Migpriv*Os Polv 6bust 900+10mg POLVERE OS
Principio attivo:
LISINA ACETILSALICILATO/METOCLOPRAMIDE MONOIDROCLORIDRATO
Forma:
POLVERE OS
Fornitore:
SANOFI-AVENTIS SPA *
Conservazione:
INFERIORE A +25 GRADI
Degrassi:
SPECIALITA' MEDICINALI CON PRESCRIZIONE MEDICA
Categoria merceologica:
FARMACO ETICO
Foglietto illustrativo Migpriv*Os Polv 6bust 900+10mg
Il e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti.
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DENOMINAZIONE
MIGPRIV
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Altri analgesici e antipiretici.
PRINCIPI ATTIVI
Acido acetilsalicilico.
ECCIPIENTI
Aspartame, glicina, aroma di limone. Composizione dell'aroma di limone: olio essenziale di limone adsorbito su supporto di maltodestrina.
INDICAZIONI
Trattamento sintomatico degli attacchi di emicrania. Questo prodotto permette un rapido controllo del dolore, nonche' del vomito e della nausea ad esso associati durante gli attacchi di emicrania.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Per la presenza dei due principi attivi il prodotto e' controindicato in ipersensibilita' verso i componenti o verso altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico, pazienti affetti da glaucoma, feocromocitoma, malattia epilettica, morbo di Parkinson e altreaffezioni extrapiramidali conclamate o in corso di terapia con anticolinergici, pazienti con ulcera gastrica o duodenale, pazienti con precedenti manifestazioni di ipersensibilita' ai salicilati, pazienti conmalattia emorragica congenita o acquisita, bambini al di sotto dei 16anni, pazienti gottosi, casi in cui la stimolazione della motilita' intestinale possa rivelarsi pericolosa, per esempio in presenza di emorragia gastrointestinale, perforazione, ostruzione meccanica, pazienti con precedenti manifestazioni di discinesia tardiva, pazienti affetti da feocromocitoma noto o presunto; gravidanza e allattamento. Pazienticon grave insufficienza epatica. Dose > 100 mg/die durante il terzo trimestre di gravidanza.
POSOLOGIA
Prendere una bustina all'apparizione dei sintomi premonitori della crisi, e se necessario, ripetere la somministrazione nelle ore successive. Non superare le 3 bustine nelle 24 ore. Non superare le dosi raccomandate e non proseguire la terapia per periodi prolungati senza avere prima consultato il proprio Medico curante. Versare il contenuto dellabustina in un bicchiere d'acqua naturale; in tal modo si ottiene rapidamente una totale dissoluzione della polvere.
CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.
AVVERTENZE
Per la presenza dei due principi attivi il prodotto deve essere usatocon cautela in: pazienti con precedenti manifestazioni di ulcera gastroduodenale o di emorragia del tratto gastrointestinale, pazienti con grave insufficienza renale, pazienti con insufficienza epatica lieve emoderata, pazienti asmatici, pazienti che utilizzano dispositivi intrauterini a scopo contraccettivo; pazienti anziani, soggetti con deficitdi G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi), pazienti con ipoprotrombinemia, pazienti con deficit di vitamina K, pazienti con malattie allergiche, pazienti con menorragia, pazienti che assumono contemporaneamente elevate quantita' di bevande alcoliche. L'uso del farmaco e' riservato al soggetto adulto in ragione del dosaggio di acido acetilsalicilico per singola somministrazione.
INTERAZIONI
I due principi attivi possono interagire con altri farmaci antinfiammatori non steroidei; anticoagulanti orali; antidiabetici orali: aumentodell'effetto ipoglicemizzante; glucocorticoidi: diminuzione della concentrazione plasmatica di salicilati durante il trattamento e rischiodi sovradosaggio dopo l'interruzione del trattamento stesso; eparina:aumento del rischio di emorragia; antiacidi; interferone a l'azione del quale puo' essere inibita dai salicilati; ticlopidina: aumento del rischio di emorragia; diuretici ad uricosurici: tenuto conto che tale prodotto richiede un trattamento di breve durata, le precauzioni abituali di impiego dell'acido acetilsalicilico in tal caso non sono necessarie; metotressato; neurolettici: effetto sinergico a livello del sistema nervoso centrale; anticolinergici: possibile inibizione dell'attivita' della metoclopramide a livello gastrointestinale; antiparkinsoniani: potenziale inibizione della loro attivita'; l'assorbimento gastricodi alcuni farmaci, per esempio la digossina, puo' essere diminuito daun trattamento concomitante con metoclopramide. Dati sperimentali suggeriscono che ibuprofene puo' inibire l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sonosomministrati in concomitanza. Tuttavia, l'esiguita' dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall'uso occasionale dell'ibuprofene.
EFFETTI INDESIDERATI
I salicilati possono indurre fenomeni di ipersensibilita', asma, formazione di calcoli renali, emorragie gastrointestinali, ronzio auricolare, nausea, disturbi epatobiliari (aumento degli enzimi epatici, dannoepatico principalmente epatocellulare) L'acetilsalicilato di lisina, grazie alla sua solubilita' in acqua, aiuta a ridurre l'incidenza deglieffetti indesiderati conseguenti al danno gastrico. Sono stati evidenziati: una bassa incidenza di effetti indesiderati associati all'uso di metoclopramide, assenza di effetti gravi e buona tollerabilita' pervia orale. Sebbene si siano osservati fenomeni di sonnolenza e reazioni distoniche, tali effetti sono reversibili, risolvendosi di solito spontaneamente e completamente 24 ore dopo la sospensione del trattamento. Possono comparire, a seguito di un uso prolungato del farmaco, disordini a livello dell'apparato endocrino, discinesie tardive, spasmi ritmici o costanti a carico della muscolatura facciale, extraoculare o cervicale. Inoltre si puo' verificare un aumento generalizzato del tonomuscolare. Farmaci antiparkinsoniani di tipo anticolinergico possonoessere utilizzati per contrastare questi effetti. La metoclopramide puo' provocare una risposta ipertensiva acuta, in pazienti affetti da feocromocitoma.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Sebbene effetti teratogeni siano stati osservati con l'acido acetilsalicilico nell'animale, nessun effetto simile e' stato osservato nell'uomo. Alcun effetto teratogeno e' stato messo in evidenza con la metoclopramide. L'uso del prodotto nel primo trimestre di gravidanza e' controindicato. Per quanto riguarda l'impiego del prodotto nell'ulteriore periodo si tenga presente che prodotti antiemetici in genere devono essere somministrati in gravidanza soltanto nei casi di sintomatologia conclamata, per la quale non sia possibile un intervento alternativo e non nei frequenti e semplici casi di emesi gravidica e tanto meno con fini preventivi di essa. Gli studi clinici indicano che le dosi fino a100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico. Cisono insufficienti dati clinici relativi all'uso di dosi superiori a100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questorange di dosaggio. L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo'interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi dellagravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell'1% fino a circa l'1,5%. E' stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e ilsecondo trimestre di gravidanza, l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l'acido acetilsalicilico e' usato da una donna in attesa di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata deltrattamento devono essere mantenute le piu' basse possibili. Duranteil terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a tossicita' cardiopolmonare, disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale conoligo-idroamnios. La madre e il neonato, alla fine della gravidanza,a possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse, inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l'acido acetilsalicilico alle dosi > 100 mg/diee' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. L'acetilsalicilato e la metoclopramide sono escreti nel latte materno, quindi il farmaco non dovrebbe essere somministrato durante l'allattamento, ameno che, a giudizio del medico, i benefici per la madre siano prevalenti rispetto ai potenziali rischi per il neonato. In alternativa, ricorrere all'allattamento artificiale.

