Fludara*Ev 5fl 50mg Preparazione Iniettabile

Principio attivo: Fludarabina Fosfato

Forma: Preparazione Iniettabile

Fornitore: Genzyme Srl

Conservazione: NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Confezione: SCATOLA

Prodotto In Commercio

Fludara*Ev 5fl 50mg

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

FLUDARA 50 MG POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE

Categoria Farmacoterapeutica

Antimetaboliti.

Principi Attivi

Fludarabina fosfato.

Eccipienti

Mannitolo, sodio idrossido (per portare il pH a 7,7).

Indicazioni

Trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC) della linea B in pazienti con sufficiente riserva midollare; il trattamento di prima linea con il medicinale deve essere iniziato solo in pazienti con patologia avanzata, stadio Rai III/IV (stadio Binet C), o stadio RAI I/II (stadio Binet A/B), dove il paziente mostra i sintomi relativi alla malattia o e' evidente la progressione della malattia.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; compromessa funzionalita' renale con una clearance della creatinina < 30 ml/min; anemia emolitica scompensata; allattamento.

Posologia

Adulti: 25 mg di fludarabina fosfato per m^2 di superficie corporea somministrata quotidianamente per via endovenosa per 5 giorni consecutivi ogni 28 giorni. Ogni flaconcino deve essere ricostituito con 2 ml diacqua per preparazioni iniettabili. Ogni ml della soluzione preparataconterra' 25 mg di fludarabina fosfato. La dose richiesta (calcolatain base alla superficie corporea del paziente) di soluzione ricostituita viene raccolta con una siringa. In caso di iniezione endovenosa inbolo, la suddetta dose deve essere ulteriormente diluita in 10 ml di soluzione a base di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%). In alternativa, ladose richiesta, raccolta nella siringa, puo' essere diluita in 100 mldi soluzione di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) e infusa in circa 30 minuti. La durata del trattamento dipende dal suo successo e dalla tollerabilita' del farmaco. Nei pazienti con LLC il medicinale deve essere somministrato sino al raggiungimento della risposta migliore (remissione completa o parziale, generalmente 6 cicli) e poi il trattamento deveessere sospeso. Pazienti con funzionalita' renale ridotta: il dosaggio deve essere adattato per pazienti con riduzione della funzionalita'renale. Qualora la clearance della creatinina sia compresa tra 30 e 70ml/min., la dose deve essere ridotta fino al 50% e il quadro ematologico deve essere accuratamente monitorato per valutare la tossicita'. Il trattamento con il medicinale e' controindicato se la clearance della creatinina e' < 30 ml/min. Pazienti con riduzione della funzionalita' epatica: non ci sono dati disponibili sull'uso del medicinale in pazienti con insufficienza epatica. In tale gruppo di pazienti il medicinale deve essere usato con cautela. Popolazione pediatrica: l'efficaciae la sicurezza del medicinale nei bambini non sono state stabilite. Percio' l'uso del prodotto non e' raccomandato nei bambini. Pazienti anziani: poiche' i dati sull'uso del farmaco in pazienti anziani (> 75 anni) sono limitati, si deve usare cautela nella somministrazione a questi pazienti. In pazienti con eta' superiore ai 65 anni, la clearancedella creatinina deve essere misurata. Il medicinale deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico qualificato con esperienzanell'uso di terapie antineoplastiche. E' fortemente raccomandato cheil medicinale sia somministrato esclusivamente per via endovenosa. Nonsono stati riportati casi in cui la somministrazione paravenosa del farmaco ha determinato reazioni avverse locali gravi. Tuttavia la somministrazione paravenosa accidentale deve essere evitata.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

Mielosoppressione: grave soppressione midollare, in particolare anemia, trombocitopenia e neutropenia, sono state riscontrate in pazienti trattati con il farmaco. In uno studio di fase I con somministrazione intravenosa condotto su pazienti adulti con tumori solidi, il tempo mediano per il raggiungimento del nadir e' stato di 13 giorni (intervallo3-25 giorni) per i granulociti e 16 giorni (intervallo 2-32) per le piastrine. La maggior parte dei pazienti presentava compromissione del quadro ematologico al basale a causa della malattia o come conseguenzadi precedenti terapie mielosoppressive. Puo' essere osservata soppressione midollare cumulativa. Anche se la soppressione midollare indottadalla chemioterapia e' spesso reversibile, la somministrazione di fludarabina fosfato richiede un accurato monitoraggio ematologico. La fludarabina fosfato e' un potente farmaco antineoplastico con effetti collaterali tossici potenzialmente gravi. I pazienti in corso di terapia devono essere attentamente controllati allo scopo di evidenziare segnidi tossicita' ematologica o non ematologica. Si raccomandano controlliperiodici del quadro ematologico allo scopo di identificare l'insorgenza di anemia, neutropenia e trombocitopenia. Sono stati osservati inpazienti adulti numerosi casi di ipoplasia o aplasia delle tre linee cellulari del midollo osseo, che hanno portato a pancitopenia e, talvolta, alla morte. Nei casi riportati la durata della citopenia clinicamente rilevante ha avuto un intervallo che andava da circa 2 mesi a circa 1 anno. Questi episodi si sono verificati sia in pazienti precedentemente trattati che in pazienti non trattati precedentemente. Esercitare cautela con fludarabina fosfato quando si prende in considerazione una successiva raccolta di cellule staminali ematopoietiche. Disturbi autoimmuni: si sono verificati nel corso o successivamente al trattamento fenomeni di autoimmunita' che hanno posto il paziente in pericolo di vita e qualche volta si sono rivelati fatali. La maggior parte dei pazienti in cui si e' verificata anemia emolitica, hanno sviluppato unarecidiva del processo emolitico quando trattati nuovamente con il farmaco. Pertanto, i pazienti devono essere attentamente monitorati per isegni di emolisi. In caso di emolisi si raccomanda di sospendere la terapia. Emotrasfusione e somministrazione di preparazioni contenenti adrenocorticosteroidi rappresentano i trattamenti piu' comuni per l'anemia emolitica autoimmune. Neurotossicita': non e' conosciuto l'effettodella somministrazione cronica del medicinale sul sistema nervoso centrale. Comunque, nell'ambito di alcuni studi clinici condotti per periodi di trattamento relativamente lunghi, i pazienti hanno tollerato ladose raccomandata anche quando sono stati somministrati fino a 26 cicli di terapia. I pazienti devono essere attentamente sorvegliati in relazione all'eventuale comparsa di sintomi da effetti secondari neurologici. Nel corso di studi clinici di determinazione della dose nei quali il medicinale e' stato somministrato ad alte dosi in pazienti con leucemia acuta, sono stati osservati gravi effetti neurologici, comprendenti cecita', coma e morte. Questa grave tossicita' a livello del sistema nervoso centrale e' stata riscontrata nel 36% dei pazienti trattati per via endovenosa con dosi circa quattro volte maggiori a quella consigliata. In pazienti trattati alle dosi raccomandate per il trattamento della LLC si e' verificata grave tossicita' a livello del sistemanervoso centrale raramente o non comunemente. Nell'esperienza post-marketing casi di neurotossicita' si sono riscontrati sia piu' precocemente che piu' tardivamente rispetto agli studi clinici. Sindrome da lisitumorale: si e' manifestata in pazienti con LLC con grossa massa tumorale. Poiche' il farmaco puo' indurre una risposta fin dalla prima settimana di trattamento, si devono prendere precauzioni in quei pazientiche presentano il rischio di sviluppare questa complicazione. Malattia da trapianto contro l'ospite associata a trasfusione: dopo trasfusione di sangue non irradiato, in pazienti trattati con il medicinale e'stata osservata la comparsa di malattia da trapianto contro l'ospite associata a trasfusione. L'esito di tale malattia e' stato fatale in molti casi. Pertanto, per minimizzare il rischio di malattia da trapianto contro l'ospite associata a trasfusione, i pazienti che richiedono trasfusioni e che siano o siano stati in trattamento con il farmaco dovranno ricevere esclusivamente sangue irradiato. Tumore della cute: inalcuni pazienti e' stato osservato un peggioramento o riacutizzazionedi preesistenti lesioni tumorali della cute nonche' nuova insorgenza di tumore cutaneo durante o successivamente alla terapia. Stato di salute deteriorato: nei pazienti con un deteriorato stato di salute, somministrare il farmaco con precauzione e dopo un attenta valutazione delrischio/beneficio. Cio' riguarda in particolare i pazienti con grave danno della funzione midollare, immunodeficienza o anamnesi di infezioni opportunistiche. Riduzione della funzionalita' renale: la clearancetotale del principale metabolita plasmatico 2-F-ara-A mostra una correlazione con la clearance della creatinina, indicando l'importanza dell'escrezione renale per l'eliminazione del prodotto. Pazienti con ridotta funzionalita' renale hanno dimostrato un'aumentata esposizione corporea totale (AUC di 2-F-ara-A). Sono disponibili limitati dati cliniciin pazienti con ridotta funzionalita' renale (clearance della creatinina inferiore a 70 ml/min). Somministrare il farmaco con cautela in pazienti con insufficienza renale. In pazienti con riduzione moderata della funzionalita' renale (clearance della creatinina compresa tra 30 e70 ml/min.) ridurre la dose fino al 50% e monitorare il paziente accuratamente. Il trattamento e' controindicato se la clearance della creatinina e' < 30 ml/min. Pazienti anziani: usare prudenza nella somministrazione del farmaco in questi pazienti. Nei pazienti di eta' uguale osuperiore ai 65 anni, misurare la clearance della creatinina prima dell'inizio del trattamento. Gravidanza: non somministrare il medicinalese non in caso di effettiva necessita'. Il medicnale puo' causare danni al feto. Le donne devono evitare la gravidanza durante il trattamento. Le donne in eta' fertile devono essere informate del rischio potenziale per il feto. Contraccezione: adottare efficaci metodiche contraccettive durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l'interruzionedello stesso Vaccinazione: durante e dopo trattamento devono essere evitate vaccinazioni con vaccini vivi. Il passaggio al trattamento conclorambucile di pazienti non rispondenti ad un iniziale trattamento con il farmaco evitare, in quanto la maggior parte dei pazienti resistenti al farmaco e' risultata resistente al clorambucile. Ciascun flaconcino contiene sodio.

Interazioni

In uno studio clinico condotto con il medicinale per somministrazioneintravenosa, associato a pentostatina (deossicoformicina) per il trattamento di leucemie linfatiche croniche refrattarie (LLC) si e' evidenziata un'inaccettabile alta incidenza di tossicita' polmonare con esitomortale. Si sconsiglia quindi l'uso del farmaco associato a pentostatina. L'efficacia terapeutica del medicinale puo' essere ridotta dall'uso di dipiridamolo e altri inibitori dell'uptake dell'adenosina. Studiclinici ed esperimenti in vitro hanno dimostrato che, durante l'uso del farmaco in combinazione con citarabina, il picco di concentrazioneintracellulare di Ara-CTP (metabolita attivo della citarabina), cosi'come la sua esposizione intracellulare (AUC), aumentavano nelle cellule leucemiche. Le concentrazioni plasmatiche dell'Ara-C e la quota di eliminazione dell'Ara-CTP non sono state coinvolte.

Effetti Indesiderati

Le frequenze sono basate sui dati ottenuti negli studi clinici senza riferimento alla relazione causale con il medicinale. Le reazioni avverse rare sono state rilevate principalmente dall'esperienza successivaall'immissione in commercio. Infezioni ed infestazioni. Molto comune:infezioni/ infezioni opportunistiche (come riattivazione virale latente, es. leucoencefalopatia progressiva multifocale, herpes zoster virus, epstein-Barr-virus), polmonite; raro: disturbo linfoproliferativo (EBV-associato). Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Comune: sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta (principalmente associata a trattamento precedente, concomitante oseguente con agenti alchilanti, inibitori della topoisomerasi o irradiazione). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: neutropenia, anemia, trombocitopenia; comune: mielosoppressione. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: disturbi autoimmuni (compresi anemia emolitica autoimmune, sindrome di Evan, porpora trombocitopenica, emofilia acquisita, pemfigo). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: anoressia; non comune: sindrome da lisi tumorale (inclusi insufficienza renale, acidosi metabolica, iperkaliemia, ipocalcemia, iperuricemia, ematuria, cristalluria di acido urico, iperfosfatemia). Patologie del sistema nervoso. Comune: neuropatia periferica; non comune: confusione; raro: coma, convulsioni, agitazione; non noto: emorragiacerebrale. Patologie dell'occhio. Comune: disturbi visivi; raro: cecita', neurite ottica, neuropatia ottica. Patologie cardiache. Raro: insufficienza cardiaca, aritmia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: tosse; non comune: tossicita' polmonare (incluse fibrosi polmonare, polmonite, dispnea); non noto: emorragia del polmone. Patologie gastrointestinali. Molto comune: vomito, diarrea, nausea; comune: stomatiti; non comune: emorragie gastrointestinali, alterazione degli enzimi pancreatici. Patologie epatobiliari. Non comune: alterazione degli enzimi epatici. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash; raro: tumore della pelle, necrolisi epidermica tossica (tipo di Lyell), sindrome di Stevens- Johnson. Patologie renali ed urinarie. Non noto: cistite emorragica. Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: febbre, fatica, debolezza; comune: edema, mucositi, brividi, malessere generale.

Gravidanza E Allattamento

Le donne in eta' fertile devono essere avvertite del potenziale rischio per il feto. Sia gli uomini che le donne in eta' fertile sessualmente attivi devono adottare efficaci metodiche contraccettive durante iltrattamento e per almeno 6 mesi dopo l'interruzione dello stesso. Datipreclinici nei ratti hanno dimostrato un trasferimento del medicinalee/o dei suoi metaboliti attraverso la placenta. I risultati di studidi embriotossicita' con somministrazione intravenosa effettuati su ratti e conigli hanno indicato un potenziale teratogeno e letale per l'embrione a dosi terapeutiche. I dati relativi all'uso del farmaco in donne nei primi tre mesi di gravidanza sono molto limitati. Il medicinalenon deve essere somministrato durante una gravidanza se non in caso di effettiva necessita'. Il medicinale puo' causare danni al feto. Il medico puo' considerare l'uso del farmaco solo se i benefici potenzialigiustificano i rischi potenziali per il feto. Non e' noto se questo farmaco o i suoi metaboliti sono escreti nel latte umano. Vi e' comunque evidenza dai dati preclinici che la fludarabina fosfato e i suoi metaboliti passano dal sangue materno al latte. A causa del potenziale rischio di reazioni avverse gravi al farmaco nei lattanti, il medicinalee' controindicato per le madri che allattano.

Consigli e commenti su Fludara*Ev 5fl 50mg

Domande e risposte su Fludara

Le vostre esperienze riguardo a linfoma non hodgkin?

Sat, 31 May 2008 02:53:40 +0000

vorrei sapere se avete esperienze dirette riguardo al linfoma non hodgkin indolente, sulla terapia e l'uso in extremis di fludarabina. P.S. non mi riportate schede tecniche della fludarabina, mi occupo di oncologia, già la conosco.... si lady.. quella domanda è stata chiusa perchè secondo qualcuno violava le linee guida della community (???). Questo è lo stesso motivo per cui mi sto allontanando io... Per Alle: in realtà chiedevo del Fludara perchè avevo letto dell'utilizzo di questo farmaco. Il linfoma a cui mi riferisco è un LNH indolente; la persona in questione ha un linfoma diagnosticato circa 5 anni fa che era partito con l'ingrossamento di un linfonodo mediastinico.... in questi 5 anni ha fatto vari protocolli, è stata in remissione, purtroppo qualche mese fa ha subito una splenectomia ed ora c'è interessamento del fegato. Credo che non ci siano più speranze, anche perchè leggendo le statistiche ho visto che il tempo medio di sopravvivenza è di 5-7 anni.... L'ultimo farmaco che ha preso è un antivirale contro il citomegalovirus, ma sembra aver fatto piu male che bene... E' ora di gettare la spugna? non si guarisce da questa forma di linfoma? P.S. mi occupo di oncologia in ambito veterinario... tratto spesso linfomi non indolenti negli animali ma i proptocolli che usiamo noi prevedono principalmente L-asparaginasi, vincristina, prednisone, ciclofosfamide e doxo. Quando vanno in recidiva spesso uso il MOPP o il DMAC.... in veterinaria non usiamo ancora anticorpi monoclonali, sono ancora in fase di studio, mentre buoni risultati li abbiamo con i farmaci a inibizione molecolare su alcuni tumori. Tornando al LNH indolente.... la prognosi è sempre così infausta??? Dimenticavo: la paziente ha 61 anni.. il trapianto era stato preso in considerazione ma nessuno di noi è compatibile purtroppo.