Kessar*30cpr 10mg Compresse

Principio attivo: Tamoxifene Citrato

Forma: Compresse

Fornitore: Orion Pharma Srl

Conservazione: NON SUPERIORE A +25 GRADI

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO ETICO

Confezione: BLISTER

Prodotto In Commercio

Kessar*30cpr 10mg

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

KESSAR

Categoria Farmacoterapeutica

Antiestrogeni.

Principi Attivi

Tamoxifene citrato 15,2 - 30,4 mg, pari a tamoxifene 10 - 20 mg.

Eccipienti

Amido di mais, lattosio, polivinilpirrolidone, magnesio stearato, sodio carbossimetilamido.

Indicazioni

Trattamento del carcinoma mammario. Pazienti con una recente prova negativa per l'espressione dei recettori per gli estrogeni hanno minori probabilita' di rispondere al farmaco.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. E' controindicato quale terapia preventiva in pazienti ad alto rischio di cancro mammario. E' controindicato in caso di carcinoma duttale in sito in donne che richiedano una concomitante terapia anticoagulante o che presentino un'anamnesi di trombosi venosa profonda o emboliapolmonare. Non deve essere somministrato in corso di gravidanza. Sebbene non sia stata stabilita alcuna relazione causale con il farmaco, sono stati segnalati pochi casi di aborti spontanei, anomalie congenitee morti fetali in pazienti che avevano assunto il farmaco. Non deve essere somministrato durante l'allattamento.

Posologia

La dose giornaliera raccomandata e' normalmente di 20 mg di tamoxifene, somministrata in due dosi separate al giorno o in una singola dose giornaliera. Possono essere somministrati fino a 40 mg al giorno di tamoxifene, tuttavia non e' stato dimostrato alcun vantaggio ulteriore. Tale regime posologico e' stato impiegato anche in pazienti anziane e,in alcuni casi, la terapia ha costituito l'unica forma di trattamento.

Conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 25 gradi C.

Avvertenze

Non e' indicato in donne sane e nelle condizioni di patologia mammariabenigna. Usare con cautela in pazienti con persistente leucopenia o trombocitopenia. Sono consigliabili periodici controlli della crasi ematica, piastrinemia inclusa. Deve essere richiesto alle pazienti se esse abbiano avuto una storia pregressa di ictus cerebri, di eventi simili all'ictus, eventi tromboembolici o cancro dell'utero. La decisione di iniziare la terapia con tamoxifene in pazienti con carcinoma duttalein situ deve essere discussa con le pazienti, valutando insieme a loro i potenziali rischi e benefici. Pazienti con metastasi ossee devonoessere strettamente monitorate durante le prime settimane di terapia poiche' puo' verificarsi ipercalcemia. Se dovesse verificarsi ipercalcemia devono essere intraprese misure appropriate e in casi gravi, la terapia con tamoxifene deve essere interrotta. Disturbi della vista incluse alterazioni della cornea, cataratte e retinopatia sono stati riportati in pazienti che ricevono tamoxifene. Ripetuti esami oftalmologicisono indispensabili in pazienti che ricevono un trattamento con tamoxifene. La maggior parte delle reazioni avverse oculari sono reversibili dopo l'interruzione di tamoxifene. Si puo' verificare arresto del flusso mestruale in pazienti in pre-menopausa. Durante il trattamento e'stata riportata un'aumentata incidenza di alterazioni dell'endometrio, comprendenti iperplasia, polipi, cancro e sarcoma dell'utero (prevalentemente tumori Mulleriani misti maligni). L'incidenza e il quadro diqueste alterazioni suggeriscono un meccanismo di base correlato alleproprieta' estrogeniche del prodotto. E' consigliabile, quindi che lepazienti in corso di terapia vengano sottoposte a frequenti controllidell'apparato genitale. Inoltre le pazienti in trattamento o che abbiano assunto il farmaco precedentemente e che presentino sintomi ginecologici anormali, specialmente sanguinamento vaginale anomalo o irregolarita' mestruali, perdite vaginali e sintomi come dolore pelvico o pressione devono essere sottoposte a controlli immediati. In studi clinicicon tamoxifene nel carcinoma mammario sono stati riportati secondi tumori primari a livello di siti diversi dall'endometrio e dalla mammella controlaterale; non e' stata stabilita alcuna relazione causale e ilsignificato clinico di queste osservazioni non e' chiaro. In letteratura e' stato mostrato che metabolizzatori lenti di CYP2D6 hanno un ridotto livello plasmatico di endoxifene, uno dei piu' importanti metaboliti attivi del tamoxifene. Concomitanti terapie che inibiscono il CYP2D6 possono portare a ridotte concentrazioni del metabolita attivo endoxifene. Pertanto potenti inibitori del CYP2D6 (es. paroxetina, fluoxetina, chinidina, cinacalcet o bupropione) quando possibile devono essere evitati durante il trattamento con tamoxifene. Le compresse contengono lattosio monoidrato (compresse da 10 mg: 40 mg di lattosio monoidrato/compressa; compresse da 20 mg: 103.1 mg di lattosio monoidrato/compressa). Le pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Le pazienti che assumono contemporaneamente il prodotto e anticoagulanti di tipo dicumarolico devono essere attentamente seguite in quanto l'attivita' anticoagulante puo' essere significativamente potenziata. Quando il medicinale e' somministrato in associazione a farmaci citotossici il rischio di episodi tromboembolici risulta aumentato. Farmaci che diminuiscono l'escrezione renale del calcio, es. diuretici tiazidici, possono aumentare il rischio di ipercalcemia. L'uso concomitante dimitomicina (anche in piccole dosi) e tamoxifene aumenta il rischio disindrome uremico emolitica, anemia e trombocitopenia, pertanto deve essere evitato. Il tamoxifene e' metabolizzato principalmente da CYP3A4. Si richiede cautela quando esso viene somministrato in associazionecon noti inibitori o induttori degli enzimi CYP3A4. In letteratura e'stata riportata l'interazione farmacocinetica con inibitori del CYP2D6, che mostra una riduzione del 65-75% nei livelli plasmatici di una delle forme piu' attive del farmaco, cioe' l'endoxifene. In alcuni studi, e' stata riportata ridotta efficacia del tamoxifene con l'uso concomitante di alcuni antidepressivi SSRI (es. paroxetina). Poiche' non puo' essere escluso un effetto ridotto del tamoxifene, la co-somministrazione con potenti inibitori del CYP2D6 (es. paroxetina, fluoxetina, chinidina, cinacalcet o bupropione) quando possibile deve essere evitata.

Effetti Indesiderati

Dai risultati dello studio clinico NSABP P-1, un vasto studio della durata di 5 anni che ha coinvolto circa 13.000 donne ad alto rischio perinsorgenza di cancro del seno che hanno assunto tamoxifene o placebo,e' emerso nelle donne trattate con il tamoxifene un aumento dell'incidenza di: cancro dell'utero: adenocarcinoma endometriale, sarcoma uterino, incluso il sarcoma misto di tipo mulleriano; stroke; embolia polmonare. Alcuni dei casi di tumori maligni uterini, di ictus e di embolia polmonare hanno avuto esito fatale. Nello stesso studio e' stato rilevato anche un aumento dell'incidenza di trombosi venosa profonda, formazione di cataratta, operazioni chirurgiche per cataratta. Sono statisegnalati fibromi uterini, endometriosi ed altre alterazioni endometriali inclusi iperplasia e polipi. Molto raramente sono stati riportaticasi di polmonite interstiziale. Nel trattamento a lungo termine glieffetti collaterali segnalati sono meno frequenti o meno gravi rispetto a quelli osservati con androgeni ed estrogeni impiegati per il trattamento della stessa patologia. Alcuni effetti collaterali sono attribuibili all'azione antiestrogenica del farmaco: vampate di calore, perdite ematiche vaginali, secrezione vaginale, nausea, vomito, prurito vulvare, rash cutaneo e cute secca. Altri effetti collaterali di tipo generale sono rappresentati da intolleranza gastrointestinale, confusionedella mente, capogiro, e in qualche caso, ritenzione di fluidi e alopecia. Sono stati riportati anche dolore addominale, aumento del doloreosseo e tumorale, tosse, anoressia e costipazione. In pazienti che ricevono tamoxifene sono stati riportati crampi alla gamba. Quando talieffetti collaterali sono gravi e' possibile controllarli attraverso una semplice riduzione del dosaggio senza influenzare la risposta al trattamento. Nel caso in cui la semplice riduzione del dosaggio non consentisse l'abolizione degli effetti collaterali, e' necessario sospendere la somministrazione del farmaco. Negli stadi iniziali della terapia,in un piccolo numero di pazienti con lesioni ossee si e' sviluppata ipercalcemia. All'inizio della terapia si possono verificare episodi direcrudescenza sintomatologica della malattia (flare). Tali manifestazioni sono transitorie e spesso associate ad una buona risposta alla terapia. Sono stati segnalati alcuni casi di visione annebbiata, perditadi acuita' visiva, disturbi visivi tra cui rari casi di alterazioni corneali, cataratta e retinopatia. Sono stati segnalati fibromi uterini. In pazienti trattate si e' osservata piastrinopenia, generalmente limitata a valori quali 80.000-90.000/mm^3, ma a volte anche inferiori.Nel corso di terapia e' stata segnalata leucopenia talvolta associataad anemia e/o trombocitopenia. Neutropenia, talvolta grave, e' stata segnalata raramente. Si possono manifestare episodi emorragici. Sono stati riportati gravi episodi tromboembolici nel corso di terapia. Inoltre ci puo' essere un aumento della tendenza a tromboflebiti. Poiche' l'incidenza di tali eventi risulta aumentata in pazienti affetti da patologie maligne, non e' stata stabilita una relazione causale con il medicinale. Quando il farmaco e' somministrato in associazione a farmacicitotossici, il rischio di episodi tromboembolici risulta aumentato.E' stato associato a variazioni dei livelli degli enzimi epatici e inrari casi a un quadro di piu' gravi anormalita' epatiche, tra cui fegato steatosico, colestasi ed epatite. E' stata anche riportata ipertrigliceridemia. In alcune pazienti in pre-menopausa il farmaco sopprime il flusso mestruale. Occasionalmente sono stati osservati ingrossamentidi cisti ovariche in pazienti in pre-menopausa trattate. Altri effetti indesiderati riportati in letteratura sono: vertigini, cefalea, depressione, confusione, facile affaticabilita' e crampi muscolari.

Gravidanza E Allattamento

Non deve essere somministrato in corso di gravidanza. Sebbene non siastata stabilita alcuna relazione causale con il farmaco, sono stati segnalati pochi casi di aborti spontanei, anomalie congenite e morti fetali in pazienti che avevano assunto il medicinale. Negli studi di tossicita' sul ciclo riproduttivo nel ratto, coniglio e scimmia il tamoxifene non ha mostrato potenziale teratogeno. Nei modelli sperimentali disviluppo del tratto riproduttivo fetale del roditore, tamoxifene e' stato associato a modificazioni simili a quelle causate da estradiolo,etinilestradiolo, clomifene e dietilstilbestrolo (DES). Sebbene la rilevanza clinica di tali modificazioni non sia nota, alcune di queste, specialmente l'adenosi vaginale, sono simili a quelle osservate nelle donne giovani che, nella vita intrauterina avevano subito l'esposizionea DES e che presentano un rischio di 1:1000 di sviluppare un carcinoma a cellule chiare della vagina o della cervice. Solo un piccolo numero di pazienti e' stato esposto a tamoxifene in corso di gravidanza. Non e' stato riportato che tale esposizione abbia causato una successivaadenosi vaginale o carcinoma a cellule chiare della vagina o della cervice nelle donne giovani che avevano subito l'esposizione a tamoxifene nella vita intrauterina. Le pazienti devono essere informate della necessita' di evitare una gravidanza durante il trattamento e se, sessualmente attive, devono usare contraccettivi di barriera o altri metodicontraccettivi non ormonali. Le pazienti in pre-menopausa, prima di iniziare il trattamento, devono essere sottoposte ad attenti controlliper escludere la possibilita' di una gravidanza in atto. Le pazienti devono essere informate dei rischi potenziali per il feto qualora si instaurasse una gravidanza durante il trattamento o nei due mesi successivi all'interruzione della terapia. L'impiego del farmaco durante l'allattamento non e' consigliato in quanto non e' noto se esso sia escreto nel latte materno. La decisione di interrompere l'allattamento o laterapia deve essere valutata in base alla necessita' di trattamento.