Sporanox*Os Fl 150ml 10mg/Ml GOCCE OS/LIQUIDO OS
Principio attivo:
ITRACONAZOLO
Forma:
GOCCE OS/LIQUIDO OS
Fornitore:
JANSSEN CILAG SPA *
Conservazione:
NON SUPERIORE A +25 GRADI
Degrassi:
SPECIALITA' MEDICINALI CON PRESCRIZIONE MEDICA
Categoria merceologica:
FARMACO ETICO
Foglietto illustrativo Sporanox*Os Fl 150ml 10mg/Ml
Il e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti.
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DENOMINAZIONE
SPORANOX 10 MG/ML SOLUZIONE ORALE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antimicotici per uso sistemico, derivati triazolici.
PRINCIPI ATTIVI
Itraconazolo.
ECCIPIENTI
Idrossipropil-beta-ciclodestrina, sorbitolo E420, glicole propilenico,aroma di ciliegia 1 (contiene 1,2 glicole propilenico E1520 e acido acetico E260), aroma di ciliegia 2 (contiene 1,2 glicole propilenico E1520 e acido lattico E270), caramello, saccarina sodica, acido cloridrico e sodio idrossido (per regolazione del pH), acqua depurata.
INDICAZIONI
Trattamento della candidosi orale e/o esofagea dei pazienti HIV-positivi o di altri pazienti immunocompromessi. Per la profilassi delle infezioni micotiche profonde sensibili all'itraconazolo, quando la terapiastandard si ritenga inadeguata, in pazienti con tumori ematici o destinati a trapianto di midollo osseo nei quali e' prevedibile la comparsa di neutropenia (i.e. < 500 cell/ml). Al momento non sono disponibilisufficienti dati di efficacia nella prevenzione dell'aspergillosi. Considerare con attenzione eventuali linee-guida nazionali e/o locali per l'utilizzo appropriato dei farmaci antimicotici.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Controindicato in pazienti con nota ipersensibilita' all'itraconazoloo ad uno qualsiasi degli eccipienti. La somministrazione contemporaneadei seguenti farmaci e' controindicata. Substrati metabolizzati dal CYP3A4 che possono prolungare l'intervallo QT, per esempio astemizolo,bepridil, cisapride, dofetilide, levacetimetadolo (levometadil), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina sono controindicati in corso di trattamento. La somministrazione concomitante puo' causare un incremento dei livelli plasmatici di questi substrati con conseguente prolungamento del QT e rari fenomeni di torsione di punta. Inibitori della HMG-CoA riduttasi metabolizzati dal CYP3A4 come atorvastatina, lovastatina e simvastatina. Triazolam e midazolam per via orale.Alcaloidi dell'ergot quali diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina). Eletriptan. Nisoldipina. Non somministrare in pazienti con evidenza di disfunzione ventricolare come ad esempio insufficienza cardiaca congestizia (ICC) o constoria di ICC, tranne che in caso di pericolo di vita o di altre graviinfezioni. Non utilizzare durante la gravidanza per condizioni che non rappresentino pericolo di vita.
POSOLOGIA
Per un assorbimento ottimale, deve essere assunto lontano dai pasti (ipazienti devono essere avvisati di evitare di mangiare per almeno 1 ora dopo l'assunzione). Per il trattamento della candidosi orale e/o esofagea, la soluzione deve essere trattenuta all'interno della cavita'orale (circa 20 secondi) prima di essere deglutita. Evitare di risciacquarsi la bocca dopo aver deglutito la soluzione. Trattamento della candidosi orale e/o esofagea: 200 mg (2 misurini) al giorno preferibilmentein due somministrazioni oppure in dose unica, per 1 settimana. Se dopo una settimana non si osserva una risposta al trattamento, il trattamento deve essere proseguito per un'altra settimana. Trattamento della candidosi orale e/o esofagea resistente al fluconazolo: da 100 a 200mg (1-2 misurini) due volte al giorno per due settimane. Se dopo 2 settimane non si osserva una risposta al trattamento, il trattamento deve essere proseguito per altre 2 settimane. La dose giornaliera di 400mg non deve essere utilizzata per piu' di 14 giorni qualora non vi siano segnali di miglioramento. Profilassi delle infezioni micotiche: 5 mg/kg suddivisi in due somministrazioni giornaliere. Negli studi clinici il trattamento profilattico e' stato iniziato immediatamente prima del trattamento citostatico e di solito una settimana prima del trapianto. Quasi tutte le infezioni micotiche profonde dimostrate sono comparse a carico di pazienti che presentavano una conta di neutrofili inferiore a 100 cell/ml. Il trattamento e' stato protratto fino al ripristino della conta dei neutrofili (i.e. > 1000 cell/ml). Gli studi cliniciin pazienti neutropenici hanno evidenziato una considerevole variabilita' interindividuale dei parametri farmacocinetici. Si deve tenere inconsiderazione il monitoraggio dei livelli ematici, soprattutto in presenza di danno gastrointestinale, diarrea e durante trattamenti prolungati. Impiego nei bambini: i dati clinici sull'impiego del farmaco nei pazienti pediatrici sono limitati, pertanto l'uso nei bambini non e'raccomandato a meno che il potenziale beneficio non superi i potenziali rischi. Profilassi delle infezioni micotiche: non sono disponibilidati di efficacia in bambini neutropenici. Si dispone di una limitataesperienza clinica sulla sicurezza di impiego di 5 mg/kg al giorno indue somministrazioni giornaliere. L'incidenza di eventi avversi qualidiarrea, dolore addominale, vomito, febbre, rash e mucositi e' stata piu' alta che negli adulti. Impiego negli anziani: i dati clinici sull'impiego nei pazienti anziani sono limitati, pertanto l'impiego deve essere destinato solo a quei casi in cui il beneficio potenziale superii potenziali rischi. Impiego nei pazienti con compromissione epatica:sono disponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministratoper via orale in pazienti con insufficienza epatica. Bisogna somministrare con cautela il farmaco in questa popolazione di pazienti. Impiegonei pazienti con compromissione renale: sono disponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministrato per via orale in pazienti coninsufficienza renale. Bisogna somministrare con cautela il farmaco inquesta popolazione di pazienti.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.
AVVERTENZE
Effetti sulla funzionalita' cardiaca. E' stata osservata una transitoria riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra. Itraconazolo ha dimostrato di avere un effetto inotropo negativo e il farmacoe' stato associato a episodi di insufficienza cardiaca congestizia. L'insufficienza cardiaca e' stata riportata piu' frequentemente nelle segnalazioni spontanee con dosaggi giornalieri di 400 mg piuttosto checon dosaggi giornalieri inferiori, suggerendo che il rischio di insufficienza cardiaca potrebbe aumentare se aumenta la dose giornaliera diitraconazolo. Non deve essere utilizzato in pazienti con insufficienzacardiaca congestizia o con storia di insufficienza cardiaca congestizia a meno che il beneficio atteso non sia chiaramente superiore al rischio. La valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio deve prendere in considerazione fattori come la gravita' della condizione, la dose e la durata del trattamento ed i fattori di rischio individualiper insufficienza cardiaca congestizia. Questi pazienti devono essereinformati riguardo ai segni e ai sintomi di insufficienza cardiaca congestizia, trattati con cautela e monitorati durante la terapia per quanto riguarda i segni ed i sintomi della insufficienza cardiaca congestizia. Se questi segni o sintomi dovessero manifestarsi durante il trattamento, deve essere sospeso. E' necessario usare cautela nella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti. Interazioni potenziali. Il farmaco puo' dar luogo ad interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti con altri farmaci. Impiego nei bambini: poiche' i daticlinici relativi all'utilizzo nei pazienti pediatrici sono limitati,il suo uso nei bambini non e' raccomandato a meno che il beneficio potenziale non superi i potenziali rischi. Impiego negli anziani: poiche'i dati clinici relativi all'utilizzo nei pazienti anziani sono limitati, si consiglia di utilizzare il prodotto in questi pazienti solo seil beneficio potenziale supera i potenziali rischi. Effetti epatici: con l'utilizzo si sono verificati casi molto rari di grave epatotossicita', inclusi alcuni casi fatali di insufficienza epatica acuta. Alcunidi questi casi hanno coinvolto pazienti che non avevano una pre-esistente epatopatia. Alcuni si sono verificati nel primo mese di trattamento, inclusi alcuni casi osservati durante la prima settimana. Nei pazienti in trattamento deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzionalita' epatica. I pazienti devono essere istruiti a segnalare prontamente al proprio medico segni e sintomi indicativi di epatite come anoressia, nausea, vomito, astenia, dolore addominale o urine scure. In questi pazienti il trattamento deve essere immediatamenteinterrotto e devono essere condotti test sulla funzionalita' epatica.La maggior parte dei casi di epatotossicita' grave ha coinvolto pazienti che avevano una pre-esistente epatopatia, che erano trattati per indicazioni sistemiche, che avevano altre condizioni mediche concomitanti significative e/o stavano assumendo altri farmaci epatotossici. In pazienti con aumentati livelli degli enzimi epatici o una malattia epatica in corso oppure che hanno gia' sperimentato tossicita' epatica conaltri farmaci, il trattamento non deve essere iniziato a meno che ilbeneficio atteso non sia superiore al rischio di un danno epatico. Neipazienti con compromissione epatica che assumono itraconazolo gli enzimi epatici devono essere attentamente monitorati. Compromissione epatica: sono disponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministrato per via orale in pazienti con insufficienza epatica. Bisogna somministrare con cautela il farmaco in questa popolazione di pazienti. Compromissione renale: sono disponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministrato per via orale in pazienti con insufficienza renale. Bisogna somministrare con cautela il farmaco in questa popolazionedi pazienti. Profilassi dei pazienti neutropenici: negli studi clinicil'evento avverso piu' frequentemente riportato e' stato la diarrea. Questo disturbo del tratto gastrointestinale puo' causare un alterato assorbimento, nonche' un'alterazione della flora batterica che potrebbefavorire le infezioni micotiche. In questi casi occorre valutare l'opportunita' di interrompere il trattamento. Trattamento dei pazienti neutropenici gravi: non e' stato studiato per il trattamento di candidosi orali e/o esofagee in pazienti neutropenici gravi. Viste le sue proprieta' farmacocinetiche, non e' raccomandato per l'inizio del trattamento in pazienti con rischio immediato di contrarre candidosi sistemiche. Neuropatia: l'eventuale insorgenza di una neuropatia, correlabile con l'assunzione deve indurre la sospensione del trattamento. Ipersensibilita' crociata: non sono disponibili informazioni inerenti l'ipersensibilita' crociata tra itraconazolo ed altri agenti antimicotici con struttura azolica. Particolare cautela e' richiesta in caso di prescrizione a pazienti con ipersensibilita' ad altri azoli. Perdita dell'udito: e' stata riportata perdita transitoria o permanente dell'udito in pazienti in trattamento con itraconazolo. In molti di questi casi vi era l'uso concomitante di chinidina, che e' controindicata. La perdita dell'udito si risolve solitamente con l'interruzione del trattamento mapuo' persistere in alcuni pazienti. Contiene sorbitolo e non deve essere somministrato a pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio.
INTERAZIONI
Farmaci che agiscono sul metabolismo dell'itraconazolo: l'itraconazoloviene metabolizzato prevalentemente attraverso il citocromo CYP3A4. Sono stati effettuati studi di interazione con rifampicina, rifabutinae fenitoina, che sono potenti induttori enzimatici del CYP3A4. Poiche'la biodisponibilita' dell'itraconazolo e dell'idrossi-itraconazolo inquesti studi risulta ridotta al punto che l'efficacia puo' risultarelargamente compromessa, l'associazione di itraconazolo con questi potenti induttori enzimatici non e' raccomandata. Non sono disponibili studi formali con altri induttori enzimatici come carbamazepina, fenobarbitale e isoniazide, ma ci si devono aspettare effetti simili. Potentiinibitori di questo enzima come ritonavir, indinavir, claritromicina eeritromicina possono far aumentare la biodisponibilita' di itraconazolo. Effetti dell'itraconazolo sul metabolismo di altri farmaci: l'itraconazolo puo' inibire il metabolismo di farmaci metabolizzati dalla famiglia enzimatica 3A del citocromo. In tale caso si puo' verificare unaumento e/o un prolungamento dei loro effetti, inclusi quelli indesiderati. Dopo interruzione del trattamento, i livelli plasmatici di itraconazolo diminuiscono gradualmente, a seconda della dose e della durata del trattamento. Questo deve essere considerato nel valutare l'effetto inibitore di itraconazolo su farmaci in co-somministrazione. I seguenti farmaci sono controindicati con itraconazolo: astemizolo, bepridil, cisapride, dofetilide, levacetilmetadolo (levometadil), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina sono controindicati durante il trattamento dato che la co-somministrazione puo' causare un incremento dei livelli plasmatici di questi substrati con conseguente prolungamento del QT e rari fenomeni di torsioni di punta. Inibitori della HMG-CoA reduttasi metabolizzati dal citocromo CYP3A4 come atorvastatina, lovastatina e simvastatina. Triazolam e midazolam per via orale. Alcaloidi dell'ergot quali diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina). Eletriptan. Nisoldipina. E' necessario usare cautela nella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti in quanto aumenta il rischio di insufficienza cardiaca congestizia. Oltre a possibili interazioni farmacocinetiche legate all'enzima metabolizzante CYP3A4, i calcio antagonisti possono avere effetti inotropi negativi che possono aggiungersi a quelli dell'itraconazolo. I seguenti farmaci devono essere utilizzati con cautela e le loro concentrazioni plasmatiche, effetti ed effetti indesiderati devono essere monitorati. Se necessario, il loro dosaggio deve essere ridotto, quando somministrati contemporaneamente a itraconazolo: Anticoagulanti orali; Inibitori della HIV-proteasi come ritonavir, indinavir, saquinavir; Alcuni agenti antineoplastici come busulfan, docetaxel, trimetressato e alcaloidi della vinca; Calcio antagonisti metabolizzati dal citocromo CYP3A4 come diidropiridine e verapamil; Alcuni agenti immunosoppressori: ciclosporina, tacrolimus, rapamicina (conosciuta anche come sirolimus); Alcuni glucocorticoidi come budesonide, desametasone, fluticasone e metilprednisolone; Digossina (via inibizione della P-glicoproteina); Altri: cilostazolo, disopiramide, carbamazepina,buspirone, alfentanil, alprazolam, brotizolam, midazolam per via endovenosa, rifabutina, ebastina, repaglinide, fentanil, alofantrina, reboxetina, loperamide. L'importanza dell'aumento di concentrazione e la rilevanza clinica di queste variazioni durante la co-somministrazione con itraconazolo devono essere ancora stabilite. Non e' stata osservataalcuna interazione tra itraconazolo e zidovudina (AZT) e fluvastatina. L'itraconazolo non ha dimostrato effetti inducenti sul metabolismo di etinilestradiolo e noretisterone. Effetti sul legame con le proteine: gli studi in vitro hanno dimostrato che non vi sono interazioni peril legame con le proteine plasmatiche tra itraconazolo e imipramina, propranololo, diazepam, cimetidina, indometacina, tolbutamide e sulfametazina.
EFFETTI INDESIDERATI
Approssimativamente il 9% dei pazienti trattati puo' mostrare la comparsa di reazioni avverse durante l'assunzione di itraconazolo. L'incidenza di effetti indesiderati e' stata piu' alta (circa il 15%) nei pazienti in trattamento prolungato (circa 1 mese) e continuativo. Gli eventi avversi piu' frequentemente riportati sono stati di origine gastrointestinale, epatica e dermatologica. Molto comune (>= 1/10); Comune (>= 1/100, <1/10); Non comune (>= 1/1000, < 1/100); Raro (>= 1/10.000, <1/1000); Molto raro (<1/10.000); Non nota (la frequenza non puo essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: leucopenia, neutropenia, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: malattia da siero, edema angioneurotico, reazioni anafilattiche, reazioni anafilattoidi, ipersensibilita'. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: ipokaliemia; Non nota: ipertrigliceridemia. Patologie del sistema nervoso. Comune: mal di testa; Non comune: neuropatia periferica, vertigini;Non nota: parestesia, ipoestesia. Patologie dell'occhio. Non comune: disturbi visivi, incluso annebbiamento della vista e diplopia. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota: tinnito, perdita dell'uditotransitoria o permanente. Patologie cardiache. Non nota: insufficienza cardiaca congestizia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, vomito, nausea, diarrea, disgeusia; Non comune: dispepsia, costipazione. Patologie epatobiliari. Comune: incremento deglienzimi epatici; Non comune: epatite, iperbilirubinemia; Non nota: epatotossicita', insufficienza epatica acuta. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eritema cutaneo; Non comune: prurito; Nonnota: necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, vasculite leucocitoclastica, orticaria, alopecia, fotosensibilita'. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: mialgia, artralgia. Patologie renali e urinarie. Non nota: pollachiuria, incontinenza urinaria.Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: disordini mestruali, disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: edema.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non deve essere usato in gravidanza ad eccezione dei casiove, essendoci pericolo di vita, si ritenga che il beneficio potenziale per la madre superi il rischio potenziale per il feto. In studi sugli animali, l'itraconazolo ha mostrato tossicita' riproduttiva. Dati epidemiologici sull'esposizione al farmaco durante il primo trimestre digravidanza prevalentemente in pazienti che avevano ricevuto un trattamento a breve termine per candidosi vulvovaginali, non hanno mostratoun rischio superiore di malformazioni se confrontati a soggetti di controllo non esposti a nessuna sostanza teratogena conosciuta. Donne ineta' fertile: devono essere adottate adeguate misure contraccettive indonne in eta' fertile trattate. Un'efficace contraccezione deve essere mantenuta fino alla mestruazione successiva alla fine della terapia.Allattamento: una piccolissima quantita' di itraconazolo viene escreta nel latte materno. Non deve essere somministrato durante l'allattamento.


