Antaxone*10cps 25mg CAPSULE

Antaxone*10cps 25mg Principio attivo: NALTREXONE CLORIDRATO
Forma: CAPSULE
Fornitore: ZAMBON ITALIA SRL *
Conservazione: NON CONSERVARE AL DI SOPRA DI +30 GRADI CENTIGRADI
Degrassi: SPECIALITA' MEDICINALI CON PRESCRIZIONE MEDICA
Categoria merceologica: FARMACO ETICO

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Foglietto illustrativo Antaxone*10cps 25mg

Il e la relativa posologia di questo prodotto sono indicazioni generali, soggette a cambiamenti.
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DENOMINAZIONE
ANTAXONE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci utilizzati nei disturbi da dipendenza.
PRINCIPI ATTIVI
Naltrexone.
ECCIPIENTI
Capsule rigide da 10/25/50 mg: lattosio, magnesio stearato. Capsula contenitrice 10 mg: gelatina, titanio biossido (E 171), ferro ossido giallo (E 172, eritrosina (E 127). Capsula contenitrice 25 mg: gelatina,titanio biossido (E 171), eritrosina (E 127), patent blue (E 131). Capsula contenitrice 50 mg: gelatina, titanio biossido (E 171), indigotina (E 132). Soluzione orale 50 mg/10 ml e soluzione orale 100 mg/20 ml:sorbitolo 70%, aroma amaro 1631, saccarina, metil-p-idrossibenzoato,propil-p-idrossibenzoato, acqua depurata.
INDICAZIONI
Il medicinale consente di bloccare gli effetti farmacologici dagli oppiacei somministrati per via esogena, favorendo cosi' il mantenimento della non dipendenza da oppiacei in individui disintossicati ex-tossicodipendenti. Non esistono dati che dimostrino un indiscutibile effettobenefico del farmaco sui tassi di recidiva fra individui disintossicati e precedentemente dipendenti da oppiacei.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Controindicato in pazienti: che assumono analgesici oppiacei; dipendenti da oppiacei; in crisi di astinenza da oppiacei; che non abbiano superato il test del naloxone; che presentino un reperto urinario positivo per gli oppiacei; con anamnesi di ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Non e' stata accertata l'eventuale sensibilita' crociata con il naloxone o altri oppiacei fenantrenici; con epatite acuta o insufficienza epatica. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento ed in eta' pediatrica.
POSOLOGIA
Non iniziare il trattamento fino a che il paziente non si sia astenutoda assumere stupefacenti per 7-10 giorni. Le dichiarazioni del paziente che sostiene di essersi astenuto dall'uso di oppiacei dovranno essere verificate mediante analisi delle urine. Il paziente non dovra' presentare sintomatologia da astinenza, ne' riferire sintomi da crisi diastinenza. Sottoporre il paziente al test del naloxone. Se dopo tale prova si osservassero segni di astinenza, rinunciare al trattamento conil farmaco. Il test del naloxone puo' essere ripetuto dopo 24 ore. Non inziare nessuna terapia fino a che il test del naloxone non risultera' negativo. Il test del naloxone non deve essere eseguito su pazientiche presentino segni o sintomi di astinenza da oppiacei, ne' su pazienti le cui urine contengano oppiacei. Il trattamento dovra' iniziare con cautela, aumentando lentamente la dose del farmaco somministrata. Lo si potra' fare somministrando inizialmente 20-25 mg di farmaco e tenendo quindi il paziente sotto osservazione per un'ora. Se non si verificheranno segni di astinenza, si potra' somministrare al paziente il resto della dose giornaliera. Terapia di mantenimento: dopo che il paziente ha superato la fase di induzione con il medicinale, saranno sufficienti 50 mg ogni 24 ore per mantenere un blocco clinico adeguato dell'azione degli oppiacei somministrati per via parenterale (cioe' questadose blocchera' l'effetto di un bolo di 25 mg di eroina iniettata pervia endovenosa). In alternativa si potra' ricorrere ad una posologiapiu' flessibile. In questo modo si potra' somministrare ai pazienti 50mg del medicinale durante i primi 5 giorni della settimana e una dosedi 100 mg il sabato. Oppure i pazienti potranno ricevere 100 mg a giorni alterni, o anche 150 mg un giorno su tre. Benche' il grado di blocco degli oppiacei possa risultare relativamente ridotto dall'uso di dosi piu' elevate a intervalli piu' distanziati, la somministrazione ogni 48-72 ore potrebbe migliorare l'accettazione da parte del paziente.Alcuni studi clinici pubblicati in letteratura hanno utilizzato la seguente posologia: 100 mg il lunedi', 100 mg il mercoledi' e 150 mg il venerdi'. Questa posologia si e' dimostrata accettabile per molti pazienti che sono riusciti a mantenersi in stato di disassuefazione per tempi adeguati. L'impiego della soluzione orale e' particolarmente indicato nel trattamento di pazienti che tendano a simulare l'ingestione delfarmaco nella forma capsule.
CONSERVAZIONE
Capsule: conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Soluzione orale: nessuna particolare.
AVVERTENZE
Epatotossicita': prima di prescrivere una terapia con il farmaco, accertarsi della presenza di lesioni o malattie epatiche subcliniche. Neipazienti con malattia epatica meno grave o la cui anamnesi presenti episodi recenti di malattia epatica, l'opportunita' dell' utilizzazionedeve essere considerata con estrema cautela in considerazione della potenziale epatotossicita'. Tests di laboratorio: prima di iniziare unaterapia con il farmaco, e in seguito periodicamente, si dovranno eseguire analisi di laboratorio per individuare eventuali lesioni epatiche.E' fondamentale sottoporre periodicamente i pazienti ad idonee analisi cliniche dopo l'inizio della terapia per individuare il piu' precocemente possibile un eventuale danno epatico indotto dal medicinale. Durante i primi sei mesi si raccomandano esami mensili, con impiego degliidonei tests per l'identificazione di eventuali danni epatici. In seguito ci si affidera' al giudizio clinico per stabilire la frequenza dei controlli di laboratorio. Uso pediatrico: non e' stato stabilito seil farmaco possa essere somministrato senza rischi a soggetti minori di 18 anni. Induzione indesiderata della crisi di astinenza: per evitare il manifestarsi di una crisi di astinenza o l'aggravamento di una sindrome subclinica di astinenza preesistente, i pazienti non dovrebberoassumere oppiacei per un minimo di 7-10 giorni prima di iniziare la terapia. Poiche' la non evidenza di oppiacei nelle urine non e' generalmente una prova sufficiente che il paziente sia disintossicato, si dovra' effettuare il test del naloxone per escludere la possibilita' di provocare una crisi di astinenza a seguito della somministrazione del prodotto. Anche se il medicinale e' un potente antagonista, con un effetto farmacologico prolungato (da 24 a 72 ore), il blocco dei recettorioppiacei e' comunque sormontabile. Questo puo' essere utile nei pazienti che avessero bisogno di analgesia. Tuttavia costituisce un rischiopotenziale per gli individui che cercassero, da soli, di superare ilblocco recettoriale assumendo dosi elevate di oppiacei esogeni. In effetti qualsiasi tentativo da parte del paziente di superare l'antagonismo assumendo oppiacei e' molto pericoloso e puo' condurre a una intossicazione fatale. Tale evento puo' insorgere in quanto la concentrazione plasmatica degli oppiacei, raggiunta immediatamente dopo una somministrazione acuta, puo' essere sufficiente per superare il blocco competitivo del recettore. Di conseguenza il paziente puo' trovarsi in brevetempo in pericolo di vita a causa della intossicazione da oppiacei (arresto respiratorio, collasso circolatorio). Inoltre, anche quantita'minime di oppiacei esogeni possono risultare pericolose se assunte secondo modalita' e in quantita' sufficienti da persistere nell'organismopiu' a lungo delle concentrazioni efficaci di naltrexone e dei suoi metaboliti. I pazienti dovrebbero essere informati delle gravi conseguenze di un tentativo di superare il blocco degli oppiacei . Come intervenire quando e' necessario superare il blocco da farmaco: in una situazione di emergenza che richieda analgesia inducibile soltanto con oppiacei, la quantita' necessaria potra' essere superiore alla norma e pertanto la depressione respiratoria che ne conseguira' potra' essere piu' profonda e piu' prolungata. I lavori clinici controllati non hanno consentito la messa a punto di alcun metodo per rendere reversibile l'eventuale sovradosaggio indotto. Di conseguenza, in tali circostanze sidovra' preferire un analgesico ad azione rapida che minimizzi la depressione respiratoria. La quantita' di analgesico somministrato dovra'essere calcolata in funzione delle necessita' del singolo paziente. Possono inoltre verificarsi effetti collaterali non mediati dal recettore per gli oppiacei (per esempio, edema facciale, prurito, eritema generalizzato) probabilmente attribuibili a liberazione di istamina. Indipendentemente dal farmaco prescelto per far regredire il blocco indottodal medicinale il paziente dovrebbe essere seguito attentamente da personale addestrato e in ambiente ospedaliero. Come intervenire quandoil prodotto provoca accidentalmente una crisi di astinenza: sono statiriferiti casi di gravi sindromi di astinenza provocate da ingestioneaccidentale del medicinale in individui tossicodipendenti da oppiacei.I sintomi sono generalmente comparsi entro cinque minuti dall'assunzione del farmaco e sono durati in alcuni casi fino a 48 ore. Si sono manifestate alterazioni dello stato mentale, come confusione, sonnolenzae allucinazioni visive. Per compensare le perdite idriche dovute a vomito e diarrea, si e' resa necessaria la somministrazione di fluidi per via endovenosa. In tutti i casi i pazienti sono stati seguiti attentamente ed e' stata instaurata una idonea terapia per far fronte alle esigenze individuali. Dosi elevate o prolungate del farmaco possono provocare lesioni epatocellulari. La prova della epatotossicita' del medicinale non e' stata evidenziata nel corso di specifici studi che prevedevano l'impiego del prodotto alle dosi raccomandate per il blocco degli oppiacei, e nei quali i cambiamenti dei livelli serici degli enzimiepatici osservati erano simili a quelli presenti a livello di base nella popolazione studiata. Tuttavia il margine di separazione tra le dosi epatotossiche e quelle apparentemente sicure sembra essere di cinque volte o meno. Il prodotto viene prescritto nell'ambito della terapiaglobale per il trattamento della farmacodipendenza. L'auto-somministrazione di eroina o qualsiasi altra droga oppiacea in piccole dosi nonprodurra' alcun effetto euforizzante, mentre a dosi elevate puo' condurre a morte o produrre un grave danno, per esempio il coma. La soluzione orale contiene para-idrossi-benzoati che possono causare reazioni allergiche (generalmente di tipo ritardato). Il prodotto contiene sorbitolo.
INTERAZIONI
I pazienti trattati con il medicinale potrebbero non trarre vantaggioda farmaci contenenti oppiacei, come preparati contro la tosse e il raffreddore, antidiarroici e analgesici. Pertanto, quando possibile, sidovra' ricorrere a farmaci alternativi privi di oppiacei.
EFFETTI INDESIDERATI
Negli studi per valutare la capacita' del medicinale di bloccare i recettori degli oppiacei si sono rilevate alterazioni della funzionalita'epatica e linfocitosi: queste anomalie sono frequenti nelle popolazioni di alcolisti e di drogati che assumono la sostanza oppiacea per viaparenterale ed erano comunque presenti agli esami di laboratorio in buona parte dei pazienti gia' all'inizio del trattamento. Alcuni studiclinici che prevedevano la somministrazione di naltrexone a dosi cinque volte superiori (fino a 300 mg al giorno) a quelle raccomandate perbloccare i recettori degli oppiacei, hanno evidenziato lesioni epatocellulari in buona parte dei pazienti sottoposti a tali dosi elevate. Non esistono tuttavia prove che consentano di identificare il farmaco (somministrato a qualsiasi dose) come causa di specifici rilevanti effetti indesiderati in pazienti disintossicati. E' invece essenziale sottolineare che il medicinale puo' precipitare, o aggravare, i segni e i sintomi di astinenza in ogni individuo non completamente disintossicato. Inoltre nel corso degli studi clinici sono state riferite le seguenti reazioni avverse sia all'inizio della terapia che durante il periododi somministrazione di naltrexone con una tasso di incidenza superiore al 10%: disturbi del sonno, ansieta', nervosismo, crampi/dolori addominali, nausea e/o vomito, astenia, dolori muscolari e alle articolazioni, cefalea. I seguenti effetti collaterali si sono riscontrati con un'incidenza inferiore al 10%: inappetenza, diarrea, stipsi, sete eccessiva, irrequietezza, stato di prostrazione, irritabilita', vertigini,eritema, eiaculazione ritardata, diminuzione della potenza sessuale ebrividi. I seguenti fenomeni si sono verificati in meno dell'1% dei soggetti trattati. Respiratori: congestione nasale, prurito, rinorrea, starnuti, gola secca, muco in eccesso, sinusiti, respiro pesante, raucedine, tosse, respiro affannoso. Cardiovascolari: epistassi, flebite, edema, aumento della pressione arteriosa, alterazioni non specifiche dell'ECG, palpitazioni, tachicardia. Gastrointestinali: meteorismo, emorroidi, ulcera. Muscolo-scheletrici: dolori alle spalle, alle gambe o alle ginocchia, tremori, contratture. Genitourinari: aumentata frequenza o disturbi della minzione, aumento o diminuzione della libido. Dermatologici: cute untuosa, acne, piede d'atleta, geloni, alopecia. Psichiatrici: depressione, paranoia, affaticamento, agitazione, confusione,disorientamento, allucinazioni, incubi, brutti sogni. Occhi e orecchie: visione offuscata, senso di bruciore agli occhi, fotofobia, gonfiore, dolorabilita', affaticabilita'; orecchie "tappate", doloranti, tinnitus. Generali: aumento dell'appetito, perdita di peso, aumento di peso, sbadigli, sonnolenza, febbre, secchezza delle fauci, testa "pesante", dolori inguinali, gonfiore ghiandolare, dolori "lateralizzati", estremita' fredde, vampate di calore. Esami di laboratorio: ad eccezione delle alterazioni nei tests di funzionalita' epatica i risultati degliesami di laboratorio, cosi' come i dati raccolti sulle reazioni indesiderate, non hanno evidenziato modelli di anomalie attribuibili al trattamento con naltrexone. E' stato riferito un caso di porpora idiopatica trombocitopenica in un paziente che era probabilmente diventato sensibile al naltrexone nel corso di un precedente trattamento. Il paziente e' guarito senza alcun postumo dopo che e' stata interrotta la somministrazione di naltrexone ed e' stata instaurata una idonea terapia cortisonica. Tossicodipendenza e abuso di droga: il prodotto e' un antagonista puro degli oppiacei. Non induce dipendenza fisica o psicologica. Non si conoscono casi di tolleranza all'effetto antagonista sugli oppiacei.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non sono riportati studi adeguati e ben controllati sulle donne in stato di gravidanza, ne' e' stato accertato se il farmaco influisca o meno sulla durata del parto. Pertanto il farmaco dovrebbe essere usato ingravidanza soltanto quando il beneficio atteso giustifica il potenziale rischio per il feto. Non e' noto se il medicinale sia escreto o meno attraverso il latte materno. Tuttavia, poiche' molti farmaci sono escreti attraverso il latte, si dovrebbe somministrare con prudenza il farmaco alle madri che allattano.


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