Cardirene*Os Polv 30bust 75mg Polvere Os

Principio attivo: Lisina Acetilsalicilato

Forma: Polvere Os

Fornitore: Sanofi-Aventis Spa *

Conservazione: NON SUPERIORE A +25, CONSERVARE IL PRODOTTO NELLA CONFEZIONE ORIGINALE

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO ETICO

Confezione: BUSTINA

Prodotto In Commercio

Cardirene*Os Polv 30bust 75mg

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

CARDIRENE

Categoria Farmacoterapeutica

Antitrombotici.

Principi Attivi

Acetilsalicilato di D,L-lisina.

Eccipienti

Glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino, succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato.

Indicazioni

Per tutti i dosaggi (75 mg - 100 mg - 160 mg - 300 mg). Prevenzione degli eventi atero-trombotici maggiori: dopo infarto miocardico; dopo ictus cerebrale o attacchi ischemici transitori (TIA); in pazienti con angina pectoris instabile; in pazienti con angina pectoris stabile cronica; prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell'angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA). Prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia ateromasica conclamata, nella sindrome di Kawasaki, nei pazienti in emodialisi e nella prevenzione della trombosi durante circolazione extracorporea Peril solo dosaggio di 100 mg: prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' all'acido acetilsalicilico o ad uno qualsiasi degli eccipienti, o ad altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) (cross-reattivita'); anamnesi di asma indotta da somministrazione di acetilsalicilati o sostanze con attivita' simile, specialmente farmaci anti-infiammatori non steroidei, antecedenti di ipersensibilita' ai salicilici (broncospasmo, reazioni anafilattiche); terzo trimestre di gravidanza (oltre le 24 settimane di gestazione); ulcera peptica attiva,ulcera gastroduodenale in evoluzione; qualsiasi malattia emorragica costituzionale o acquisita; rischio emorragico; insufficienza epatica grave; insufficienza renale grave; insufficienza cardiaca grave, non controllata; co-somministrazione di metotrexato utilizzato a dosi > 15 mg/settimana con acido acetilsalicilico a dosi anti-infiammatorie, o a dosi analgesiche o antipiretiche; co-somministrazione di anticoagulantiorali con acido acetilsalicilico usato a dosi anti-infiammatorie, o adosi analgesiche o antipiretiche e in pazienti con una storia di ulcere gastro-duodenali; pazienti con mastocitosi pre-esistente, nei qualil'utilizzo di acido acetilsalicilico puo' indurre gravi reazioni di ipersensibilita' (che comprendono shock circolatorio con vampate di calore, ipotensione, tachicardia e vomito). L'uso di questo medicinale e'comunque controindicato nei bambini e nei ragazzi di eta' inferiore asedici anni.

Posologia

Nell'adulto 1 bustina al giorno da sciogliersi in un bicchiere d'acqua. Il trattamento deve iniziare con 160 mg o 300 mg, secondo prescrizione medica, subito dopo la comparsa dei primi sintomi e proseguire peralmeno 5 settimane. E' possibile proseguire la terapia con 75 mg o 100mg. Dopo infarto miocardico oltre che nell'angina instabile il trattamento sara' iniziato il piu' presto possibile sia in caso di primo episodio che in caso di recidiva. La "Prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio"� dovra' essere effettuata con ildosaggio di 100 mg. In soggetti a rischio elevato di un primo eventocardiovascolare maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle carte di rischio del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanita'). Da utilizzarsi solamente su prescrizione del medico.

Conservazione

Conservare nel contenitore originale a temperatura inferiore a 25 gradi C.

Avvertenze

In caso di cosomministrazione con altri medicinali, al fine di evitarequalsiasi rischio di sovradosaggio, verificare che l'acido acetilsalicilico sia assente dalla composizione degli altri medicinali. La sindrome di Reye e' una malattia molto rara e pericolosa per la vita ed e'stata osservata in bambini e adolescenti con segni di infezione virale(in particolare varicella ed episodi simil influenzali) che avevano preso acido acetilsalicilico. Di conseguenza l'acido acetilsalicilico deve essere somministrato a bambini ed adolescenti in questa situazioneseguendo il consiglio del medico, solamente quando altri interventi hanno fallito. In caso di vomito persistente, disturbi della coscienzae comportamento anormale, il trattamento con acido acetilsalicilico deve essere interrotto. Nei bambini di eta' inferiore a 1 mese, la somministrazione di acido acetilsalicilico e' giustificato solo in situazioni specifiche e su prescrizione medica. In caso di somministrazione alungo termine di analgesici a dosi elevate, l'insorgenza di mal di testa non deve essere trattata con dosi piu' alte. L'uso regolare di analgesici, in particolare la combinazione di analgesici, puo' condurre apersistenti lesioni renali, con rischio di insufficienza renale. In alcune forme severe di deficit di G6PD, alte dosi di acido acetilsalicilico possono causare emolisi. In caso di deficit di G6PD, l'acido acetilsalicilico deve essere somministrato sotto supervisione medica. Il monitoraggio del trattamento deve essere rafforzato nei seguenti casi: nei pazienti con storia di ulcera gastrica o duodenale, o sanguinamentogastrointestinale, o gastrite; nei pazienti con insufficienza renale;nei pazienti con insufficienza epatica; nei pazienti con asma: il verificarsi di un attacco d'asma, in alcuni pazienti, puo' essere collegato ad una allergia ai farmaci anti-infiammatori non steroidei o all'acido acetilsalicilico, in questo caso, questo farmaco e' controindicato; nei pazienti con metrorragia o menorragia (rischio di aumentare il volume e la durata dei periodi mestruali); sanguinamento o ulcere/perforazioni gastrointestinali possono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, senza necessariamente la presenza di segni recenti o di una storia nel paziente. Il rischio relativo aumenta nei soggetti anziani, nei soggetti con un basso peso corporeo, e nei pazienti intrattamento con anticoagulanti o inibitori dell'aggregazione piastrinica. In caso di sanguinamento gastrointestinale, il trattamento deve essere sospeso immediatamente. In considerazione dell'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica, che si verifica anche a dosi molto basse e che persiste per diversi giorni, ilpaziente deve essere avvertito del rischio di emorragia in caso di intervento chirurgico, anche di carattere minore (es. estrazione dei denti). A dosi analgesiche o antipiretiche, l'acido acetilsalicilico inibisce l'escrezione di acido urico; alle dosi usate in reumatologia (dosianti-infiammatorie), l'acido acetilsalicilico ha un effetto uricosurico. A dosi elevate utilizzate in reumatologia (dosi anti-infiammatorie), i pazienti devono essere monitorati per la possibile insorgenza disintomi di sovradosaggio. In caso di ronzio nelle orecchie, difficolta' uditiva o vertigini, le modalita' di trattamento devono essere rivalutate. Nei bambini, si raccomanda di monitorare per salicilismo, specialmente all'inizio del trattamento. L'uso di questo medicinale non e'raccomandato durante l'allattamento. Impiegare con precauzione: nei pazienti con insufficienza epatica lieve e moderata; in presenza di dispositivo intrauterino. Uso concomitante di antidiabetici, antiacidi, diuretici, glucocorticoidi. Sconsigliato: nella gotta. Questo medicinalenon deve essere utilizzato nei bambini e nei ragazzi di eta' inferiore a 16 anni. I soggetti di eta' superiore ai 70 anni di eta', soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico. Il farmaco contiene lattosio.

Interazioni

Diverse sostanze sono coinvolte nelle interazioni a causa delle loro proprieta' di inibire l'aggregazione piastrinica: abciximab, acido acetilsalicilico, clopidogrel, epoprostenolo, eptifibatide, iloprost e iloprost trometamolo, ticlopidina e tirofiban. L'uso di differenti inibitori dell'aggregazione piastrinica aumenta il rischio di sanguinamento,cosi' come la loro combinazione con eparina o molecole affini, anticoagulanti orali o con altri trombolitici, e questa possibilita' deve essere presa in considerazione, mantenendo un regolare monitoraggio clinico. Metotrexato a dosi> 15 mg/settimana a dosi anti- infiammatorie, oa dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumentata tossicita' del metotrexato, in particolare tossicita' ematologica.Anticoagulanti orali a dosi anti-infiammatorie, o dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico e nei pazienti con storia di ulcera gastro-duodenale: aumentato rischio di emorragia. Anticoagulantiorali a dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico e nei pazienti senza storia di ulcera gastro-duodenale: aumentato rischiodi emorragia. Anticoagulanti orali a dosi di acido acetilsalicilico utilizzato per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica e nei pazienti con storia di ulcera gastro-duodenale: aumentato rischio di emorragia. Altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), a dosi anti-infiammatorie, o a dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali.Eparine a basso peso molecolare (e molecole affini) e eparine non frazionate a dosi terapeutiche in pazienti anziani (>= 65 anni), indipendentemente dalla dose di eparina, e per le dosi anti-infiammatorie o perdosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di emorragia. Somministrare un altro farmaco anti- infiammatorio o un altro analgesico o antipiretico. Clopidogrel: aumento del rischio di emorragia. Se la co-somministrazione non puo' essere evitata, il monitoraggio clinico e' raccomandato. Uricosurici: riduzione dell'effetto uricosurico a causa della competizione per l'eliminazione diacido urico nei tubuli renali. Ticlopidina: aumento del rischio di emorragia. Se la co-somministrazione non puo' essere evitata, il monitoraggio clinico e' raccomandato. Glucocorticoidi (tranne la terapia sostitutiva con idrocortisone) per dosi antinfiammatorie dell'acido acetilsalicilico: aumentato rischio di emorragia. Pemetrexed in pazienti conlieve o moderata insufficienza renale: aumento del rischio di tossicita' del pemetrexed a dosi anti-infiammatorie di acido acetilsalicilico.Pentossifillina: aumento del rischio di emorragia. Diuretici, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE inibitori) e antagonisti del recettore dell'angiotensina II a dosi anti-infiammatorie di acido acetilsalicilico o dosi analgesiche e antipiretiche di acido acetilsalicilico: insufficienza renale acuta si puo' verificare in pazienti disidratati a causa della ridotta velocita' di filtrazione glomerulare secondaria alla diminuzione della sintesi delle prostaglandine renali. Inoltre puo' verificarsi la riduzione dell'effetto antipertensivo. Assicurarsi che il paziente sia idratato e che la funzionalita' renale sia controllata all'inizio del trattamento. Metotrexato a dosaggi<= 15 mg/settimana a dosi anti-infiammatorie, o a dosi analgesiche oantipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento della tossicita' delmetotrexato, in particolare la tossicita' ematologica. Controllare laconta delle cellule ematiche settimanalmente durante le prime settimane di cosomministrazione. Occorre un attento monitoraggio nei pazienticon insufficienza renale (anche lieve), cosi' come nei pazienti anziani. Metotrexato a dosi > 15 mg a dosi di acido acetilsalicilico utilizzato per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica: aumento della tossicita' del metotrexato, in particolare tossicita' ematologica. Controllare la conta delle cellule ematiche durante le prime settimane di co-somministrazione. Occorre un attento monitoraggio nei pazienti con insufficienza renale (anche lieve), cosi' come nei pazienti anziani. Clopidogrel: aumento del rischio di emorragia. Il monitoraggio clinico e'raccomandato. Topici gastrointestinali, antiacidi e carbone: aumentataescrezione renale di acido acetilsalicilico a causa di alcalinizzazione delle urine. Si raccomanda di somministrare i topici gastrointestinali e gli antiacidi almeno a 2 ore di distanza dall'acido acetilsalicilico. Pemetrexed in pazienti con funzione renale normale: aumento delrischio di tossicita' da pemetrexed a dosi anti- infiammatorie di acido acetilsalicilico. La funzione renale deve essere monitorata. Eparinea basso peso molecolare e eparine non frazionate, a dosi preventive in pazienti al di sotto dei 65 anni di eta': la co-somministrazione difarmaci che agiscono a diversi livelli di emostasi aumenta il rischiodi emorragia. Pertanto, nei pazienti con meno di 65 anni di eta', la co- somministrazione di eparine a dosi preventive, e di acido acetilsalicilico, a prescindere dalla dose, deve essere valutata, mantenendo ilmonitoraggio clinico e il monitoraggio di laboratorio, quando necessario. Eparine a basso peso molecolare e eparine non frazionate a dosi terapeutiche o in pazienti anziani (>= 65 anni), indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi di acido acetilsalicilico utilizzate perl'inibizione dell'aggregazione piastrinica: aumento del rischio di emorragia. Trombolitici: aumentato rischio di emorragia. Anticoagulantiorali a dosi di acido acetilsalicilico utilizzate per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica: aumentato rischio di emorragia. Altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) con dosi di acido acetilsalicilico utilizzate per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali. Glucocorticoidi (tranne idrocortisone per terapia sostitutiva) per dosi analgesiche ed antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumentato rischio di emorragia; diminuzione della salicilemia durante trattamenti con corticoidi e rischio di sovradosaggio salicilico dopo sospensione. Inibitoriselettivi della ricaptazione della serotonina: aumento del rischio diemorragia. Antidiabetici e insulina: potenziamento dell'effetto ipoglicemizzante. Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene puo' inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazionepiastrinica quando i farmaci sono cosomministrati. Tuttavia, l'esiguita' dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano probabilieffetti clinicamente rilevanti dall'uso occasionale dell'ibuprofene.

Effetti Indesiderati

Le frequenze non possono essere stimate in modo attendibile sulla basedei dati disponibili. Pertanto le frequenze sono elencate come "non note". Patologie del sistema emolinfopoietico sindromi emorragiche (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ecc) con prolungamento del tempo di sanguinamento. Il rischio di sanguinamento puo' persistereper 4-8 giorni dopo l'interruzione di acido acetilsalicilico. Esso puo' causare un aumentato rischio di emorragia in caso di intervento chirurgico. Possono anche verificarsi emorragia intracranica e gastrointestinale. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilita', reazioni anafilattiche, asma, angioedema. Patologie del sistema nervoso: mal di testa, vertigini, sensazione di perdita dell'udito, tinnito, che di solito sono indicativi di un sovradosaggio. Emorragia intracranica. Patologie gastrointestinali: dolore addominale, emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc) con conseguente anemia da carenza di ferro. Il rischio di sanguinamento e' dose-dipendente. Patologie del tratto gastrointestinale superiore: esofagiti, duodenite erosiva, gastrite erosiva, ulcere esofagee, ulcere, perforazioni. Patologie del tratto gastrointestinale inferiore: ulcere delpiccolo (digiuno ed ileo) e grande intestino (colon e retto), colitee perforazioni intestinali. Queste reazioni possono o non possono essere associate ad emorragia e possono presentarsi con qualsiasi dose diacido acetilsalicilico e in pazienti con o senza sintomi predittivi econ o senza anamnesi di gravi eventi gastrointestinali. Patologie epatobiliari: aumento degli enzimi epatici, danno epatico, soprattutto epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: orticaria, reazioni cutanee. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: sindrome di Reye. Episodi di sensibilizzazione (edema, orticaria, asma, crisi anafilattiche). Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali: l'ASA puo' prolungare il travaglio e ritardare il parto. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: l'uso cronico puo' determinare edema polmonare non cardiogeno che puo' verificarsi anche nel contesto di una reazione di ipersensibilita' all'acido acetilsalicilico. La segnalazione delle reazioni avverse sospetteche si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante,in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza E Allattamento

Nell'animale e' stato osservato un effetto teratogeno. Nell'uomo in base a molteplici studi epidemiologici (in particolare uno studio prospettico in un alto numero di donne) non e' stato constatato alcun effetto teratogeno dell'ASA, a seguito di somministrazioni saltuarie duranteil primo trimestre di gravidanza. I dati sono meno numerosi per trattamenti cronici. L'impiego in gravidanza per lunghi periodi e la somministrazione negli ultimi tre mesi della gravidanza devono avvenire soltanto dietro prescrizione medica perche' l'acido acetilsalicilico puo'provocare fenomeni emorragici nel feto e nella madre, ritardi di partoe, nel nascituro, precoce chiusura del dotto di Botallo. Durante gliultimi tre mesi ed in particolare nelle ultime settimane di gravidanza, sarebbe comunque opportuno evitare l'uso di acido acetilsalicilico.Basse dosi inferiori a 100 mg/die: gli studi clinici indicano che l'acido acetilsalicilico a dosi inferiori a 100 mg/die sembra essere sicuro solo in casi ostetrici limitati, che richiedono un monitoraggio specialistico. Dosi tra 100-500 mg/die: ci sono insufficienti dati clinicirelativi all'uso di acido acetil salicilico a dosi tra 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per ledosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio. Dosi di 500 mg/die ed oltre: l'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppoembrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisidopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza. E' stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni,inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine,durante il periodo organogenetico. Durante le prime 24 settimane di gravidanza, l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l'acido acetilsalicilico e' usatoda una donna in attesa di concepimento o durante le prime 24 settimane di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le piu' basse possibili. Oltre le 24 settimane di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporreil feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios. Alla fine dellagravidanza, la madre e il neonato possono presentare: prolungamento del tempo di sanguinamento a causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica, che puo' manifestarsi anche dopo la somministrazione di dosi molto basse di acido acetilsalicilico; inibizione delle contrazioniuterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l'acido acetilsalicilico e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (dopo le 24 settimane di gestazione). L'acido acetilsalicilico passa nel latte materno: si sconsiglia quindi l'assunzione di ASA durante l'allattamento a causa del possibile rischio di comparsa di acidosi e sindrome emorragica nel lattante.

Consigli e commenti su Cardirene*Os Polv 30bust 75mg

Domande e risposte su Cardirene

Quale è la differenza tra cardirene 75 e cardioaspirina ?

Tue, 01 Jan 2013 10:56:05 +0000

Sono equivalenti o è meglio preferire una delle due?

Farmaco Cardirene prevenzione?

Thu, 18 Nov 2010 10:49:59 +0000

cosa serve prevenire il Cardirene??

Help cardiologia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!?

Wed, 14 Jul 2010 10:34:16 +0000

mio padre prende cardirene 75 g ha 73 anni ora deve fare una iniezione alla schiena per ernia discale deve sospendere cardirene alcuni ci hanno detto almeno 5 giorni prima altri hanno detto che non è necessario grazie

MI traducete queste frasi in Inglese?

Tue, 04 May 2010 06:26:11 +0000

Certifica che il signor (Tonino) affetto da cardiopatia congenita deve assumere quotidianamente MEXITIL E CARDIRENE. grazie!

Ma le ASL ci guadagnano sui Ticket?

Sun, 29 Aug 2010 02:21:26 +0000

Il medico mi ha prescritto Allopurinolo e Cardirene 75. Ho pagato € 4 di ticket. SORPRESA: al pubblico costano rispettivamente € 1,99 ed € 2,32. Considerato che le ASL firmano contratti di rimborso molto più bassi del prezzo al pubblico emerge che non solo non pagano certi medicinali ma addirittura ci GUADAGNANO su questi.

Posso ancora sperare di essere incinta?

Tue, 16 Apr 2013 09:07:20 +0000

Da premettere che ho un ciclo un po' lungo... causa ovaie micropolicistiche. questo mese la ginecologa mi ha fatto fare una cura ormonale inclusa la puntura x rompere i follicoli.. ho fatto ieri la beta e il valore era 0.28 mi ha detto la gine di ripetere tra qualche giorno visto che ancora niente ciclo.... Qualcuna ha vissuto una situazione analoga? si ho fatto la cura per stimolare le mie ovaie, in realta' per stimolare i follicoli che crescono lenti. ho fatto il 3/4 gonase 10000 e poi dal 4/4 rapporti mirati. ogni mattina, ma questo gia' da prima ovaric hp bustina, dopo pranzo cardirene 75mg, pomeriggio acido folico e la sera prima di coricarmi progesterone crinone gel. ovviamente ogni medico da cure diverse per ogni diverso tipo di problema rivolgiti a un centro specializzato... mi ha fatto il monitoraggio, da quello ha dedotto che avrei ovulato il 4/4. cmq con questo tipo di problema ho capito che non si ovula a meta' mese esatto, o sbaglio? e poi vorrei capire un'altra cosa... se ho fatto la gonase il 3/4 e invece ho ovulato per esempio il 6/4 l'effetto della puntura e' rimasto in circolo? nessuno mi ha spiegato bene queste cose...

Sl per cardiologi...cs ho??10 PUNTI?

Thu, 27 Mar 2008 13:24:15 +0000

soffro di queste patologie : anomalie laterali della ripolarizzazione di dubbio significato, cardiopatia istemico ipertensiva, 031.402 . IMAlat a 41 angio norm, assume cardirene, atenololoeg, ipercol ter total, madre dec mal CV, 4 grav, meno a 42a ECOm 3/08:ivs ecc+ddvs+ddvd+jt mt ..... lembi mobili, lieve insufficienza "mitrale". Aorta: lembi morbidi , ventricolo sinistro: disfunzione diastolica di primo grado , ipertrofia eccentrica, ipocinesia laterale "ESAME DOPPLER" E'/A'mt e tric.<1, E/Amt<1, DT allunagato piccolo jet da rigurgito mitralico. da premettere che io ho avuto due infarti nel 1996 e vorrei sapere a cosa vadrò incontro con qst patologia..

Fenomeno di Raynaud o qualcos'altro?

Thu, 16 Aug 2012 09:40:37 +0000

ho 17 anni e mi è stato diagnosticato l' anno scorso che ho il fenomeno di raynaud , sia con la capillaroscopia che con il test ana a cui sono positiva ma non ho mai avuto i sintomi descritti solo le mani un pò a mortadella quando sono un pò fredde e questo succede a molte persone , al massimo mi sono diventate bianche quando uscivo di casa senza i guanti e temperatura era intorno allo zero ma mai avuto i dolori e devo dire che vivo nel sud dell'italia dove è rarissimo che le temperature arrivo a diventare così basse a dir la verità io non ho mai avuto problemi con il freddo sopratutto dai 13 anni ma con il caldo!!!!!!!!!!!!! cioè sentivo un calore insopportabile al collo e al viso e gambe e mani diventavano rosse e si gonfiavano poi l'anno scorso d'inverno facevo il bagno con l'acqua bollente ma non mi coprivo e dormivo mezza nuda sotto un lenzuolo con i balconi aperti anche quando la temperatura esterna era inferiore ai 10 gradi così dopo un mese di "gelo" (temperature intorno ai 5 gradi) i miei piedi hanno iniziato ad essere sempre rossi gonfi e pesanti così andai all'ospedale nel reparto "dermatologia " e li ho fatto dei test e sono risultata positiva all'ana ora prendo il cardirene e non soffro più il caldo anche oltre i 30° ma inizio ad avere problemi con il freddo infatti 4 mesi fa anche a 10 ° i piedi erano bianchi e congelati non freddi , e il sangue come se avesse fatica a circolare ma per fortuna nessun dolore solo fastidio... come è possibile ?

Trombocitosi che fare?

Sat, 18 Sep 2010 06:35:34 +0000

Ciao a tt. MIa mamma ha fatto gli esami del sangue. Le piastrine sono a 659 (il livello normale di piastrine è compreso tra 130-400). L' esame precedente, fatto 1 anno prima, evidenziava il numero di piastrine a 396. Sul foglio dell' esame, effettuato quest' anno, c'è scritto trombocitosi. Inoltre gli eosinofili sono a 0.2 (il livello normale di eosinofili è compreso tra 1 e 6). I basofili sono a 0.0 (il livello normale è compreso tra 0.0 e 2.0). I trigliceridi sono a 45 ( il livello normale è compreso tra 50 e 165). Il resto è all'incirca nella norma. Più che altro mi preoccupano le piastrine. Anche il medico il medico di base, di mia mamma, è preoccupato e gli ha consigliato di fare una visita da un ematologo, che mia mamma farà. Secondo voi cosa potrebbe essere? Potrebbe essere qualcosa di molto grave come la leucemia? ='( Vi ringrazio in anticipo per le risposte. 1) Allora il medico ha detto a mia mamma di prendere del cardirene da 75 mg. 2) ematrocrito 37.6 (valori ottimali sono tra 35 - 47). 3) Nono mia mamma mamma mangia in modo normale. Niente dieta e schifezze.