Cisplatino Pfizer*Ev 10mg 10ml Preparazione Iniettabile

Principio attivo: Cisplatino

Forma: Preparazione Iniettabile

Fornitore: Pfizer Italia Srl *

Conservazione: DA +15 A +25 GRADI

Degrassi: Farmaci Preconfezionati Prodotti Industrialmente - Generici

Categoria merceologica: FARMACO GENERICO

Confezione: FLACONE

Prodotto In Commercio

Cisplatino Pfizer*Ev 10mg 10ml

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

CISPLATINO PFIZER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Categoria Farmacoterapeutica

Antineoplastici - composti del platino.

Principi Attivi

Soluzione per infusione da 10 mg/10 ml: cisplatino 10 mg. Soluzione per infusione da 50 mg/50 ml: cisplatino 50 mg. Soluzione per infusioneda 100 mg/100 ml: cisplatino 100 mg.

Eccipienti

Sodio cloruro, mannitolo, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Il prodotto, somministrato come farmaco singolo o in associazione ad altri chemioterapici, e' indicato per il trattamento di: carcinoma germinale metastatico-non-seminoma; carcinoma avanzato e refrattario dell'ovaio; carcinoma avanzato e refrettario della vescica; carcinoma epidermoide della testa e del collo.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Il medicinale e' controindicato nei pazienti con disfunzioni renali, disturbi dell'udito, depressione del midollo osseo, durante la gravidanza o l'allattamento, o nei pazienti con anamnesi di ipersensibilita' al cisplatino, ad altri composti contenenti platino o ad uno qualsiasidegli eccipienti.

Posologia

Monoterapia per adulti e bambini: 50-100 mg/m^2 in singola infusione endovenosa della durata di 6-8 ore, ogni 3-4 settimane; oppure, infusione lenta endovenosa di 15-20 mg/m^2 per 5 giorni, ogni 3-4 settimane.Il dosaggio deve essere ridotto nei pazienti con depressione midollare. Il medicinale non contiene agenti batteriostatici. Per ridurre i rischi di contaminazioni microbiologiche si raccomanda che ulteriori diluizioni vengano effettuate immediatamente prima dell'uso e che, dopo lapreparazione della soluzione, si inizi l'infusione non appena possibile. L'infusione deve essere completata entro 24 ore dalla preparazionedella soluzione e i residui devono essere eliminati. Terapia in associazione con altri farmaci: il prodotto viene comunemente utilizzato inassociazione con i seguenti agenti citotossici: per il trattamento dei tumori ai testicoli: vinblastina, bleomicina, actinomicina D; per iltrattamento dei tumori dell'ovaio: ciclofosfamide, doxorubicina (adriamicina), esametilmelamina, fluorouracile; per il trattamento dei tumori alla testa e al collo: bleomicina, metotrexato. Trattamento successivo con cisplatino La successiva dose di cisplatino non deve essere somministrata fino a quando: il valore della creatinina sierica non siainferiore a 140 mcmol/l e/o il valore dell'azotemia non sia inferiorea 9 mmol/l; e gli elementi corpuscolari del sangue non siano ad un livello accettabile (piastrine almeno 100.000/mm^3, globuli bianchi almeno 4.000/mm^3). Prima di iniziare il trattamento, e' consigliabile effettuare un audiogramma e sottoporre il paziente a periodici controlli per diagnosticare un eventuale deterioramento dell'udito. Alterazioni della funzionalita' epatica: gli studi clinici condotti nell'uomo hannoindicato un forte assorbimento di cisplatino a livello epatico. Sonostati riportati elevati livelli di AST e di fosfatasi alcalina, con manifestazioni cliniche di tossicita' epatica. Il cisplatino deve esseresomministrato con cautela a pazienti con anamnesi di disfunzioni epatiche. Alterazioni della funzionalita' renale: il cisplatino viene fortemente assorbito a livello renale e determina nefrotossicita' correlata alla dose e cumulativa. Il farmaco viene escreto principalmente nelle urine. L'emivita plasmatica del cisplatino e' prolungata ed i livelli plasmatici sono fortemente elevati in caso di insufficienza renale.Il farmaco deve essere somministrato con cautela a pazienti con anamnesi di insufficienza renale. Il medicinale e' controindicato in pazienti con livelli di creatinina superiori a 200 mcmol/l. Non e' consigliato ripetere il trattamento fino a che i livelli di creatinina sierica non siano scesi al di sotto di 140 mcmol/l e/o i livelli ematici di azotemia non siano inferiori a 9 mmol/l. Si consiglia di idratare adeguatamente il paziente prima e per le 24 ore successive alla somministrazione del cisplatino, per assicurare una buona minzione e minimizzare lanefrotossicita'. Pretrattamento: il paziente puo' essere idratato conuna infusione intravenosa di 2 litri di glucosio al 5% in soluzione salina da mezza a 1/3 Normale, per 2-4 ore. Somministrazione: il medicinale puo' venire diluito in 1 litro di soluzione salina Normale e somministrato per infusione per il periodo di tempo desiderato. Post-trattamento: e' importante mantenere un adeguato livello di idratazione e di minzione per 24 ore dopo l'infusione. Istruzioni per la preparazionee l'uso: il prodotto deve essere maneggiato da personale addestrato,in un'area appositamente designata (preferibilmente in una cappa a flusso laminare adeguata per trattare composti citotossici). Il personaledovra' indossare guanti di protezione e in caso di contatto accidentale della soluzione con pelle o mucose, l'area interessata deve essereimmediatamente lavata con abbondante acqua e sapone. Si raccomanda l'uso di siringhe Luer-Lock. E' preferibile utilizzare aghi a foro largoper minimizzare la pressione e la possibile formazione di aerosol. Ilcisplatino interagisce con l'alluminio, formando un precipitato nero.Aghi, siringhe, cateteri o set per somministrazione E.V. che contengano alluminio, non devono essere utilizzati per la somministrazione delcisplatino. Gli oggetti utilizzati per la preparazione di soluzioni del prodotto o adibiti alla raccolta di rifiuti corporei devono essere eliminati in sacchetti di politene con doppia chiusura ed inceneriti a1100 gradi C. Procedura da seguire in caso di versamento della soluzione In caso di versamento della soluzione, e' necessario limitare l'accesso nell'area interessata. Il personale dovra' indossare due paia diguanti (gomma latex), una maschera respiratoria, un camice di protezione ed occhiali di sicurezza. Limitare lo spargimento della soluzione rovesciata utilizzando materiale assorbente, ad esempio carta, segaturao ghiaia assorbente (per animali). E' possibile utilizzare anche ipoclorito di sodio al 5%. Il materiale assorbente utilizzato ed eventualialtri scarti devono essere raccolti, messi in contenitori di plastica, sigillati ed etichettati in maniera appropriata. I rifiuti citotossici devono essere considerati pericolosi o tossici e muniti di etichetta riportante in modo chiaro la seguente dicitura: "Rifiuti citotossicida incenerire a 1100 gradi C". I rifiuti devono essere inceneriti a 1100 gradi C per almeno 1 secondo. Ripulire l'area dove si e' verificato il versamento con abbondante acqua.

Conservazione

Conservare a temperatura compresa tra i 15 gradi e i 25 gradi C. Non congelare. Proteggere dalla luce.

Avvertenze

Nefrotossicita': l'insufficienza renale relativa alla dose totale e correlata alla dose singola, costituisce la principale limitazione di dosaggio del cisplatino. Le modificazioni piu' comunemente osservate sono una caduta del volume di filtrazione glomerulare, che provoca l'elevazione dei livelli di creatinina sierica e la riduzione dell'effettivoflusso plasmatico a livello renale. L'idratazione pre e post-trattamento puo' ridurre la nefrotossicita'. Prima di iniziare un nuovo ciclodi trattamento, la funzione renale deve essere tornata a valori normali. Mielotossicita' Anche la tossicita' a livello ematico e' correlataalla dose singola e al dosaggio totale. I livelli piu' bassi di piastrine e di leucociti circolanti si osservano generalmente dopo 18-23 giorni (varia da 7,3 a 45). Nella maggior parte dei pazienti il recuperoavviene entro il 39. giorno (varia da 13 a 62). Leucopenia e trombocitopenia sono piu' marcate con la somministrazione di dosi superiori a 50 mg/m^2. Non devono essere effettuati ulteriori cicli di trattamentocon cisplatino fino a che le piastrine non abbiano raggiunto livelli di oltre 100.000/mm^3 e i globuli bianchi, livelli superiori a 4.000/mm^3. Anemia L'anemia (diminuzione dell'emoglobina superiore a 2 g/100 ml), si verifica in un significativo numero di pazienti, generalmente dopo vari cicli di trattamento. Nei casi gravi, si possono rendere necessarie trasfusioni di globuli rossi. A seguito della somministrazionedel cisplatino e' stato segnalato un caso di anemia emolitica con testdi Coombs positivo. Ulteriori cicli di trattamento con cisplatino inpazienti con sensibilizzazione a questo farmaco, possono causare aumento dell'emolisi. Nausea e Vomito: marcata nausea e vomito si osservanoin quasi tutti i pazienti sottoposti al trattamento con il cisplatinoe talvolta questi sintomi sono cosi' gravi da dover procedere ad unariduzione del dosaggio o alla sospensione del trattamento. Ototossicita' L'ototossicita' e' in relazione alla dose totale e si verifica principalmente con trattamenti ad alte dosi. Tinnito o riduzione occasionale della capacita' di udire normali conversazioni, sono sintomi di ototossicita' frequentemente osservati. Il tinnito e' solitamente di natura transitoria, con una durata che varia da alcune ore ad una settimana, dopo la sospensione del trattamento. La perdita dell'udito puo' essere sia unilaterale che bilaterale ed e' riferita alle alte frequenze(da 4.000 a 8.000 Hz). La frequenza e la gravita' di questi disturbi dell'udito aumentano con il proseguimento del trattamento e i danni gravi potrebbero essere non reversibili. La funzione uditiva deve essereattentamente controllata per evitare questi sintomi di ototossicita'.Ipomagnesiemia e Ipocalcemia: i casi di ipomagnesiemia sono frequentie probabilmente dovuti a danni ai tubuli renali, che provocano una perdita di ioni di magnesio. Si possono verificare casi di ipocalcemia secondaria, con conseguente tetania. E' necessario tenere sotto controllo gli elettroliti. Neurotossicita': casi di neuropatia periferica, ipotensione posturale, sindromi miasteniche, convulsioni e perdita dellavista si possono verificare, specialmente dopo trattamento prolungatocon il cisplatino. Si raccomanda l'interruzione del trattamento, nel caso si dovessero manifestare questi sintomi. Reazioni di tipo anafilattico: reazioni di tipo anafilattico, conseguenti alla terapia con il cisplatino, si sono verificate occasionalmente. I pazienti con anamnesidi atopia familiare sono particolarmente esposti al rischio che talireazioni si manifestino. Il farmaco deve essere somministrato sotto controllo medico specialistico, esclusivamente in centri specializzati eopportunamente attrezzati. Al fine di minimizzare il rischio di nefrotossicita', si consiglia di idratare il paziente prima, durante e dopoil trattamento con il cisplatino. Prima del trattamento iniziale e quindi dopo le dosi successive, si consiglia di tenere sotto controllo iseguenti parametri: funzionalita' renale, incluso il volume di filtrazione glomerulare; azoto ureico ematico; creatinina sierica e clearance della creatinina; acido urico; elettroliti per evidenziare eventualeipomagnesiemia, ipocalcemia o ipofosfatemia; funzionalita' uditiva; globuli rossi, globuli bianchi e piastrine; funzionalita' epatica e condizioni neurologiche. Si consiglia di tenere sotto stretto controllo ipazienti in trattamento con il cisplatino per la possibilita' che siverifichino reazioni di tipo anafilattoide; i mezzi ed i farmaci necessari al trattamento di tali reazioni devono essere sempre immediatamente disponibili. Effetti immunosoppressori/Aumentata suscettibilita' alle infezioni: la somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati inpazienti immunocompromessi dagli agenti chemioterapici incluso il cisplatino, possono determinare infezioni serie o fatali. La vaccinazionecon un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti che assumono cisplatino. I vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati; tuttavia, la risposta a tali vaccini potrebbe essere ridotta.

Interazioni

Farmaci potenzialmente nefrotossici o ototossici, quali gli antibiotici amminoglicosidici o i diuretici dell'ansa, possono aggravare gli effetti nefrotossici ed ototossici del cisplatino. Il cisplatino interagisce con l'alluminio.

Effetti Indesiderati

Patologie gastrointestinali: nausea marcata e vomito generalmente iniziano entro 1-4 ore dal trattamento e possono perdurare per una settimana. Questo puo' rendere necessaria la sospensione del trattamento. Patologie renali e urinarie: la nefrotossicita' e' cumulativa e correlataalla dose ed e' l'effetto tossico piu' limitante per il paziente. Latossicita' renale tende a essere piu' persistente e grave con il ripetersi dei cicli di trattamento fino a diventare irreversibile. Patologie del sistema emolinfopoietico: puo' verificarsi una lieve tossicita'a livello del midollo osseo, provocando sia leucopenia che trombocitopenia e, in seguito, anemia. Questi effetti sono solitamente reversibili dopo l'interruzione del trattamento. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di tipo anafilattico sono state riportate in pazienti precedentemente sottoposti a trattamento con il cisplatino. Tali reazioniconsistono principalmente in edema facciale, broncospasmo, tachicardia, eruzioni cutanee e ipotensione. Le reazioni si manifestano solitamente entro pochi minuti dalla somministrazione del farmaco e possono essere controllate con la somministrazione E.V. di adrenalina, corticosteroidi e/o antistaminici. Patologie dell'orecchio e del labirinto: nel10-30% dei pazienti, si possono verificare tinnito e/o perdita dell'udito alle alte frequenze (>4000 Hz). La perdita dell'udito puo' essereunilaterale o bilaterale. Anche l'ototossicita' e' dose correlata e cumulativa e puo' essere piu' grave nei bambini. La funzionalita' uditiva deve essere tenuta sotto stretto controllo durante il trattamento. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: si possono verificare, oltre che ipofosfatemia, casi di ipomagnesiemia e ipocalcemia, che si manifestano con irritazione muscolare e crampi, cloni, tremori, spasmo carpopedale e/o tetano. Quale aspetto della nefrotossicita' si puo' manifestare iperuricemia, particolarmente a dosi superiori a 50 mg/m^2. Ilpicco dei livelli ematici viene raggiunto 3-5 giorni dopo la somministrazione del farmaco. E' possibile somministrare allopurinolo per ridurre i livelli sierici di acido urico. Patologie del sistema nervoso: neuropatie periferiche, che si manifestano come parestesia, areflessiae perdita della propriocezione e della sensazione vibratoria si possono verificare, specialmente se il cisplatino viene somministrato a dosipiu' elevate o piu' frequentemente di quanto non sia consigliato. Laneuropatia puo' insorgere o progredire anche dopo l'interruzione del trattamento. Queste neuropatie costituiscono un fattore dose-limitantee possono essere irreversibili. Nei pazienti trattati con cisplatino sono stati segnalati accidenti cerebrovascolari. Patologie dell'occhio:la tossicita' a livello della retina si manifesta con visione offuscata ed alterazione della percezione dei colori. Sono stati riportati casi di nevrite ottica in seguito a somministrazione del cisplatino. Patologie epatobiliari: durante la terapia con il cisplatino alle dosi raccomandate possono verificarsi aumenti transitori degli enzimi epaticie della bilirubina. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: la somministrazione accidentale di cisplatinonei tessuti perivascolari puo' dar luogo a reazioni locali di entita'variabile, dipendenti dalla concentrazione del farmaco, che possono esitare in cellulite, fibrosi e necrosi. Altre tossicita': sia pure raramente, sono stati riportati casi di tossicita' vascolare con la somministrazione di cisplatino in associazione ad altri farmaci antineoplastici. Le manifestazioni osservate sono eterogenee includendo, tra l'altro, infarto miocardio, ictus, arterite cerebrale e sindrome emolitico-uremica.

Gravidanza E Allattamento

Disturbi della fertilita': e' possibile che il prodotto abbia influenza sulla fertilita' maschile e femminile. Gravidanza: il cisplatino hadimostrato di essere mutagenico nelle colture batteriche e produce alterazioni cromosomiche nelle colture tissutali di cellule animali. Neitopi, il cisplatino ha azione teratogena ed embriotossica; pertanto, non e' raccomandata la somministrazione di questo prodotto in donne gravide. Le donne in eta' fertile devono utilizzare adeguate misure contraccettive e la somministrazione del cisplatino va effettuata solo neicasi in cui i potenziali benefici superino i rischi di tale terapia. Nel caso di pazienti che restino gravide durante la terapia con il cispaltino, esse dovranno essere informate dei rischi per il feto. Allattamento: non e' noto se il cisplatino venga escreto nel latte materno. Tuttavia, a causa del potenziale rischio per il neonato, si raccomandadi interrompere l'allattamento durante la terapia con il farmaco.

Consigli e commenti su Cisplatino Pfizer*Ev 10mg 10ml

Domande e risposte su Cisplatino Pfizer

Oncologi e chemioterapia?

Thu, 09 Sep 2010 16:22:26 +0000

Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney. Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia. Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell’inefficacia e dell’elevato grado di tossicità. Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”. Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga le proprie conclusioni… Ho trovato questo articolo in internet. Vi allego anche i documenti dell'inchiesta del Senato Australiano, per chi volesse leggerli. http://www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf Non trovate anche voi deleterio che dei medici prescrivano a dei pazienti delle cure in cui loro per primi non credono? Anche se è giusto ricordare il campione non è molto rappresentativo. Comunque resta il fatto che il Senato australiano lo ha ritenuto sufficiente, tanto da basare su di esso l'inchiesta.... Vorrei cmq sentire la vostra idea... La cosa che vorrei capire è per quale motivo un medico dovrebbe prescrivere ad un paziente una terapia che non ritiene efficace. Chi lo obbliga? Gentile XXX, innanzi tutto grazie per la risposta. E' sempre un bene conoscere più opinioni. Quanto poi al fatto che l'intervista risale al 1986, non mi sembra determinante, dato che l'inchiesta Australiana risale al 2005 ed ha ritenuto opportuno citare l'intervista suddetta. Se le interessa quella parte si trova a pagina 33 del documento che ho linkato. Le consiglio comunque di leggerlo tutto perchè molto interessante. Preciso poi che non ho messo il documento a caso, ma l' ho letto per vedere di cosa effettivamente trattasse. Mi sembra normale che il Senato australiano, non essendo competenti, i senatori nella materia trattata, abbiano ''appaltato'' l'indagine al Cancer Information di Sydney. Il documento si trova sul sito ufficiale del Parlamento Australiano. E' come se in Italia, un p.m. nominasse per un inchiesta sul riciclaggio, un consulente esterno esperto di finanza. Non per questo l'indagine non sarebbe più ''proprietà'' del p.m. stesso. Ti ringrazio XXX, per aver pubblicato il report definitivo. Lo leggerò al più presto. Ammetto d'aver fatto un errore di comprensione di quel rapporto. Per quanto riguarda i 20 anni, pur essendo rilevanti, non mi sembra che la cura dei tumori ai polmoni sia cambiata molto. Ho conosciuto alcune persone con quel male, che sono state curate con la chemio, proprio come avveniva 20 anni fa. Ed i risultati, credimi non sono stati per nulla incoraggianti ( per usare un eufemismo). Freudino, lei sostiene che il colosso Novartis, stia facendo elargizioni umanitarie del farmaco Glivec. Una storia: nel 1996 a Kano, nel nord Nigeria c'era una epidemia di meningite.I capi della Pfizer, mandarono i loro medici a regalare farmaci a 200 bambini malati. Purtroppo la bontà del farmaco dato a questi bimbi, non era mai stata provata. Morale: la Pfizer era lì per sperimentare. 11 morirono, altri ebbero gravi danni fisici. Il colosso se l'è cavata con 75 mln dollari di risarcimento. Il farmaco non è mai stato messo sul mercato. il link: www.corriere.it/cronache/09_aprile_07/pfizer_risarcisce_32828ea6-2322-11de-aefc-00144f02aabc.shtml Leggendo questo estratto nel link indicato da Manlyo:(L´esperienza con Glivec nei bambini affetti da LMC è limitata Non ci sono sperimentazioni controllate che dimostrano un beneficio clinico o un aumento della sopravvivenza) il dubbio mi è sorto: ma non è che la Novartis sta facendo la stessa missione umanitaria della Pfizer?