Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg COMPRESSE RIVESTITE
Principio attivo:
PAROXETINA CLORIDRATO
Forma:
COMPRESSE RIVESTITE
Fornitore:
RATIOPHARM ITALIA SRL
Conservazione:
CONSERVARE NELLA CONFEZIONE ORIGINALE
Degrassi:
FARMACI PRECONFEZIONATI PRODOTTI INDUSTRIALMENTE - GENERICI
Categoria merceologica:
FARMACO GENERICO
Foglietto illustrativo Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Il e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti.
.
.
DENOMINAZIONE di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
PAROXETINA RATIOPHARM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Antidepressivi.
PRINCIPI ATTIVI di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Paroxetina (come cloridrato).
ECCIPIENTI di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Nucleo: calcio fosfato dibasico anidro, silice colloidale anidra, magnesio stearato, carbossimetilamido sodico (tipo A). Rivestimento: talco, titanio diossido (E 171), butile metacrilato copolimero basico.
INDICAZIONI di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Episodi di depressione maggiore. Disturbo ossessivo compulsivo. Disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia. Disturbo d'ansia sociale/fobia sociale. Disturbo d'ansia generalizzata. Disturbo da stresspost-traumatico.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Ipersensibilita' nota alla paroxetina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. La paroxetina e' controindicata in associazione con farmaci inibitori della monoammino-ossidasi (MAO-inibitori). Il trattamento con paroxetina puo' essere iniziato: due settimane dopo l'interruzione del trattamento con un MAO-inibitore non reversibile o almeno 24 ore dopo l'interruzione del trattamento con un MAO-inibitore reversibile (es. moclobemide). L'inizio della terapia con qualsiasi MAO-inibitore deve avvenire ad almeno una settimana di distanza dall'interruzione del trattamento con paroxetina. La paroxetina non deve essere usata in associazione a tioridazina poiche', come con altri farmaci inibitori dell'enzima epatico CYP450 2D6, la paroxetina puo' elevare i livelli plasmaticidella tioridazina. La somministrazione di tioridazina da sola puo' indurre prolungamento dell'intervallo QTc associato a gravi aritmie ventricolari quali torsioni di punta e morte improvvisa. Non deve essere somministrato in combinazione con pimozide.
POSOLOGIA di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Somministrare una volta al giorno, al mattino con del cibo. Le compresse devono essere deglutite e non masticate. >>Episodi di depressione maggiore: 20 mg, una volta al giorno. In generale, il miglioramento neipazienti inizia dopo una settimana, ma puo' divenire evidente solo dalla seconda settimana di terapia. Il dosaggio deve essere rivisto e aggiustato se necessario entro le prime 3-4 settimane dall'inizio dellaterapia ed in seguito come ritenuto clinicamente appropriato. In alcuni pazienti, che hanno una risposta insufficiente alla dose di 20 mg, la dose puo' essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 50 mgal giorno, con aumenti graduali di 10 mg, in base alla risposta del paziente. I pazienti con depressione devono essere trattati per un periodo sufficiente di almeno 6 mesi per assicurarsi che siano liberi da sintomi. >>Disturbo ossessivo compulsivo: 40 mg al giorno. I pazienti devono iniziare con una dose di 20 mg al giorno e la dose puo' essere aumentata gradualmente, con incrementi di 10 mg sino alla dose raccomandata. Se dopo alcune settimane si osserva una risposta insufficiente alla dose raccomandata, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale del dosaggio fino ad un massimo di 60 mg al giorno. I pazienti con disturbo ossessivo compulsivo devono essere trattati per un periodo sufficiente ad assicurare che siano liberi da sintomi. Taleperiodo puo' essere di diversi mesi o anche piu' lungo. >>Distubro daattacchi di panico: 40 mg al giorno. Iniziare con una dose di 10 mg algiorno e la dose puo' essere aumentata gradualmente, con incrementi di 10 mg sino alla dose raccomandata, in base alla risposta del paziente. Un basso dosaggio iniziale e' raccomandato per ridurre al minimo ilpotenziale peggioramento della sintomatologia da panico, come si e' osservato generalmente nel trattamento iniziale di questo disturbo. Sedopo alcune settimane si osserva una risposta insufficiente alla doseraccomandata, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale della dose fino ad un massimo di 60 mg al giorno. I pazienti con disturbo da attacchi di panico devono essere trattati per un periodosufficiente ad assicurare che siano liberi da sintomi. Tale periodo puo' essere di diversi mesi o anche piu' lungo. >>Disturbo d'ansia sociale/fobia sociale: 20 mg al giorno. Se dopo alcune settimane si osserva una risposta insufficiente alla dose raccomandata, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale della dose, con incrementi di 10 mg, fino ad un massimo di 50 mg al giorno. L'uso a lungo termine deve essere valutato periodicamente. >>Disturbi d'ansia generalizzata: 20 mg al giorno. Se dopo alcune settimane si osserva una rispostainsufficiente alla dose raccomandata, alcuni pazienti possono trarrebeneficio dall'aumento graduale della dose, con incrementi di 10 mg, fino ad un massimo di 50 mg al giorno. L'uso a lungo termine deve essere valutato periodicamente. >>Disturbo da stress post-traumatico: 20 mgal giorno. Se dopo alcune settimane si osserva una risposta insufficiente alla dose raccomandata, alcuni pazienti possono trarre beneficiodall'aumento graduale della dose, con incrementi di 10 mg, fino ad unmassimo di 50 mg al giorno. L'uso a lungo termine deve essere valutatoperiodicamente. >>Sintomi da sospensione: evitare un'interruzione brusca del trattamento. Il regime a riduzioni graduali della posologia usato negli studi clinici ha utilizzato un decremento progressivo del dosaggio giornaliero pari a 10 mg ad intervalli settimanali. Se si dovessero manifestare, a seguito della riduzione della dose o al momento dell'interruzione del trattamento, sintomi non tollerati, si puo' prendere in considerazione il ripristino della dose prescritta in precedenza. Successivamente il medico puo' continuare a ridurre la dose ma in modo piu' graduale. >>Anziani: in questi pazienti e' stato riscontrato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di paroxetina, tuttavia ilrange delle concentrazioni e' sovrapponibile a quello osservato in soggetti piu' giovani. Il trattamento deve iniziare alle stesse dosi utilizzate nell'adulto. In alcuni pazienti puo' essere utile l'incrementodella dose, ma la dose massima non deve superare i 40 mg al giorno. >>Bambini e adolescenti (7-17 anni): paroxetina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti in quanto studi clinicicontrollati hanno evidenziato che la paroxetina e' associata ad un aumentato rischio di comportamento suicidario e ostilita'. Inoltre, in questi studi clinici l'efficacia non e' stata adeguatamente dimostrata.>>Bambini di eta' inferiore a 7 anni: paroxetina non deve essere somministrata, in quanto la sicurezza e l'efficacia non e' stata dimostrata in questa fascia di eta'. >>Compromissione della funzione renale/epatica: in pazienti con grave compromissione della funzione renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) o in pazienti con compromissione della funzione epatica e' stato riscontrato un aumento delleconcentrazioni plasmatiche di paroxetina. Pertanto il dosaggio deve essere limitato alle dosi piu' basse dell'intervallo posologico.
CONSERVAZIONE di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Contenitore per compresse in polietilene ad alta densita' (HDPE) di colore bianco: conservare a temperatura non superiore ai 25 gradi C, nelcontenitore originale per proteggere dall'umidita'. Blister in PVC/Alluminio/OPA - Alluminio: conservare nella confezione originale per proteggere dall'umidita'
AVVERTENZE di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Il trattamento deve essere iniziato con cautela due settimane dopo lacessazione del trattamento con MAO-inibitori irreversibili o 24 ore dopo la cessazione del trattamento con un MAO-inibitore reversibile. Ildosaggio di paroxetina deve essere aumentato gradualmente fino a raggiungere una risposta ottimale. Non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Comportamenti correlati al suicidio e ostilita' sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo.La depressione e' associata ad aumento del rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio) che persiste fino a quando si verifica una remissione significativa. Poiche' possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane o piu'di trattamento, i pazienti devono essere attentamente controllati finoad avvenuto miglioramento. E' stato mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pazienti di eta' inferiore ai 25 anni trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. L'uso di paroxetina e' stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una sensazione interna di irrequietezza e di agitazione psicomotoria quale l'impossibilita' di sedere o stare immobile generalmente associate ad un malessere soggettivo. Cio' e' piu' probabile che accada entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che presentano tali sintomi, l'aumento della dose puo' essere dannoso. In rare occasioni, sono stati riportati casi di comparsa della sindrome serotoninergica o di eventi simili alla sindrome maligna da neurolettici in associazione al trattamento con paroxetina, in particolare quando somministrata in concomitanza con altri farmaci serotoninergici e/o neurolettici. La paroxetina non deve essere usata in associazione a precursoridella serotonina (quali L-triptofano, oxitriptano) a causa del rischio di sindrome serotoninergica. Usare con cautela in pazienti con anamnesi positiva per mania. Sospendere la terapia in tutti i pazienti cheentrano in una fase maniacale. Si raccomanda cautela nei pazienti congrave compromissione della funzione renale o nei pazienti con compromissione della funzione epatica. Nei pazienti diabetici il trattamento con gli SSRI puo' alterare il controllo glicemico. Puo' essere necessario modificare il dosaggio dell'insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali. Usare con cautela in pazienti con epilessia. Il farmaco deve essere sospeso in tutti i pazienti che presentano convulsioni. Esiste esperienza clinica limitata riguardo la somministrazione concomitante di paroxetina con terapia elettroconvulsiva (ECT). Paroxetina infrequentemente causa midriasi e deve essere usata con cautela nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o con anamnesi positiva per glaucoma. In pazienti con patologie cardiache devono essere osservate le precauzioni consuete. L'iposodiemia e' stata riportata raramente, prevalentemente negli anziani; e' in genere reversibile dopo la sospensione della paroxetina. Sono stati riportati casi di disturbi emorragici a livello cutaneo, quali ecchimosi e porpora. Sono state riportate altre manifestazioni emorragiche, es. emorragie gastrointestinali. I pazienti anziani possono essere maggiormente a rischio. Si consiglia cautela nei pazientiche assumono SSRI in concomitanza ad anticoagulanti orali, farmaci noti per influire sulla funzione piastrinica, o altri farmaci che possonoaumentare il rischio di emorragie e nei pazienti con anamnesi positiva per disturbi emorragici o condizioni che possono predisporre ad emorragie. I sintomi da sospensione osservati quando il trattamento e' interrotto sono comuni, in particolare in caso di brusca interruzione. Ilrischio di comparsa dei sintomi da sospensione puo' dipendere da diversi fattori, compresi la durata della terapia, il dosaggio e il tassodi riduzione della dose. Generalmente l'intensita' di tali sintomi e'da lieve a moderata, tuttavia in alcuni pazienti puo' essere grave. Solitamente compaiono entro i primi giorni di sospensione del trattamento, ma vi sono stati casi molto rari nei quali sono comparsi in pazienti che avevano inavvertitamente saltato una dose. In genere tali sintomi sono auto-limitanti, e di solito si risolvono entro due settimane, sebbene in alcuni individui possano durare piu' a lungo (2-3 mesi o piu'). Si consiglia pertanto di ridurre gradualmente la dose nel corso diun periodo di diverse settimane o mesi, in base alle necessita' del paziente.
INTERAZIONI di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
La somministrazione contemporanea di farmaci serotoninergici (compresiMAO-inibitori, L-triptofano, triptani, tramadolo, linezolide, SSRI, litio e preparazioni a base di erba di San Giovanni - Hypericum perforatum) puo' portare all'insorgenza di effetti associati alla serotonina.Si deve consigliare cautela ed e' richiesto un piu' attento controlloclinico quando tali farmaci sono somministrati in concomitanza con paroxetina. Luso concomitante di pimozide e paroxetina e' controindicato. Il metabolismo e la farmacocinetica della paroxetina possono essereinfluenzati dalla induzione o dalla inibizione degli enzimi che metabolizzano i farmaci. Qualora la paroxetina sia somministrata in concomitanza con un farmaco noto per essere inibitore del metabolismo enzimatico, deve essere preso in considerazione l'uso delle dosi piu' basse dell'intervallo posologico. In caso di somministrazione in concomitanzacon farmaci noti quali induttori del metabolismo enzimatico (es. carbamazepina, rifampicina, fenobarbitale, fenitoina) o con fosamprenavir/ritonavir, non e' richiesto alcun aggiustamento della dose iniziale. Qualsiasi successiva modifica della posologia della paroxetina deve essere basata sulla risposta clinica. La somministrazione concomitante difosamprenavir/ritonavir 700/100 mg due volte al giorno con paroxetina20 mg al giorno in volontari sani per 10 giorni ha diminuito significativamente i livelli plasmatici della paroxetina di circa il 55%. Le concentrazioni plasmatiche di fosamprenavir/ritonavir durante la co-somministrazione di paroxetina erano simili ai valori di riferimento osservati in altri studi, indicando cosi' che la paroxetina non produce effetti significativi sul metabolismo di fosamprenavir/ritonavir. Non sono disponibili dati riguardo gli effetti della co-somministrazione nellungo termine, superiore a 10 giorni, di paroxetina e fosamprenavir/ritonavir. La somministrazione giornaliera di paroxetina aumenta in modosignificativo i livelli plasmatici di prociclidina. Se si osservano effetti anticolinergici, la dose di prociclidina deve essere ridotta. Anticonvulsivanti (carbamazepina, fenitoina, sodio valproato): la somministrazione concomitante non sembra mostrare effetto sul profilo farmacocinetico e farmacodinamico nei pazienti epilettici. La paroxetina inibisce l'enzima CYP2D6 del citocromo epatico P450. L'inibizione del CYP2D6 puo' portare all'aumento delle concentrazioni plasmatiche di farmaci in co-somministrazione, metabolizzati da questo enzima. Sono compresi tra questi farmaci alcuni antidepressivi triciclici (es. clomipramina, nortriptilina e desipramina), neurolettici fenotiazinici (es. perfenazina e tioridazina), risperidone, atomoxetina, alcuni antiaritmicidi Tipo 1c (es. propafenone e flecainide) e metoprololo. Non e' raccomandato l'uso di paroxetina in associazione con metoprololo, somministrato nella insufficienza cardiaca, a causa del ridotto indice terapeutico del metoprololo in questa indicazione. Evitare l'uso di alcol in corso di trattamento con paroxetina. Anticoagulanti orali: l'uso concomitante puo' portare ad un aumento della attivita' anticoagulante ed alrischio di emorragie; pertanto la paroxetina deve essere usata con cautela nei pazienti in trattamento con anticoagulanti orali. FANS, acido acetilsalicilico ed altri antiaggreganti piastrinici: puo' verificarsi una interazione farmacodinamica tra paroxetina e FANS/acido acetilsalicilico. L'uso concomitante di paroxetina e FANS/acido acetilsalicilico puo' portare ad un aumento del rischio di emorragie. Si consigliacautela nei pazienti che assumono SSRI in concomitanza ad anticoagulanti orali, farmaci noti per influire sulla funzione piastrinica, o altri farmaci che possono aumentare il rischio di emorragie (es. antipsicotici atipici quali clozapina, fenotiazina, gran parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico, farmaci antinfiammatori non steroidei, COX-2 inibitori) e nei pazienti con anamnesi positiva per disturbi emorragici o condizioni che possono predisporre ad emorragie.
EFFETTI INDESIDERATI di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune (>=1/1000, <1/100):sanguinamento anomalo, in particolare a carico della cute e delle mucose (per lo piu' ecchimosi). Molto raro (<1/10000): trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: reazioni allergiche (incluse orticaria ed angioedema). Patologie endocrine. Molto raro: sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune (>=1/100, <1/10): aumento dei livelli di colesterolo, diminuzione dell'appetito. Raro (>=1/10000, <1/1000): iposodiemia. L'iposodiemia e' stata soprattutto riportata in pazienti anziani ed e' talvolta dovuta alla sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi psichiatrici. Comune: sonnolenza, insonnia, agitazione. Non comune: confusione,allucinazioni. Raro: reazioni maniacali, ansia, depersonalizzazione,attacchi di panico, acatisia. Questi sintomi possono essere dovuti anche alla patologia di base. Non nota: ideazione/comportamento suicidario (casi di ideazione/comportamento suicidario sono stati riportati durante terapia con paroxetina o subito dopo la sospensione del trattamento). Patologie del sistema nervoso. Comune: vertigini, tremore. Non comune: disturbi extrapiramidali. Raro: convulsioni. Molto raro: sindrome serotoninergica (i sintomi possono includere agitazione, confusione,diaforesi, allucinazioni, iperreflessia, mioclono, brividi, tachicardia e tremore). Sono stati riportati casi di disturbi extrapiramidali,inclusa distonia oro-facciale, a volte in pazienti gia' affetti da disturbi del movimento o in pazienti in trattamento con neurolettici. Patologie dell'occhio visive. Comune: visione offuscata. Molto raro: glaucoma acuto. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota: tinnito. Patologie cardiache. Non comune: tachicardia sinusale. Raro: bradicardia. Patologie vascolari. Non comune: aumento o calo transitorio della pressione arteriosa. Sono stati riportati aumenti o cali transitoridella pressione arteriosa in seguito a trattamento con paroxetina, disolito in pazienti con preesistente ipertensione o ansia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: sbadiglio. Patologie gastrointestinali. Molto comune (>=1/10): nausea. Comune: stipsi, diarrea, secchezza delle fauci. Molto raro: emorragia gastrointestinale. Patologie epatobiliari. Raro: incremento degli enzimi epatici. Molto raro: eventi a carico del fegato (come epatite, talvolta associata ad ittero e/o insufficienza epatica). Sono stati riportati incrementi degli enzimi epatici. Nel periodo successivo all'immissione in commercio sonostati anche riferiti, molto raramente, eventi a carico del fegato (quali epatite, talvolta associata a ittero e/o insufficienza epatica). Considerare la sospensione del trattamento con la paroxetina nel caso di prolungato incremento dei valori dei test di funzionalita' epatica.Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: sudorazione.Non comune: rash cutaneo, prurito. Molto raro: reazioni di fotosensibilita'. Patologie renali ed urinarie. Non comune: ritenzione urinaria,incontinenza urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comune: disfunzioni sessuali. Raro: iperprolattinaemia/galattorrea. Molto raro: priapismo. Patologie del sistema muscoloscheletrico. Raro: artralgia, mialgia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, aumento del pesocorporeo Molto raro: edema periferico. Sintomi da sospensione. Comune: vertigini, disturbi sensoriali, disturbi del sonno, ansia, cefalea.Non comune: agitazione, nausea, tremore, confusione, sudorazione, instabilita' emotiva, disturbi della visione, palpitazioni, diarrea, irritabilita'. L'interruzione del trattamento (soprattutto se brusca) portain genere a sintomi da sospensione. Sono stati riportati vertigini, disturbi del sensorio (comprese parestesia, sensazioni di scossa elettrica e tinnito), disturbi del sonno (compresi sogni vividi), agitazioneo ansia, nausea, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea,palpitazioni, instabilita' emotiva, irritabilita' e disturbi visivi. Generalmente tali eventi sono da lievi a moderati ed auto-limitanti, tuttavia in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. In rareoccasioni lo sviluppo di una sindrome serotoninergica o di eventi simili alla sindrome maligna da neurolettici possono verificarsi in associazione al trattamento con paroxetina, in particolare se somministratain combinazione con altri farmaci serotoninergici e/o neurolettici. >>Eta' pediatrica. Durante studi clinici a breve termine (fino a 10-12settimane) in bambini ed adolescenti sono stati riportati i seguenti eventi avversi nei pazienti trattati con paroxetina, con una frequenzapari ad almeno il 2% dei pazienti, e tali eventi si sono verificati con una incidenza per lo meno due volte superiore rispetto al placebo: aumento dei comportamenti correlati al suicidio (compresi tentativi disuicidio e pensieri suicidari), comportamento autolesionistico e incremento dell'atteggiamento ostile. I pensieri suicidari e i tentativi disuicidio sono stati osservati principalmente durante studi clinici con adolescenti affetti da Disturbo depressivo maggiore. L'incremento dell'atteggiamento ostile si e' presentato in particolare nei bambini con disturbo ossessivo compulsivo, specialmente nei bambini di eta' inferiore ai 12 anni. Ulteriori eventi osservati piu' frequentemente nel gruppo trattato con paroxetina rispetto a quello trattato con placebo sono stati i seguenti: diminuzione dell'appetito, tremore, sudorazione,ipercinesia, agitazione, labilita' emotiva (incluso pianto e fluttuazioni dell'umore).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO di Paroxetina Ratio*28cpr Riv20mg
Alcuni studi epidemiologici hanno indicato un lieve aumento del rischio di malformazioni cardiovascolari (ad es. difetti del setto ventricolare (la maggioranza) e del setto atriale) associato all'assunzione diparoxetina durante il primo trimestre di gravidanza. Il meccanismo e'sconosciuto. I dati indicano che il rischio di partorire un neonato con un difetto cardiovascolare, a seguito dell'esposizione materna allaparoxetina, e' inferiore a 2/100, a fronte del rischio atteso, pari acirca 1/100, per tali difetti nella popolazione generale. I dati disponibili non indicano un aumento del rischio complessivo di malformazioni congenite. Somministrare in gravidanza solo quando strettamente indicato. Valutare l'opzione di trattamenti alternativi in donne in gravidanza o che stiano pianificando una gravidanza. L'interruzione brusca durante la gravidanza deve essere evitata. I neonati devono essere tenuti sotto osservazione se l'uso materno di paroxetina continua negli stadi piu' avanzati della gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. I sintomi seguenti si possono presentare nei neonati in seguito all'uso materno di paroxetina negli stadi piu' avanzati della gravidanza:difficolta' respiratoria, cianosi, apnea, convulsioni, temperatura instabile, difficolta' nell'alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperreflessia, tremore, nervosismo, irritabilita', letargia, pianto costante, sonnolenza e difficolta' nell'addormentamento. Tale sintomatologia puo' essere dovuta o agli effetti serotoninergici o ai sintomi da sospensione. Nella maggior parte dei casi le complicazioni iniziano immediatamente al momento del parto o subito dopo (< 24 ore). Dati epidemiologici indicano che l'uso di farmaci SSRI in gravidanza, in particolare nell'ultimo periodo della gravidanza, puo' aumentareil rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN).Il rischio osservato era pari approssimativamente a 5 casi per 1000 gravidanze. Nella popolazione generale si verificano da 1 o 2 casi di PPHN per 1000 gravidanze. Piccole quantita' di paroxetina sono escrete nel latte materno. In studi pubblicati, le concentrazioni sieriche in neonati allattati al seno erano non rilevabili (< 2 ng/ml) o molto basse (< 4 ng/ml), e non e' stato osservato alcun segno degli effetti delfarmaco in questi neonati. Non essendo attesi effetti indesiderati, l'allattamentto al seno puo' essere preso in considerazione.

