Cardioaspirin*30cpr Gast 100mg Compresse Gastroresistenti

Principio attivo: Acido Acetilsalicilico

Forma: Compresse Gastroresistenti

Fornitore: Bayer Spa *

Conservazione: NON CONSERVARE AL DI SOPRA DI +30 GRADI CENTIGRADI

Degrassi: Specialita' Medicinali Con Prescrizione Medica

Categoria merceologica: FARMACO ETICO

Confezione: BLISTER

Prodotto In Commercio

Cardioaspirin*30cpr Gast 100mg

Foglietto illustrativo - Bugiardino

Il foglietto illustrativo e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti. Vi consigliamo di rivolcervi sempre al vostro medico di cura per un utilizzo appropriato

Denominazione

CARDIOASPIRIN 100 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTI

Categoria Farmacoterapeutica

Antitrombotici.

Principi Attivi

Acido acetilsalicilico 100 mg.

Eccipienti

Polvere di cellulosa, amido di mais; rivestimento: copolimeri dell'acido metacrilico, sodio laurilsolfato, polisorbato 80, talco, trietile citrato.

Indicazioni

Prevenzione degli eventi atero-trombotici maggiori: dopo infarto del miocardio; dopo ictus cerebrale o attacchi ischemici transitori (TIA);in pazienti con angina pectoris instabile; in pazienti con angina pectoris stabile cronica 2) Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell'angioplastica coronarica percutanea transluminale(PTCA). Prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia ateromasica conclamata, nella sindrome di Kawasaki, nei pazientiin emodialisi e nella prevenzione della trombosi durante circolazioneextracorporea. Prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio: in soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle carte dirischio del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanita').

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita' al principio attivo, ai salicilati o ad uno qualsiasidegli eccipienti. Anamnesi di asma indotta dalla somministrazione disalicilati o sostanze ad attivita' simile, in particolare i farmaci antinfiammatori non steroidei. Ulcera gastroduodenale. Diatesi emorragica. Grave insufficienza renale. Grave insufficienza epatica. Grave insufficienza cardiaca. Trattamento concomitante con metotrexato a dosi di15 mg/settimana o piu'. Ultimo trimestre di gravidanza.

Posologia

Se non diversamente prescritto, si raccomanda la posologia di 1 compressa (100 mg) al giorno, in un'unica somministrazione. La prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio dovra' essere effettuata con il dosaggio di 100 mg. E' consigliabile ingerire ilfarmaco con un'abbondante quantita' di liquido (mezzo - 1 bicchiere diacqua), prima dei pasti. Non dev'essere assunto a dosaggi maggiori senza espressa prescrizione del medico.

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Utilizzare con particolare cautela nei seguenti casi: ipersensibilita'ai farmaci analgesici, anti-infiammatori od antireumatici ed in presenza di altre allergie; anamnesi di ulcere gastrointestinali, compresala malattia ulcerosa cronica o ricorrente, o di emorragie gastrointestinali; trattamento concomitante con anticoagulanti; nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale o cardiocircolatoria (es. vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, deplezione di volume, chirurgia maggiore, sepsi o eventi emorragici maggiori), poiche'l'acido acetilsalicilico puo' incrementare ulteriormente il rischio di compromissione della funzionalita' renale ed insufficienza renale acuta. Usare con cautela nei pazienti affetti da grave deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), l'acido acetilsalicilico puo' indurre emolisi o anemia emolitica. Fattori che possono aumentare il rischiodi emolisi sono, ad esempio, un dosaggio elevato, la febbre o infezioni acute. Usare con cautela nei casi di compromissione della funzionalita' epatica. L'ibuprofene puo' interferire con l'effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica dell'acido acetilsalicilico. L'acido acetilsalicilico puo' provocare broncospasmo e indurre attacchi d'asma o altre reazioni di ipersensibilita'. Sono fattori di rischio l'asma pre-esistente, la febbre da fieno, la poliposi nasale o le malattie respiratorie croniche. Queste reazioni possono manifestarsi anche in pazienti che presentino reazioni allergiche (es. reazioni cutanee, prurito, orticaria) ad altre sostanze. A causa dell'effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica, che persiste per diversi giorni dopo la somministrazione, l'acido acetilsalicilico puo' aumentare la tendenza alle emorragie durante e dopo gli interventi chirurgici (inclusi gli interventi chirurgici minori, ad es. l'estrazione dentaria). A basse dosi, l'acido acetilsalicilico riduce l'escrezione di acido urico. Questo puo' talvolta causare attacchi di gotta nei pazienti predisposti. I prodotticontenenti acido acetilsalicilico vanno usati con cautela e sotto controllo medico nei bambini e negli adolescenti con infezioni virali, aprescindere dalla presenza o meno di febbre. In certe affezioni virali, specialmente influenza A, influenza B e varicella, esiste il rischiodi Sindrome di Reye, una malattia molto rara, ma pericolosa per la vita, che richiede un immediato intervento medico. Il rischio puo' essere aumentato in caso di assunzione contemporanea di acido acetilsalicilico, sebbene non sia stata dimostrata una relazione causale. Il vomitopersistente in pazienti affetti da queste malattie puo' essere un segno di Sindrome di Reye.

Interazioni

L'effetto del trattamento puo' essere modificato se il medicinale e' assunto in concomitanza con altri medicinali quali: anticoagulanti (es.warfarin); farmaci antirigetto (es. ciclosporina, tacrolimus); antiipertensivi (es. diuretici e ACE-inibitori); antidolorifici; farmaci perla gotta (probenecid); farmaci anticancro e per l'artrite reumatoide(metotrexato). >>Associazioni controindicate. Metotrexato a dosi maggiori o uguali a 15 mg/settimana: aumento della tossicita' ematologica del metotrexato (gli anti-infiammatori in generale diminuiscono la clearance renale del metotrexato e i salicilati spiazzano il metotrexato dal suo legame con le proteine plasmatiche). >>Associazioni che richiedono precauzioni per l'uso. Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/settimana: aumento della tossicita' ematologica del metotrexato (gli anti-infiammatori in generale diminuiscono la clearance renale del metotrexato e i salicilati spiazzano il metotrexato dal suo legame con le proteine plasmatiche). Ibuprofene: dati sperimentali indicano che l'ibuprofene puo' inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. Tuttavia, l'esiguita' dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarredelle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall'uso occasionale dell'ibuprofene. Anticoagulanti, trombolitici/altri agenti antipiastrinici: aumento del rischio di sanguinamento. Altri farmaci anti-infiammatori non steroidei contenenti salicilati ad alte dosi: aumento delrischio di ulcere ed emorragia gastrointestinale a causa dell'effettosinergico. Inibitori selettivi del re-uptake della serotonina: aumento del rischio di sanguinamento dell'apparato gastrointestinale superiore a causa di un possibile effetto sinergico. Digossina: aumento dellaconcentrazione plasmatica di digossina per diminuzione dell'escrezione renale. Antidiabetici, ad es. insulina, sulfoniluree: aumento dell'effetto ipoglicemico per alte dosi di acido acetilsalicilico, attraverso l'azione ipoglicemica dell'acido acetilsalicilico e lo spiazzamentodelle sulfoniluree dai siti di legame proteico. Diuretici in associazione con acido acetilsalicilico ad alte dosi: riduzione della filtrazione glomerulare attraverso la riduzione della sintesi delle prostaglandine. Glucocorticoidi sistemici, ad eccezione dell'idrocortisone usatocome terapia sostitutiva nel Morbo di Addison: riduzione dei livelli di salicilati nel sangue durante il trattamento con corticosteroidi e rischio di sovradosaggio di salicilati dopo la sua interruzione, per l'aumentata eliminazione dei salicilati dovuta ai corticosteroidi. Inibitori dell'Enzima di Conversione dell'Angiotensina (ACE-inibitori) in associazione con acido acetilsalicilico ad alte dosi: ridotta filtrazione glomerulare attraverso l'inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie. Inoltre, riduzione dell'effetto anti-ipertensivo. Acido valproico: aumento della tossicita' dell'acido valproico a causa dello spiazzamento dai siti di legame proteico. Uricosurici come benzbromarone, probenecid: diminuzione dell'effetto uricosurico (competizione con l'eliminazione tubulare dell'acido urico). Alcool: aumento del danno sullamucosa gastrointestinale e prolungamento del tempo di sanguinamento acausa degli effetti additivi dell'acido acetilsalicilico e dell'alcool.

Effetti Indesiderati

Le reazioni avverse elencate sotto derivano da segnalazioni spontaneecon tutte le formulazioni di acido acetilsalicilico, compresi trattamenti orali a breve e lungo termine, e non ne e' pertanto possibile un'organizzazione per categorie di frequenza. Disturbi dell'apparato gastrointestinale superiore ed inferiore: dispepsia, dolore gastrointestinale e addominale; raramente infiammazione gastrointestinale, ulcera gastrointestinale, che potenzialmente, ma molto raramente, puo' dare luogo a emorragia e perforazione gastrointestinale, con le relative alterazioni dei parametri di laboratorio ed i relativi segni e sintomi clinici. Per il suo effetto inibitorio sulle piastrine, l'acido acetilsalicilico puo' aumentare il rischio di sanguinamenti. Sono state osservateemorragie peri-operatorie, ematomi, epistassi, sanguinamenti urogenitali, sanguinamenti gengivali. Sono state segnalate emorragie gravi, (da rare a molto rare), come le emorragie dell'apparato gastrointestinale e l'emorragia cerebrale (specialmente in pazienti con ipertensione non controllata e/o in trattamento concomitante con agenti antiemostatici), che in singoli casi possono essere potenzialmente pericolose perla vita. L'emorragia puo' causare anemia acuta e cronica post-emorragica/sideropenica (dovuta, per esempio, a microemorragie occulte) con lerelative alterazioni dei parametri di laboratorio ed i relativi segnie sintomi clinici come astenia, pallore e ipoperfusione. Sono state segnalate emolisi ed anemia emolitica in pazienti con gravi forme di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). Sono state segnalatecompromissione della funzionalita' renale ed insufficienza renale. Lereazioni di ipersensibilita', con le relative manifestazioni clinichee di laboratorio, comprendono la sindrome asmatica e le reazioni da lievi a moderate a carico della cute, delle vie respiratorie, dell'apparato gastrointestinale e cardiovascolare, con sintomi quali eruzioni cutanee, orticaria, edema, prurito, rinite, congestione nasale, distresscardio-respiratorio e, molto raramente, reazioni gravi compreso lo shock anafilattico. Molto raramente e' stato osservato danno epatico transitorio con aumento delle transaminasi epatiche. Sono stati riportaticapogiri e tinnito, che possono essere indice di sovradosaggio.

Gravidanza E Allattamento

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. I risultati di studi epidemiologici suggeriscono un possibile aumento del rischio di aborto e di malformazioni dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si ritiene cheil rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. I dati disponibili non dimostrano che ci sia correlazione tra l'assunzione di acido acetilsalicilico e l'aumento del rischio di aborto. I dati epidemiologici disponibili relativi alle malformazioni a seguito di assunzionedi acido acetilsalicilico non sono coerenti, ma non si puo' escludereun aumentato rischio di gastroschisi. Uno studio prospettico con esposizione nelle fasi precoci della gravidanza (primo-quarto mese), eseguito su circa 14.800 coppie madre-figlio, non ha dimostrato un aumento nella frequenza di malformazioni. Gli studi condotti nell'animale hannoevidenziato tossicita' riproduttiva. Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, l'acido acetilsalicilico non dev'essere somministrato se non in caso di effettiva necessita'. Qualora farmaci contenenti acido acetilsalicilico siano usati da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, iltrattamento dovra' essere il piu' breve possibile e la dose la piu' bassa possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arteriosoed ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire adinsufficienza renale con oligo-idramnios. Inoltre, possono esporre lamadre e il bambino, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che puo' manifestarsi anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine, risultante in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l'acido acetilsalicilico e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. I salicilati ed i loro metaboliti passano nel latte materno in piccole quantita'. Dal momento che non sono stati osservati effetti indesiderati nel lattante in seguito ad un uso occasionale, l'interruzione dell'allattamento non e' di norma necessaria. Tuttavia, in caso di uso regolare o di assunzione di dosaggi elevati, si deve prendere in considerazione la possibilita' di uno svezzamento precoce.