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Starcef*Im 1f 1g+1f 3ml PREPARAZIONE INIETTABILE
Principio attivo:
CEFTAZIDIMA PENTAIDRATO
Forma:
PREPARAZIONE INIETTABILE
Fornitore:
F.I.R.M.A. SPA *
Conservazione:
AL RIPARO DALLA LUCE
Degrassi:
SPECIALITA' MEDICINALI CON PRESCRIZIONE MEDICA
Categoria merceologica:
FARMACO ETICO
Foglietto illustrativo Starcef*Im 1f 1g+1f 3ml
Il e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti.
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CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Altri antibatterici beta-lattamici.
INDICAZIONI
Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertatao presunta origine da Gram-negativi "difficili" o da flora mista conpresenza di Gram-negativi resistenti ai piu' comuni antibiotici. In particolare il prodotto trova indicazione nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o immunodepressi. Profilassi chirurgica: la somministrazione di STARCEF risulta in grado di ridurre l'incidenza di infezioni post-chirurgiche in pazienti sottoposti ad interventi contaminatio potenzialmente tali.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' agli antibiotici della classe delle cefalosporine. Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento. Non si sono evidenziati sperimentalmente aspetti embriotossici o teratogenicicon la ceftazidima, comunque, nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessita', sotto il diretto controllo del medico. La ceftazidimae' escreta in piccole quantita' nel latte materno e deve essere impiegata con cautela nelle madri che allattano.
POSOLOGIA
Va somministrato per via parenterale (endovenosa o intramuscolare profonda). Dosaggio: varia in rapporto alla gravita' del singolo caso, sensibilita', sito e tipo di infezione, eta', funzionalita' renale e secondo il giudizio del medico. Via intramuscolare. Adulti: 1-3 g/die in 2-3 somministrazioni. Nella terapia della riacutizzazione batterica della bronchite cronica, 1-3 g/die in 1-3 somministrazioni. Bambini: 30-100 mg/kg/die in 2-3 somministrazioni. Il dosaggio abituale e' di 50 mg/kg/die in 2 somministrazioni. Quando si richiedano dosaggi piu' elevati, si puo' ricorrere alla via endovenosa. Via endovenosa. Adulti: 1-6g/die. Bambini: 30-100 mg/kg/die. Nei casi di particolare gravita' (soggetti immunodepressi, con fibrosi cistica o con meningite) tale posologia puo' essere ulteriormente aumentata fino a 150 mg/kg/die (6g/die) in 3 somministrazioni. Anziani. Nei pazienti anziani gravi, in considerazione della ridotta clearance della ceftazidima, il dosaggio massimo giornaliero non dovrebbe di norma superare i 3 g, soprattutto in quelli di eta' superiore agli 80 anni. Pazienti con compromissione renale. La ceftazidima e' escreta immodificata dai reni. Pertanto deve essere ridotta la posologia nei pazienti con compromissione della funzionerenale. Si dovrebbe somministrare una dose iniziale di 1 g. Nelle infezioni gravi si potra' aumentare del 50% la dose unitaria (riportatain tabella) oppure aumentare la frequenza di somministrazione: in questi casi andranno controllati i livelli sierici di ceftazidima i cui valori minimi non dovrebbero superare 40 mg/l. Nei bambini la clearancedella creatinina andra' adattata tenendo conto della superficie corporea o del peso corporeo privato dei grassi. Profilassi chirurgica. Perla prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno somministrati,in relazione a tipo, durata e rischio di contaminazione dell'intervento, 1 g i.m. o 1-2 g e.v. in dose singola (profilassi "ultra short term") o in dosi ripetute (profilassi "short term"). Emodialisi. L'emivita sierica durante l'emodialisi varia da 3 a 5 ore. Ai pazienti in dialisi e' opportuno ripetere, alla fine di ogni trattamento, le dosi indicate in tabella di cui sopra. Dialisi peritoneale. La ceftazidima puo'essere impiegata sia nella dialisi peritoneale che nella dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD). La ceftazidima puo' essere aggiunta alle soluzioni per dialisi peritoneale (di solito 125-250 mg ognidue litri di liquido per dialisi). Nei pazienti con insufficienza renale in terapia intensiva sottoposti ad emodialisi o ad emofiltrazionead alto flusso somministrare 1g al giorno in dose singola o in dosi suddivise. Nel caso di emofiltrazione a basso flusso seguire il dosaggioraccomandato in caso di funzionalita' renale ridotta.
INTERAZIONI
L'uso concomitante di alti dosaggi con medicinali nefrotossici puo' avere effetti negativi sulla funzionalita' renale. Il cloramfenicolo e'un antagonista in vitro della ceftazidima e delle altre cefalosporine.La rilevanza clinica di tale osservazione non e' conosciuta, ma qualora il farmaco e cloramfenicolo siano somministrati in concomitanza bisogna considerare la possibilita' che si manifesti antagonismo tra i due antibiotici. La somministrazione delle cefalosporine puo' interferire con i risultati di alcune prove di laboratorio, causando pseudopositivita' della glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling e "Clinitest", basati sulla riduzione del rame, ma non con i metodi enzimatici. Laceftazidima non interferisce con la determinazione della creatinina nel saggio con picrato alcalino.
EFFETTI INDESIDERATI
Per determinare la frequenza di effetti indesiderati da molto comuni anon comuni sono stati utilizzati i dati provenienti da ampi studi clinici (interni e pubblicati). Le frequenze assegnate a tutti gli altrieffetti indesiderati sono state determinate soprattutto sulla base dei dati di farmacovigilanza successivi all'immissione in commercio e siriferiscono alla frequenza di segnalazione piuttosto che alla frequenza reale. La seguente convenzione e' stata impiegata per la classificazione delle frequenze: molto comune >=1/10, comune >=1/100 e <1/10, non comune >=1/1000 e <1/100, raro >=1/10.000 e <1/1000, molto raro <1/10.000. Infezioni ed infestazioni. Non comune : candidosi (inclusa vaginite e candidiasi del cavo orale). Alterazioni del sangue e del sistema linfatico. Comuni: eosinofilia e trombocitosi. Non comune : leucopenia, neutropenia e trombocitopenia. Moltro raro: linfocitosi, anemia emolitica e agranulocitosi. Alterazioni del sistema immunitario. Molto raro: anafilassi (inclusi broncospasmo e/o ipotensione). Alterazioni del sistema nervoso. Non comune: cefalea e vertigini. Molto raro: parestesie. Vi sono state segnalazioni di sequele neurologiche compresi tremori, mioclonie, convulsioni, encefalopatia e coma verificatesi in pazienti con insufficienza renale nei quali il dosaggio della ceftazidimanon era stato opportunamente ridotto. Alterazione del sistema vascolare. Comune: flebite o tromboflebite conseguenti somministrazione endovenosa. Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Comune: diarrea. Non comune: nausea, vomito, dolore addominale e colite. Molto raro: sapore sgradevole. Come per altre cefalosporine la colite puo' essere associata alla presenza del Clostridium difficile e presentarsi sotto forma di colite pseudomembranosa. Alterazioni del sistema epatobiliare. Comune: innalzamenti transitori di uno o piu' degli enzimi epatici qualiAST (SGOT), ALT (SGPT), LDH, GGT e fosfatasi alcalina. Molto raro: ittero. Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rashurticarioidi o maculopapulari. Non comune: prurito. Molto raro: angioedema, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica; Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione. Comune: dolore e/o infiammazione dopo somministrazione intramuscolare. Non comune: febbre. Indagini diagnostiche. Comune: positivita' al test di Coombs. Non comune: come per altre cefalosporine sono stati segnalati incrementi transitori di ammoniemia, azotemia e/o creatinina sierica. Una positivita' al test di Coombs si sviluppa nel 5% circa dei pazienti e puo' interferire con i test di compatibilita' delsangue.
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