio' ha comportato l'uso di infusioni endovenose di 20-300 mg/kg (circa 600-9000 mg/mq) seguite da folinato di calcio come sostegno. Puo' essere usato come unico trattamentoin casi di metastasi del sarcoma ostegenico. >>Carcinoma broncogeno. Infusioni endovenose di 20-100 mg/mq sono state incluse in regimi di combinazioni cicliche nel trattamento dei tumori in stato avanzato. Altedosi del prodotto con folinato di calcio possono essere usate come trattamento unico. >>Tumore della testa e del collo. Infusioni endovenose di 240-1080 mg/mq con folinato di calcio possono essere usate come terapia pre-operatoria adiuvante nel trattamento di tumori in stadio avanzato. Le infusioni endoarteriose sono indicate per certi tumori della testa e del collo. >>Carcinoma della vescica. Possono essere usate iniezioni endovenose o infusioni con il farmaco a dosi > 100 mg ogni 1o 2 settimane. Diuretici e idratanti riducono l'eccessiva tossicita' del farmaco che puo' manifestarsi in casi di alterazioni renali. >>Terapia di sostegno con folinato di calcio. In generale quantita' > 120 mgdi folinato sono somministrate in dosi frazionate nelle 14-24 ore periniezione intramuscolare, in bolo endovenoso o in infusione endovenosa in soluzione salina, seguita da 12-15 mg i.m. o 15 mg per via orale,ogni 6 ore per le successive 48 ore. La terapia di sostegno di solitosi inizia dopo 25 ore dall'inizio dell'infusione con il farmaco. Il dosaggio di 15 mg per via orale ogni 6 ore per 48-72 ore puo' bastare con dosaggi del farmaco < 100 mg. Alte dosi di metotressato associato afolinato di calcio come terapia di sostegno di molti tumori precedentemente resistenti sono rischiose. I pazienti con un ritardo nella fasedi eliminazione precoce del metotressato sono piu' a rischio di insufficienza renale oligurica irreversibile. In aggiunta ad un'appropriataterapia con calcio I-folinato, eseguire una continua idratazione ed alcalinizzazione delle urine e monitorare lo stato dei fluidi e degli elettroliti, fino a che i livelli sierici di metotressato non siano scesi sotto le 0,05 micromoli/l e l'insufficienza renale non si sia risolta. Se necessario, in questi pazienti puo' essere utile un'emodialisiintermittente con un dializzatore ad alto flusso.

Conservazione

Il prodotto deve essere conservato a temperatura ambiente al riparo dalla luce diretta del sole. Dovrebbe essere diluito solo con soluzionefisiologica normale per infusione, cosi' diluito e' stabile per almeno24 ore.

Avvertenze

Deve essere usato solo da medici con esperienza in chemioterapia antimetabolica. A causa delle possibilita' di fatali o gravi reazioni tossiche, il paziente deve essere tenuto sotto costante controllo medico. Modificazioni patologiche possono verificarsi anche senza che prima siano stati notati segni di tossicita' gastrointestinale o ematologica. E' percio' indispensabile che la funzionalita' epatica sia controllataprima di iniziare il trattamento e monitorizzata regolarmente durantetutta la terapia. Particolare attenzione va posta in presenza di preesistenti danni epatici o funzionalita' epatica alterata. Diarree e stomatiti ulcerose sono frequenti effetti tossici e richiedono l'interruzione della terapia altrimenti possono esitare in enteriti emorragiche emorte per perforazione intestinale. Il metotressato ha un'alta tossicita' potenziale generalmente correlata alla dose, i medici dovrebberoavere familiarita' con le varie caratteristiche del farmaco e gli usistabiliti. I pazienti sottoposti a terapia devono essere soggetti ad appropriati controlli cosi' che segni e sintomi di possibili effetti tossici o reazioni avverse possano essere rilevati e valutati tempestivamente. A causa della frequente insorgenza di depressione emopoietica,che puo' essere precoce e manifestarsi anche con dosaggi apparentemente sicuri, controlli ematologici pre-trattamento e periodici sono indispensabili nell'uso del medicinale in chemioterapia. Ogni notevole diminuzione nel conteggio delle cellule ematiche indica la necessita' di un'immediata cessazione della terapia e di appropriate misure. Metotressato e' escreto principalmente attraverso i reni. Il suo uso in presenza di disfunzioni renali puo' causare un accumulo di quantita' tossiche ed ulteriori danni al rene stesso. Le condizioni renali del pazientedovrebbero essere determinate prima e durante la terapia con il prodotto. La dose del farmaco dovrebbe essere ridotta o la somministrazionesospesa fino a che le funzioni renali siano migliorate o ripristinate. Alti dosaggi possono causare la precipitazione del metotressato o dei suoi metaboliti nei tubuli renali. L'alcalinizzazione delle urine apH 6,5 - 7 per somministrazione orale o endovenosa di sodio bicarbonato (5 x 625 mg tavolette ogni 3 ore) od acetazolamide (500 mg per via orale 4 volte al giorno) viene raccomandata come misura preventiva. Ingenerale sono raccomandati, come parte essenziale della valutazione clinica e dell'appropriato monitoraggio dei pazienti scelti per essere trattati con il prodotto o gia' in corso di trattamento, i seguenti esami di laboratorio: esame emocromocitometrico completo, esame delle urine, prove di funzionalita' renale ed epatica. E' raccomandato anche uncontrollo radiografico del torace. Lo scopo e' di stabilire che non esista alcuna disfunzione d'organo o alterazione sistemica. Gli esami devono essere eseguiti prima dell'inizio della terapia, ad opportuni intervalli di tempo durante la terapia ed al termine di questa. Puo' essere utile ed importante eseguire una biopsia del fegato o studi sull'aspirato del midollo osseo qualora siano usati alti dosaggi o in caso di terapia a lungo termine. Usare con estrema cautela in presenza di infezioni, ulcera peptica, coliti ulcerose, debilitazione e in soggettimolto giovani o molto anziani. Se si verifica durante la terapia una grave leucopenia, questa aumenta il rischio di insorgenza di infezionibatteriche. In questi casi si consiglia di sospendere la somministrazione del farmaco e di intraprendere un'appropriata terapia antibiotica.In caso di una grave depressione del midollo osseo possono essere necessarie trasfusioni di sangue o di piastrine. Poiche' e' noto che il metotressato puo' avere un'azione immunosoppressiva, questo fattore dev'essere tenuto in considerazione nel valutare l'uso del farmaco quandonel paziente la risposta immunitaria puo' essere importante o essenziale. In tutti i casi in cui il medicinale e' impiegato in chemioterapia, il medico deve valutare la necessita' o l'utilita' del farmaco in confronto ai rischi degli effetti tossici e delle reazioni secondarie.Spesso queste reazioni sono reversibili se scoperte tempestivamente. Quando si osservano effetti tossici o reazioni secondarie, il dosaggiodev'essere ridotto o la somministrazione sospesa ed appropriate misurecorrettive devono essere intraprese secondo il parere clinico del medico. La ripresa della terapia con il prodotto deve essere attuata concautela, considerando adeguatamente il nuovo bisogno di farmaco e vigilando, per quanto possibile, sulla ricomparsa dei fenomeni di tossicita'. Il metotressato, somministrato contemporaneamente alla radioterapia, puo' aumentare il rischio di necrosi dei tessuti molli e di osteonecrosi. La maggior parte delle reazioni avverse sono reversibili se diagnosticate per tempo. Quando si verificano tali reazioni occorre ridurre la dose o interrompere il farmaco ed intraprendere delle cure appropriate. Se necessario, tali cure possono comprendere l'uso del calcioI-folinato e/o l'emodialisi intermittente con un dializzatore ad altoflusso.

Interazioni

Alcuni farmaci quali salicilati, sulfonamidi (antibatterici, ipoglicemici, diuretici) difenilidantoine e alcuni antibatterici quali tetraciclina, cloramfenicolo ed acido p-aminobenzoico, possono rimuovere il metotressato dalla albumina serica con il risultato di un aumento di tossicita'. Analogamente va considerata la possibilita' che gli acidi organici deboli, compresi i salicilati, possono ritardare l'escrezione renale del metotressato ed aumentare l'accumulo. Farmaci con attivita' farmacologica simile, come la pirimetamina, non devono essere somministrati a pazienti in cura con metotressato. Si deve inoltre evitare l'uso concomitante di farmaci con potenziale tossicita' epatica (compresol'alcool). Preparazioni vitaminiche contenenti acido folico o suoi derivati possono alterare la risposta al metotressato. Il metotressato haazione immunosoppressiva e percio' si devono evitare vaccinazioni poiche' queste possono provocare una forte reazione antigenica. Il potenziale aumento di epatotossicita' legato alla somministrazione contemporanea del metotressato con altri agenti epatotossici non e' stato valutato. In tali casi, comunque, e' stata riportata epatotossicita'. Pertanto pazienti che ricevono metotressato con altri farmaci potenzialmente epatotossici (p. es. leflunomide, aziatoprina, retinoidi, sulfasalazina) devono essere monitorati accuratamente per un possibile rischio di epatotossicita'.

Effetti Indesiderati

Le piu' comuni reazioni secondarie comprendono leucopenia, nausea, stomatiti ulcerose e dolori addominali. Altri effetti sono malessere, eccessiva stanchezza, brividi, febbre, capogiro e diminuzione della resistenza alle infezioni. In generale l'incidenza e l'intensita' degli effetti collaterali sono correlate col dosaggio impiegato. >>Reazioni secondarie a carico dei vari sistemi. Sangue: depressione del midollo osseo, leucopenia, trombocitopenia, anemia, ipogammaglobulinemia, emorragie, setticemia. Apparato digerente: gengiviti, faringiti, stomatiti, anoressia, vomito, diarrea, ematemesi, melena, ulcerazioni gastrointestinali ed emorragie, enteriti, tossicita' epatica con atrofia acuta, necrosi, degenerazione grassa, fibrosi periportale o cirrosi epatica. Pelle: esantema eritematoso, prurito, orticaria, depigmentazione, fotosensibilita', alopecia, ecchimosi, teleangiectasia, acne, foruncolosi. Lesioni di psoriasi possono essere aggravate dalla concomitante esposizione a radiazioni ultraviolette. Sistema urogenitale: insufficienza renale, azotemia, cistiti, ematuria, alterazioni della spermatogenesi odoogenesi, oligospermia transitoria, disfunzioni mestruali, infertilita', aborto, anomalie fetali, nefropatie gravi. Sistema nervoso centrale: cefalea, sonnolenza, deficit visus. Afasia, emiparesi, plegie e crisi convulsive possono seguire la somministrazione di metotressato. Sono stati segnalati casi di leucoencefalopatie in seguito a somministrazione endovenosa di metotressato in pazienti che hanno avuto irradiazioni craniospinali. Dopo l'uso intratecale di metotressato la tossicita'del sistema nervoso centrale puo' essere classificata come segue: aracnoidite chimica associata a sintomi quali mal di testa, dolori al rachide, rigidita' nucale e febbre. Paresi, generalmente transitoria, associata a paraplegia con coinvolgimento di una o piu' radici del nervospinale. Leucoencefalopatia associata a confusione, irritabilita', sonnolenza, atassia, demenza ed occasionali convulsioni di maggiore importanza. Si possono verificare altre reazioni correlate od attribuite all'uso del metotressato come polmoniti, modificazioni metaboliche, diabete, effetti osteoporotici, modificazioni anomale delle cellule tissutali ed anche morte improvvisa. Raramente possono comparire erosioni dolorose delle placche psoriasiche, necrosi dei tessuti molli e osteonecrosi. Molto raramente sono stati segnalati pericardite, polmonite interstiziale e leucoencefalopatia.

Gravidanza E Allattamento

Metotressato causa morte del feto o anomalie congenite e percio' non deve essere somministrato alle donne gravide a meno che non ci siano appropriate evidenze mediche che indichino che i benefici della terapiasono superiori ai rischi considerati. Il concepimento dovrebbe essereevitato per almeno tre mesi dalla cessazione del trattamento con il prodotto. Non dev'essere somministrato alle donne che allattano.