Carboplatino Teva*Iv 50mg 5ml Preparazione Iniettabile

Principio attivo: Carboplatino

Forma: Preparazione Iniettabile

Fornitore: Teva Pharma Italia Srl

Conservazione: NON SUPERIORE A +25, CONSERVARE IL PRODOTTO NELLA CONFEZIONE ORIGINALE

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Confezione: SCATOLA

Prodotto In Commercio

Carboplatino Teva*Iv 50mg 5ml

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

CARBOPLATINO TEVA

Categoria Farmacoterapeutica

Citostatici.

Principi Attivi

Carboplatino [cis-diamino (1,1-ciclobutandicarbossilato)platino].

Eccipienti

Mannitolo, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Trattamento di carcinoma epiteliale dell'ovaio in fase avanzata in: prima scelta; seconda scelta, dopo il fallimento d'altri chemioterapici.Trattamento di carcinoma del polmone a piccole cellule, in associazione ad altri agenti chemioterapici.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Pazienti con grave insufficienza renale pre-esistente (clearance dellacreatinina <= 20 ml/minuto). Pazienti con grave mielosoppressione. Ipersensibilita' al carboplatino o ad altri farmaci contenenti platino,o al mannitolo. Pazienti con tumori emorragici. Allattamento.

Posologia

Somministrare solo per via endovenosa. >>Adulti non pre-trattati e confunzionalita' renale normale: 400 mg/m^2 in unica dose per infusioneendovenosa lenta (da 15 a 60 minuti). Ulteriori cicli non devono essere ripetuti prima di quattro settimane. Una riduzione del dosaggio iniziale pari a 20-25% e' consigliabile nei pazienti con fattori di rischio quali precedenti trattamenti mielosoppressori o precario stato generale. Durante i cicli iniziali di trattamento con carboplatino, al finedi effettuare i successivi adeguamenti di dosaggio, si consiglia di determinare il nadir ematologico con controlli settimanali della crasiematica. >>Funzionalita' renale compromessa: i pazienti con valori diclearance della creatinina inferiori a 60 ml/min sono a maggior rischio di grave mielosoppressione. Effettuare adeguati aggiustamenti del dosaggio e frequente monitoraggio dei nadir ematologici, degli elettroliti e della funzionalita' renale. L'insorgenza di grave leucopenia, neutropenia o trombocitopenia puo' essere controllata con: 250 mg/m^2 e.v., in 1(a) giornata, in pazienti con valori basali di clearance dellacreatinina fra 41 e 59 ml/min; 200 mg/m^2 e.v., in 1(a) giornata, in pazienti con valori basali di clearance della creatinina fra 16 e 40 ml/min. Non somministrare a pazienti con valori della clearance della creatinina <= 20 ml/min. >>Dosaggio consigliato in relazione all'AUC: alternativamente la dose iniziale puo' essere calcolata usando la formula di Calvert. Questa e' basata sulla funzionalita' renale (Percentualedi Filtrazione Glomerulare - GFR) e di conseguenza si riduce il rischio di sottodosaggio o sovradosaggio dovuto a differenze individuali della funzionalita' renale. Formula di Calvert: dose totale (mg) = (target AUC*) x (GFR + 25). Nota: con la formula di Calvert la dose totaledi carboplatino e' calcolata in mg e non in mg/m^2. Questa formula nondeve essere usata in pazienti precedentemente trattati con uno dei seguenti schemi terapeutici: mitomicina C; nitrosourea; doxorubicina/ciclofosfamide/cisplatino in polichemioterapia; polichemioterapia che includa 5 o piu' agenti citostatici; radioterapia maggiore o uguale a 5000 rad su un'area di 20 x 20 cm o piu'. >>Diminuzione della conta piastrinica e neutrofila: la terapia puo' essere aumentata del 25% nei pazienti che non hanno evidenziato tossicita' ematologica con la precedente dose di carboplatino in monoterapia o in associazione (per es. ciclofosfamide). Non si richiede aggiustamento del dosaggio in regime di monoterapia o in associazione nei pazienti che hanno manifestato solo una tossicita' ematologica da lieve a moderata con la precedente dose. Si deve prendere in considerazione l'eventualita' di ridurre del 25% ildosaggio di carboplatino in monoterapia o in associazione nei pazienti che hanno evidenziato tossicita' ematologica da moderata a grave conla precedente dose. >>Terapia d'associazione: per il miglior uso di carboplatino in associazione ad altri farmaci mielosoppressori occorreeffettuare adeguamenti di dosaggio in base allo schema polichemioterapico adottato. >>Pazienti pediatrici: non sono disponibili sufficientidati per consigliare un dosaggio in campo pediatrico. >>Anziani (piu'di 65 anni): in base alle condizioni fisiche del paziente possono rendersi necessari adeguamenti del dosaggio sia inizialmente sia nel proseguimento della terapia. >>Diluizione: il prodotto puo' essere diluitocon glucosio al 5% o con sodio cloruro allo 0,9% in acqua per preparazioni iniettabili a concentrazioni di 0,5 mg/ml (500 mcg/ml).

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Conservare nellaconfezione originale. Diluizione: il prodotto puo' essere diluito consoluzione p.p.i. di glucosio al 5%, oppure con soluzione p.p.i. di cloruro di sodio allo 0,9% fino a concentrazioni di 0,5 mg/ml (500 mcg/ml). Se diluito correttamente, la soluzione di carboplatino deve essereusata entro 3 ore se conservata a temperatura ambiente (15 gradi C -25 gradi C) ed al riparo dalla luce, o entro 24 ore, se conservata alla temperatura tra 2 gradi C - 8 gradi C e se la diluizione e' stata effettuata in condizioni asettiche convalidate. Poiche' la formulazionenon contiene conservanti antibatterici si raccomanda di eliminare la soluzione di carboplatino dopo 3 ore dal momento della diluizione, se conservata a temperatura ambiente e protetta dalla luce, o dopo 24 ore,se conservata refrigerata (2 gradi C - 8 gradi C). Il prodotto e' indose singola.

Avvertenze

I pazienti con alterata funzionalita' renale o in terapia concomitantecon altri farmaci potenzialmente nefrotossici possono presentare unamielotossicita' piu' grave e prolungata. Pertanto, prima e durante laterapia con questo farmaco occorre valutare accuratamente la funzionalita' renale. I cicli con carboplatino, normalmente, non devono essereripetuti piu' di una volta al mese. La somministrazione puo' causare trombocitopenia, leucopenia ed anemia. Un frequente controllo della crasi ematica e' consigliato, quindi, durante e dopo la terapia. In polichemioterapia, l'associazione di carboplatino con altri farmaci mielosoppressori deve essere valutata attentamente, in particolare per quantoriguarda i dosaggi ed i tempi di somministrazione, al fine di minimizzare gli effetti tossici cumulativi. Nei casi di grave mielosoppressione puo' rendersi necessaria una trasfusione di sangue di supporto. Puo' causare nausea e vomito. Il trattamento profilattico con antiemeticie la somministrazione piu' lenta del farmaco si sono dimostrati efficaci nella riduzione dell'incidenza e della gravita' di questi sintomi.Puo' determinare alterazione della funzionalita' renale. Pur non essendo stata sufficientemente documentata l'evidenza di nefrotossicita',si sconsiglia di effettuare trattamenti concomitanti con aminoglicosidi o altri composti nefrotossici. Sono state riportate reazioni allergiche dovute al carboplatino. Queste possono insorgere entro alcuni minuti dalla somministrazione del farmaco e, in tal caso, devono essere trattate con terapia idonea. Possono anche verificarsi reazioni simil-anafilattiche come per gli altri composti a base di platino. Il rischiodi reazioni allergiche, compresa l'anafilassi, risulta aumentato nei pazienti precedentemente esposti a terapia con composti del platino. Dato che nei pazienti anziani la funzionalita' renale puo' essere compromessa, si consiglia, se necessario, di tenerne conto nel determinare il dosaggio adeguato. Sono stati riportati effetti neurotossici, specialmente in pazienti con piu' di 65 anni e/o pazienti trattati precedentemente con cisplatino. E' stata pure evidenziata una relazione tra disturbi visivi transitori e dosaggi molto alti in pazienti con funzionalita' renale compromessa. La potenziale attivita' cancerogena del carboplatino non e' stata accertata, ma composti con meccanismo d'azione emutagenesi simili si sono dimostrati cancerogeni. Uomini e donne devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci. Devono essere monitoratiattentamente la conta delle cellule periferiche, la funzionalita' renale ed epatica e gli elettroliti sierici. Non sono state accertate la sicurezza e l'efficacia del carboplatino in pediatria. La crasi ematicae la funzionalita' renale debbono essere monitorate accuratamente. Siconsiglia di effettuare un controllo dei valori ematici all'inizio della terapia e poi settimanalmente, per stabilire il nadir ematologicoin base al quale saranno modificate le dosi successive. Occorre inoltre eseguire regolarmente controlli neurologici. In caso di ripristino prolungato di leucociti e piastrine, la terapia con carboplatino non deve ricominciare fino a quando non siano state raggiunte una conta leucocitaria >= 2.000/mcl ed una conta piastrinica >= 100.000/mcl.

Interazioni

La mielosoppressione puo' essere aggravata dall'associazione del carboplatino con altri farmaci mielotossici. La terapia combinata di carboplatino con altri farmaci mielotossici deve essere pianificata molto attentamente per quanto riguarda dose e tempo di somministrazione al fine di minimizzare gli effetti additivi. Pazienti in terapia combinata con altri farmaci con potenziale nefrotossico sono soggetti a mielotossicita' piu' grave e prolungata. Sebbene non esistano prove cliniche dinefrotossicita' cumulativa, si consiglia di non utilizzare carboplatino in associazione ad aminoglicosidi o altri farmaci nefrotossici. Lasomministrazione di farmaci nefrotossici e/o ototossici (cioe' aminoglicosidi e diuretici dell'ansa) durante il trattamento con il carboplatino puo' aumentare la tossicita' del farmaco dell'organo bersaglio. Lasomministrazione concomitante di carboplatino e composti che possonoformare complessi deve essere evitata, in quanto teoricamente l'effetto antineoplastico del carboplatino potrebbe risultare diminuito. Comunque, sia negli animali che nell'uomo, gli effetti antineoplastici delcarboplatino non sono stati influenzati dal dietiltiocarbamato. E' stato riportato un abbassamento del livello sierico della fenitoina a seguito di somministrazione concomitante di carboplatino e fenitoina. Questo puo' portare ad una ripresentazione dei sintomi e richiedere un aumento dei dosaggi di fenitoina.

Effetti Indesiderati

Infezioni e infestazioni. Non comune (>=1/1.000 <1/100): complicazioniinfettive. Raro (>=1/10.000 <1/1.000): infezioni mortali. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune (>=1/10). La mielosoppressione rappresenta l'effetto tossico dose-limitante del carboplatino. La somministrazione in monoterapia ai massimi dosaggi consentiti, ha determinato trombocitopenia in circa un terzo dei pazienti con valori di piastrine inferiori a 50 x 10^9 /l. Diminuzione dell'emoglobina. Nei pazienti con funzionalita' renale alterata, precario stato fisico generale, eta' superiore ai 65 anni e gia' pre-trattati con chemioterapia intensiva, la mielosoppressione puo' essere piu' grave e puo' protrarsi per un periodo di tempo piu' prolungato. La mielosoppressione puo' inoltre essere aggravata dall'associazione del carboplatino con altri farmaci mielotossici. Somministrando carboplatino in monochemioterapia, aidosaggi e con le modalita' consigliate, la mielosoppressione e' generalmente reversibile e non cumulativa. Anemia. Comune (>=1/100 <1/10):complicazioni emorragiche. Raro: neutropenia febbrile, sindrome emolitico-uremica. Disturbi del sistema immunitario. Comune: rash eritematoso, febbre senza causa apparente e prurito. Raro: shock anafilattico che richiede trattamento adeguato (epinefrina, antistaminici, corticosteroidi), ipotensione, broncospasmo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: iperuricemia e' stata osservata in circa un quarto dei pazienti. I livelli sierici di acido urico possono essere diminuiti con allopurinolo. Raro: anoressia. Patologie del sistema nervoso. Comune. L'incidenza delle neuropatie periferiche dopo trattamento con carboplatino e' del 6%. Nella maggior parte dei pazienti la neurotossicita' e' limitata a parestesie e diminuzione dei riflessi tendineiprofondi. La frequenza e l'intensita' di questi effetti collaterali aumenta nei pazienti al di sopra dei 65 anni precedentemente trattati con cisplatino. Sintomi nervosi centrali. La parestesia presente prima dell'inizio del trattamento con il carboplatino, in particolare se correlata al precedente uso di cisplatino, puo' persistere o aggravarsi incorso di terapia con il carboplatino. Raro: alterazione del gusto. Molto raro (<1/10.000): eventi cerebrovascolari (apoplessia). Patologiedell'occhio. Raro: disturbi transitori della vista comprendenti talvolta perdita temporanea della visione. Essi si manifestano piu' frequentemente in pazienti con insufficienza renale, trattati con alti dosaggi. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Molto comune: diminuzione subclinica dell'udito, con perdita della percezione delle alte frequenze (4000-8000 Hz) documentata dall'audiogramma e' stata riportata nel 15% dei pazienti trattati con carboplatino. Comune: sintomatologia clinica costituita nella maggior parte dei casi da tinnito. In pazienti con alterazioni dell'udito conseguenti a un precedente trattamento con cisplatino puo' verificarsi una persistenza o peggioramento del disturbo dopo il trattamento con carboplatino. Si e' verificata una consistente perdita dell'udito in bambini trattati con carboplatino a dosaggi maggiori di quelli raccomandati e in associazione ad altri farmaci ototossici. Patologie cardiache. Molto raro: eventi cardiovascolari (attacco cardiaco, embolia). Patologie vascolari. Raro: sanguinamento. Moltoraro: ipertensione. Patologie gastrointestinali. Molto comune. In circa un quarto dei pazienti trattati con carboplatino si e' osservata nausea senza emesi; l'emesi invece si e' manifestata in circa meta' deipazienti e in circa un terzo dei casi, l'emesi e' risultata d'intensita' severa. Nausea ed emesi generalmente scompaiono entro 24 ore dal trattamento e normalmente rispondono (e possono essere prevenute dai) aifarmaci antiemetici. Un quarto dei pazienti non ha manifestato ne' nausea ne' emesi. Dolori gastrointestinali sono stati riportati nel 17%dei pazienti. Comune: diarrea e costipazione. Patologie epatobiliari.Raro: danni epatici gravi (inclusa la necrosi epatica acuta) dopo somministrazione di dosi di carboplatino maggiori di quelle consigliate. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: alopecia. Patologie renali e urinarie. Molto comune. Nei pazienti trattati con carboplatino generalmente la tossicita' renale non e' dose-limitante, ne' necessita d'accorgimenti preventivi come l'idratazione o la diuresi forzata. Possono comunque verificarsi aumento dell'azotemia o della creatininemia in circa il 15% dei pazienti senza un programma di idratazione o di diuresi forzata. Comune. Si puo' altresi' verificare un'alterata funzionalita' renale con una diminuzione della clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min. In pazienti con funzionalita' renale alterata prima del trattamento con carboplatino, l'incidenza e la gravita'della nefrotossicita' possono aumentare. Benche' non sia stato chiarito se un adeguato schema d'idratazione possa ovviare a tali effetti, e' necessaria la riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento, in presenza di funzionalita' renale moderatamente compromessa (clearance della creatinina da 41 a 59 ml/min) o di un'alterazione grave (21-40 ml/min). Il carboplatino e' controindicato in pazienti con una clearance della creatinina uguale o inferiore a 20 ml/min. Dopo trattamento con carboplatino e' stata riportata una diminuzione degli elettroliti plasmatici (magnesio, potassio, sodio e raramente calcio), d'intensita' tale da non provocare sintomi clinicamente rilevabili. Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Moltocomune: astenia. Comune: mucosite, malessere. Non comune: reazioni nel sito di somministrazione, come dolore, eritema, gonfiore, orticariae necrosi; febbre e brividi senza sintomi di infezione. Esami diagnostici. Molto comune: carboplatino ha indotto alterazione dei test di funzionalita' epatica (di gravita' da lieve a moderata). Aumenti dei valori di fosfatasi alcalina sono stati osservati piu' frequentemente rispetto ad alterazioni dei valori di SGPT, SGOT e bilirubinemia totale. Nella maggior parte dei casi queste alterazioni regrediscono spontaneamente durante il trattamento. Si possono verificare casi di anormalita'elettrolitica.

Gravidanza E Allattamento

Puo' causare danni fetali/embrionali se somministrato a donne gravide.In molti modelli sperimentali, carboplatino ha mostrato potere teratogeno, embriotossico e mutageno. Somministrare durante la gravidanza solo se strettamente necessario. La madre deve essere informata del rischio per il feto. Si deve consigliare a tutte le pazienti in eta' fertile l'impiego, durante la terapia, di un metodo contraccettivo per se stesse e/o per il proprio partner. I pazienti maschi devono continuarea far uso del contraccettivo per almeno sei mesi dopo la terapia. Le donne che sono incinte o restano incinte durante la terapia, devono essere informate circa le conseguenze genetiche. Puo' avere effetti genotossici. Pertanto agli uomini trattati con carboplatino si consiglia dievitare una paternita' durante e fino a 6 mesi dopo il trattamento edi chiedere informazione sulla crioconservazione dello sperma prima del trattamento per la possibilita' di infertilita' irreversibile dovutaalla terapia con carboplatino. Non e' noto se il carboplatino sia escreto con il latte materno. Non potendo escludere la possibilita' di tossicita' nei bambini in allattamento, derivante dal trattamento con carboplatino della madre, si deve interrompere l'allattamento al seno.