Karvea*28cpr 75mg Compresse

Principio attivo: Irbesartan

Forma: Compresse

Fornitore: Bristol-Myers Squibb Srl *

Conservazione: NON SUPERIORE A +30, CONSERVARE IL PRODOTTO NELLA CONFEZIONEORIGINALE

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO ETICO

Confezione: BLISTER

Prodotto In Commercio

Karvea*28cpr 75mg

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

KARVEA 75 MG COMPRESSE

Categoria Farmacoterapeutica

Antagonisti dell'angiotensina-II, non associati.

Principi Attivi

Irbesartan 75 mg.

Eccipienti

Cellulosa microcristallina, carmelloso sodico reticolato, lattosio monoidrato, magnesio stearato, silice colloidale idrata, amido di mais pregelatinizzato, polossamero 188.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale negli adulti. Trattamento della malattia renale nei pazienti adulti ipertesi con diabetemellito di tipo 2 come parte di un trattamento farmacologico antipertensivo.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Posologia

Per uso orale. La usuale dose iniziale e di mantenimento raccomandatae' di 150 mg in singola somministrazione giornaliera, indipendentemente dalla contemporanea assunzione di cibo. Alla dose di 150 mg una volta al giorno generalmente fornisce un migliore controllo della pressione arteriosa nell'arco delle 24 ore rispetto a 75 mg. Tuttavia l'iniziodella terapia con 75 mg potrebbe essere preso in considerazione, particolarmente in pazienti emodializzati e nei pazienti anziani di eta' superiore ai 75 anni. In pazienti non adeguatamente controllati con 150mg una volta al giorno, il dosaggio puo' essere aumentato a 300 mg, oppure possono essere co-somministrati altri agenti antipertensivi. Inparticolare l'aggiunta di un diuretico come l'idroclorotiazide ha mostrato un effetto additivo. Nei pazienti ipertesi con diabete di tipo 2,la terapia deve essere iniziata con 150 mg di irbesartan una volta algiorno e incrementata fino a 300 mg una volta al giorno come dose dimantenimento consigliata per il trattamento della malattia renale. Ladimostrazione del beneficio sul rene del medicinale nei pazienti ipertesi con diabete di tipo 2 si basa su studi nei quali l'irbesartan e' stato impiegato in aggiunta ad altri medicinali antipertensivi, al bisogno, per raggiungere la pressione arteriosa desiderata. Nei soggetti con ridotta funzionalita' renale non si rende necessaria alcuna variazione del dosaggio. Una dose iniziale piu' bassa (75 mg) deve essere presa in considerazione nei pazienti sottoposti ad emodialisi. Nei soggetti con lieve o moderata insufficienza epatica non si rende necessariaalcuna variazione del dosaggio. Non ci sono dati clinici relativi a pazienti con insufficienza epatica grave. Sebbene negli anziani di eta'superiore ai 75 anni debba essere presa in considerazione la possibilita' di iniziare la terapia con 75 mg, generalmente non e' necessario l'aggiustamento della dose. La sicurezza e l'efficacia del farmaco neibambini di eta' compresa tra 0 e 18 anni non sono state stabilite; nonpuo' essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Nei pazienti volume e/o sodio-depleti a causa di intenso trattamento diuretico, dieta iposodica, diarrea o vomito, si possono verificare episodi di ipotensione sintomatica, soprattutto dopo la somministrazionedella prima dose. In tali casi la condizione di base deve essere corretta prima dell'inizio della terapia. Esiste un incremento del rischiodi ipotensione grave e insufficienza renale in soggetti portatori di stenosi bilaterale dell'arteria renale, o stenosi dell'arteria renale con unico rene funzionante, trattati con medicinali che agiscono a livello del sistema renina-angiotensinaaldosterone. Sebbene cio' non sia documentato nella terapia, un effetto simile dovra' essere previsto anche con gli antagonisti del recettore per l'angiotensina-II. Quando ilmediicnale viene usato in pazienti con insufficienza renale e' raccomandato un controllo periodico dei livelli sierici del potassio e dellacreatinina. Non ci sono dati clinici relativi alla somministrazione del prodotto a pazienti con trapianto renale recente. In un'analisi effettuata nello studio con pazienti con malattia renale avanzata, gli effetti dell'irbesartan sugli eventi renali e cardiovascolari non sono stati uniformi in tutti i sottogruppi. In particolare, essi sono risultati meno favorevoli nelle donne e nei soggetti non di razza bianca. Durante il trattamento si puo' manifestare iperpotassiemia, specialmentein presenza di disfunzione renale, proteinuria franca a causa della malattia renale diabetica e/o insufficienza cardiaca. Si raccomanda, neipazienti a rischio, un monitoraggio stretto del potassio sierico. Lacombinazione con litio non e' raccomandata. E' richiesta una specialeattenzione nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica, o cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. I pazienti con aldosteronismo primario in genere non rispondono a medicinali antipertensivi che agisconoattraverso l'inibizione del sistema renina-angiotensina. Quindi, l'usodel medicinale non e' raccomandato. In pazienti in cui il tono vasalee la funzionalita' renale dipendono prevalentemente dall'attivita' del sistema renina-angiotensina-aldosterone (es. pazienti con scompensocardiaco congestizio grave o con patologia renale di base, inclusa lastenosi dell'arteria renale), il trattamento con inibitori dell'enzimadi conversione dell'angiotensina o antagonisti dei recettori dell'angiotensina-II, che interessano tale sistema, e' stato associato alla comparsa di ipotensione acuta, azotemia, oliguria o raramente insufficienza renale acuta. Come per qualsiasi antipertensivo, un eccessivo calodella pressione arteriosa in pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cardiovascolare ischemica, puo' determinare infarto del miocardio o ictus. L'irbesartan e gli altri ntagonisti dell'angiotensina sonoapparentemente meno efficaci nel diminuire la pressione arteriosa neipazienti neri rispetto a quelli non neri, probabilmente a causa di unapiu' alta prevalenza di condizioni a bassa renina nella popolazione ipertesa di razza nera. La terapia non deve essere iniziata durante lagravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamentocon AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. Questo medicinale contienelattosio: pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di mancanza di Lapp lattasi o di malassorbimento di glucosio/galattosio, non devono assumere questo medicinale. Popolazione pediatrica: i dati disponibili non sono sufficienti a sostenere una sua estensione di utilizzo del farmaco anche nei bambini.

Interazioni

Diuretici ed altri agenti antipertensivi: altri agenti antipertensivipossono aumentare gli effetti ipotensivi dell'irbesartan; comunque ilfarmaco e' stato somministrato senza problemi in combinazione con altri medicinali antipertensivi, come beta-bloccanti, calcio-antagonisti ad azione prolungata e diuretici tiazidici. Precedenti trattamenti conalte dosi di diuretici possono comportare una condizione di ipovolemiae rischio di ipotensione all'inizio della terapia. Integratori di potassio e diuretici risparmiatori di potassio: in base all'esperienza sull'uso di altri medicinali attivi sul sistema renina-angiotensina, l'uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostituti del sale da cucina contenenti potassio o altri medicinali che possano aumentare la potassiemia (es. eparina) puo' condurre ad un incremento dei livelli sierici di potassio e, percio', none' raccomandato. Litio: sono stati riscontrati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicita' durante la somministrazione concomitante di litio e inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina. Effetti simili sono stati finora documentati molto raramente con irbesartan. Percio' questa combinazione non e' raccomandata. In caso di reale necessita' della combinazione, si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli sierici di litio. Medicinali antinfiammatori non-steroidei: quando gli antagonisti dell'angiotensina II sonosomministrati contemporaneamente a medicinali antinfiammatori non steroidei (cioe' inibitori selettivi COX-2, acido acetilsalicilico (> 3 g/die) e medicinali antinfiammatori non steroidei non selettivi), si puo' verificare attenuazione dell'effetto antipertensivo. Come con gli ACE-Inibitori, l'uso simultaneo di antagonisti dell'angiotensina II e dimedicinali antinfiammatori non steroidei puo' portare ad un maggiorerischio di peggioramento della funzione renale, inclusa possibile insufficienza renale acuta, e ad un aumento del potassio sierico particolarmente in pazienti con preesistente modesta funzione renale. La combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e dopo l'inizio della terapia combinata si deve considerare il monitoraggio della funzione renale, da effettuare periodicamente in seguito. Ulteriori informazioni sulle interazioni di irbesartan: negli studi clinici, la farmacocinetica dell'irbesartan non e' stata influenzata dall'idroclorotiazideIrbesartan e' principalmente metabolizzato da CYP2C9 e per una quotaminore attraverso la glucuronizzazione. Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche significative in seguito asomministrazioni concomitanti di irbesartan con warfarin, un medicinale metabolizzato dal CYP2C9. Gli effetti degli induttori CYP2C9, come la rifampicina, sulla farmacocinetica dell'irbesartan non sono stati valutati. La farmacocinetica della digossina non e' stata alterata dallasomministrazione concomitante di irbesartan.

Effetti Indesiderati

Negli studi clinici controllati con placebo su pazienti ipertesi, l'incidenza totale degli eventi avversi nei soggetti trattati con irbesartan (56,2%) e' stata sovrapponibile a quella rilevata nei soggetti trattati con il placebo (56,5%). Le interruzioni della terapia dovute ad effetti indesiderati clinici o di laboratorio sono state meno frequentiper i pazienti trattati con irbesartan (3,3%) che per quelli trattaticon placebo (4,5%). L'incidenza degli eventi avversi non e' dipesa dadose (nel range posologico raccomandato), sesso, eta', razza o duratadel trattamento. Nei pazienti diabetici ipertesi con microalbuminuriae funzione renale normale, capogiro e ipotensione ortostatici sono stati riportati nello 0,5% (cioe' non comune) dei pazienti stessi, ma superiore al placebo. La seguente tabella presenta le reazioni avverse farmacologiche riportate negli studi clinici controllati verso placebonei quali 1.965 pazienti ipertesi hanno ricevuto irbesartan. Disturbidel sistema immunitario. Non nota: reazioni di ipersensibilita' come angioedema, rash, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: iperpotassiemia. Patologie del sistema nervoso. Comune (>=1/100, <1/10): capogiro, vertigine ortostatica; non nota: vertigine,cefalea. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota: tinnito. Patologie cardiache. Non comune (>=1/1.000, <1/100): tachicardia. Patologie vascolari. Comune: ipotensione ortostatica, non comune: rossore.Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: tosse.Patologie gastrointestinali. Comune: nausea/vomito; non comune: diarrea, dispesia/bruciore; non nota: disgeusia. Patologie epatobiliari. Noncomune: ittero; non nota: epatite, disfunzione epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non nota: vasculite leucocitoclastica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: dolore muscoloscheletrico; non nota: artralgia, mialgia (inalcuni casi associata ad aumento dei livelli plasmatici della creatinachinasi), crampi muscolari. Patologie renali e urinarie. Non nota: funzione renale compromessa inclusi casi di insufficienza renale in pazienti a rischio. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella.Non comune: disfunzione sessuale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticabilita'; non comune: dolore toracico. Esami diagnostici. Molto comune: l'iperpotassiemia si e' verificata piu' spesso nei pazienti diabetici trattati con irbesartan rispetto a quelli trattati con placebo. Nei pazienti diabetici ipertesi con microalbuminuria e funzione renale normale, l'iperpotassiemia si e' verificata nel 29,4% dei pazienti nel gruppo irbesartan300 mg e nel 22% dei pazienti nel gruppo placebo. Nei pazienti diabetici ipertesi con insufficienza renale cronica e proteinuria franca, l'iperpotassiemia si e' verificata nel 46,3% dei pazienti nel gruppo irbesartan e nel 26,3% dei pazienti nel gruppo placebo. Comune: sono statiosservati aumenti significativi nella creatin chinasi plasmatica (1,7%) nei soggetti trattati con irbesartan. Nessuno di questi aumenti e'stato associato ad eventi clinici muscoloscheletrici identificabili. Nell'1,7% dei pazienti ipertesi con malattia renale diabetica in statoavanzato trattati con irbesartan, e' stata osservata una diminuzione dei valori dell'emoglobina, non clinicamente significativa. Popolazionepediatrica: in uno studio clinico randomizzato su 318 bambini ed adolescenti ipertesi, tra i 6 e i 16 anni di eta', durante la fase in doppio cieco di tre settimane, si sono verificate le seguenti reazioni avverse: cefalea (7,9%), ipotensione (2,2%), capogiro (1,9%), tosse (0,9%). Nel periodo in aperto di 26 settimane di questo studio clinico, lepiu' frequenti anomalie di laboratorio riportate sono state: incrementi della creatinina (6,5%) ed elevati valori di CK nel 2% dei bambini trattati.

Gravidanza E Allattamento

L' uso degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II (AIIRA), non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza ed e' controindicato durante il secondo ed il terzo. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (AIIRA), un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Perle pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorreread un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve essere iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione ad AIIRA durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicita' fetale (ridotta funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia).Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Poiche' non sono disponibili dati riguardanti l'uso del farmaco durante l'allattamento, il medicinale non e' raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l'uso durante l'allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati e prematuri. Non e' noto se irbesartan o i suoi metaboliti sianoescreti nel latte materno. Dati farmacodinamici/tossicologici disponibili nei ratti hanno mostrato l'escrezione di irbesartan o dei suoi metaboliti nel latte. Irbesartan non ha avuto effetti sulla fertilita' dei ratti trattati e sulla loro prole fino a livelli di dose che inducono i primi segni di tossicita' parentale.

Consigli e commenti su Karvea*28cpr 75mg

Domande e risposte su Karvea

Karvea può uccidere????

Wed, 17 Mar 2010 01:24:04 +0000

parlavamo a scuola di pressione bassa e pressione alta e è saltato fuori il nome di questo mediinale secondo voi se è preso in dose eccesiva provoca la morte ed è dolorosa(si dovrebbe fermare il cuore) PS non voglio suicidarmi curiosità

Si possono assumere lexotan e karvea insieme?

Sat, 02 Feb 2013 04:12:12 +0000

O altrimenti, con quale distanza si possono le gocce di Lexotan dopo aver assunto Karvea per la pressione? Grazie a tutti. :)

Salute di donna ...Mia nonna soffre

Sun, 10 Aug 2008 04:33:10 +0000

Soffro di cervicale e prendo la karvea 150 ,mi sveglio tutte le mattine con le mani e la faccia gonfia,dato che fa caldo dormo anche con il ventilatore acceso verso di me tutta la notte.Le mie mani sono fortementi rosse e formicolii con difficolta all arto sinistro e tatto lento.

In questi periodi caldi è meglio se non prendo la pillola della pressione?

Mon, 06 Jul 2009 10:25:12 +0000

ciao a tutti io prendo la pillola karvea x la pressione alta ma il dottore mi ha detto di prenderne metà x un certo periodo e così ho ftto ora però è troppo bassa la pressione e non vorrei che con il caldo si abbassasse ancora di +. premetto che ho fatto una dieta.... voi dite che devo continuare così oppure devo eliminare del tutto la pillola? (poi consulterò il medico)per adesso vorrei un vostro parere ^^ grazie a tutti in anticipo

Open Question: Reazione pillola anticoncezionale con medicinali?

Wed, 13 Jul 2011 04:16:31 +0000

assumo molti medicinali ma ho sentito che la ciclosporina influirebbe sul funzionamento della pillola anticoncezionale ...io non prendo ciclosporina ma prendo il prograf mi chiedo se influisce anche questo come la ciclosporina dato che sono simili ma non so quanto lo siano. vi metto per iscritto anche la mia terapia magari qualcuno mi sa dire di piu: cellcep ,prograf,deltacortene,omeprazolo,karvea,unipril,amlodipina,lonitencalcitriolo. grazie e spero in un vostro aiuto. sailor in effetti hai ragione :) ma intanto sento i 2 lati della campana... chi lo sa.. accidenti da quello che vedo la cosa e da trattare con il mio medico non pensavo nemmeno al deltacortene io non ho mai fatto uso della pillola l'unica cosa della quale sono certa e che non ne sarò allergica

In cosa consiste una buona visita specialistica diabetologica?

Fri, 20 Feb 2009 01:36:32 +0000

Mio marito ha il diabete, l'ha scoperto da poco e nel nostro ospedale sono stati troppo sbrigativi e scortesi per non dire maleducati. Non gli hanno fatto fare neppure la curva e i controlli glie li fanno fare ogni sei mesi nonostante ci sia già un danno lieve ai reni. Tutto quello che hanno fatto è stato prescrivergli dei farmaci: metformina 500, e Karvea. Mio marito ha 34 anni. Cominceremo tutti i nuovi controlli in un altro ospedale e volevo sapere come deve svolgersi una buona visita diabetologica. Sono di San Giovanni Valdarno (Ar).