Gliben F*30cpr Riv 5mg+25mg COMPRESSE RIVESTITE

Gliben F*30cpr Riv 5mg+25mg Principio attivo: GLIBENCLAMIDE/FENFORMINA
Forma: COMPRESSE RIVESTITE
Fornitore: ABIOGEN PHARMA SPA *
Conservazione: NON CONSERVARE AL DI SOPRA DI +30 GRADI CENTIGRADI
Degrassi: SPECIALITA' MEDICINALI CON PRESCRIZIONE MEDICA
Categoria merceologica: FARMACO ETICO

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Foglietto illustrativo Gliben F*30cpr Riv 5mg+25mg

Il e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti.
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CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Associazione di antidiabetici orali.
INDICAZIONI
Diabete mellito dell'adulto, specie nelle forme resistenti alle sulfaniluree e nei casi di insulino-resistenza.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Stati prediabetici; diabete cheto-acidosico; diabete latente o sospetto; coma e precoma diabetico; tasso sierico della creatinina superiorea 12 mg/l; diabetici con precedenti di acidosi lattica; funzionalita'epatica o renale gravemente compromessa; in corso di trattamento con diuretici o con agenti antiipertensivi suscettibili di provocare alterazioni della funzione renale o quando viene praticata una urografia endovenosa; affezioni cardiocircolatorie gravi (scompenso cardiaco, statodi shock cardiogenico o tossinfettivo; turbe della circolazione arteriosa periferica); affezioni respiratorie gravi, insufficienza surrenale, alcoolismo cronico; regimi fortemente ipocalorici e, soprattutto, stati di digiuno; shock; gravi malattie distrofiche; emorragie acute gravi; gangrena; gravidanza. Ipersensibilita' ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
POSOLOGIA
La posologia deve essere stabilita e regolata dal medico curante iniziando con una compressa al giorno, per via orale. In base al controlloclinico ed ai risultati degli esami di laboratorio, si puo' aumentaresuccessivamente la posologia di una compressa alla volta. Le compressedevono essere ingerite 30 minuti prima dei pasti con un po' d'acqua.Dosi fino a due compresse al giorno, possono essere prese in una solavolta alla prima colazione. Dosi maggiori saranno suddivise tra i trepasti. Non dovra' mai essere superata la dose di 100 mg di fenforminapro die.
AVVERTENZE
Qualora nel corso della cura si verificassero compromissioni dello stato generale (febbre, eruzioni cutanee, ecc.), il paziente al piu' presto deve chiedere consiglio al medico curante. In qualche caso, come puo' accadere con altre sulfaniluree, si puo' avere ridotta tolleranza all'alcool che puo' facilitare i casi di acidosi lattica da fenforminacon iperazotemia secondaria. Si consigliano periodici controlli, anchea lunga distanza, della funzionalita' renale. La lattacidosi puo' decorrere in modo grave se non si interrompe il trattamento con fenformina e non si adottano misure adeguate. Sono stati riferiti casi con altilivelli ematici di acido lattico, aumento del rapporto lattato/piruvato, abbassamento del pH ematico, iperazotemia che eccezionalmente hanno avuto un decorso sfavorevole. La determinazione della creatinina nelsiero deve essere effettuata prima dell'inizio della cura, ogni due mesi nel primo semestre e poi ogni semestre. In casi di manifestazioniipoglicemiche somministrare carboidrati; nei casi piu' gravi, che raramente possono arrivare fino alla perdita della coscienza, e' necessario effettuare un'infusione lenta i.v. di soluzione glucosata. In concomitanza di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili, puo' rendersi necessario instaurare temporaneamente la terapia insulinica per mantenere un adeguato controllo metabolico. L'uso degli ipoglicemizzanti orali del gruppo delle sulfaniluree deve essere limitatoai pazienti con diabete mellito sintomatico insorto in eta' adulta e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta, nei quali la somministrazione di insulina sia impraticabile. Gli ipoglicemizzanti orali non sono indicati nel trattamento del diabete latente, del diabete sospetto, negli stati prediabetici. Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficienza di G6PD puo' portare ad anemia emolitica. GLIBEN F, contenendo glibenclamide come principio attivo, deve essere pertanto utilizzato con cautela in tali pazienti e deve essere considerata un'alternativa terapeutica.
INTERAZIONI
L'azione ipoglicemizzante delle sulfaniluree puo' essere aumentata daldicumarolo e derivati, dagli inibitori delle monoaminossidasi, dai sulfamidici, dal fenilbutazone e derivati, dal cloramfenicolo, dalla ciclofosfamide, dal probenecid, dal feniramidolo e dai salicilati; essa puo' essere invece diminuita dalla adrenalina, dai corticosteroidi, daicontraccettivi orali e dai diuretici tiazidici. Cautela deve essere anche posta nel somministrare contemporaneamente betabloccanti.
EFFETTI INDESIDERATI
Fenomeni ipoglicemici possono manifestarsi, sebbene raramente, in corso di terapia con sulfaniluree soprattutto in soggetti debilitati, in eta' avanzata, in caso di sforzi fisici inconsueti, di alimentazione irregolare o assunzione di bevande alcooliche, di compromissione della funzionalita' renale e/o epatica. Molto rara e' la comparsa di disturbigastroenterici (quali nausea e senso di pienezza epigastrica) e di cefalea; essi sono in relazione alla posologia ed in genere scompaiono con la riduzione di questa, se compatibile con il mantenimento dell'equilibrio metabolico. In pazienti in trattamento con sulfaniluree sono state talvolta riportate manifestazioni allergiche cutanee che sono pero' transitorie ed in genere scompaiono con il proseguimento della terapia. Molto rare ed in genere reversibili sono le alterazioni a caricodel sistema emopoietico.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
E' controindicata la somministrazione del farmaco durante la gravidanza e l'allattamento.


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